tamponi coronavirus

FERMIAMO SUBITO L'INDIGNAZIONE PER I 500MILA TAMPONI PARTITI DA BRESCIA VERSO IL TENNESSEE - L'AZIENDA NE PRODUCE 10 MILIONI A SETTIMANA: ''NON C'È MANCANZA DI TAMPONI IN ITALIA, NE ABBIAMO VENDUTI OLTRE UN MILIONE. IL PROBLEMA È LA CAPACITÀ DEI LABORATORI NELL'ESEGUIRE LA QUANTITÀ DI ESAMI RICHIESTA'' - INFATTI A TORINO NON MANCANO I COTTON FIOC, MA I REAGENTI PER I TEST. CHE INVECE ARRIVANO DA USA E GERMANIA: CHE FAREMMO SE FERMASSERO L'ESPORTAZIONE COME QUALCUNO CHIEDE DI FARE DA NOI COI TAMPONI BRESCIANI?

 

1. A TORINO, PER ESEMPIO, DI TAMPONI SE NE FANNO QUANTI NE VUOI: MANCANO I REAGENTI PER FARE I TEST IN LABORATORIO!

https://m.dagospia.com/da-tamponi-a-tutti-a-tamponi-a-nessuno-benvenuti-a-torino-mancano-i-reagenti-230564

 

 

COPAN, L’AZIENDA ITALIANA CHE VENDE TAMPONI ANCHE AGLI USA: DA NOI NON MANCANO KIT, MA IL TEMPO PER L’ANALISI

Maurizio Caprara per il ''Corriere della Sera''

 

CORONAVIRUS - COME SI ESEGUE IL TAMPONE

«Non c’è mancanza di tamponi in Italia. Negli accertamenti per verificare la presenza del virus Sars-CoV-2 il grosso problema è un altro: la capacità dei laboratori nell’eseguire la quantità di esami necessaria attualmente», dice Lorenzo Fumagalli, il responsabile dell’ufficio legale della Copan, la piccola multinazionale italiana che ha mandato lunedì scorso a Memphis, in Tennesse, mezzo milione di kit di prelievo per gli accertamenti sul Coronavirus.

 

Con circa 600 dipendenti, sede a Brescia e filiali in tutti i continenti, questa azienda è adesso una delle fonti da consultare per percepire la complessità di quanto sta avvenendo rinunciando a una delle tentazioni peggiori dei momenti di emergenza: i giudizi sommari.

 

Come mai avete fornito i tamponi agli Stati Uniti?

«Noi non abbiamo venduto prodotti al governo americano. I kit ci sono stati richiesti da clienti statunitensi sia privati sia pubblici. Per noi si tratta di forniture normali, soltanto ampliate dalle esigenze della crisi in corso dovuta alla diffusione del Coronavirus. La nostra fabbrica sta lavorando 24 ore su 24».

 

Perché è stato un aereo militare dell’Aeronautica statunitense a trasportare il vostro materiale?

«Perché era l’unico vettore aereo disponibile».

 

Quanti tamponi avete fornito nel nostro Paese?

tamponi on the road coronavirus

«Con la consegna che eseguiremo lunedì prossimo, avremo distribuito a committenti in Italia un milione e centomila kit di prelievo dall’inizio della crisi. Se nel Paese i test effettuati risultano di meno è perché le forniture sono in quantità superiore alle capacità di svolgere gli esami nei laboratori italiani. Non è una critica. Sono i dati di fatto e tutti stiamo lavorando a ritmi eccezionali. Noi come dannati».

 

Quanti tamponi producete?

«In questo momento oltre dieci milioni a settimana. Vengono impiegati per raccogliere e conservare i campioni, i quali poi vanno sottoposti ai test diagnostici sul Covid-19. Ne stiamo fornendo in Italia, in Europa, nel mondo. Non c’è mancanza di tamponi in Italia. Il tampone è una cosa, l’esame è un’altra».

 

Avete in programma altre forniture all’estero?

«Certo».

 

 

L'ARTICOLO CHE AVEVA SOLLEVATO LA POLEMICA:

 

tamponi coronavirus

CORONAVIRUS, MEZZO MILIONE DI TAMPONI DA UN'AZIENDA DI BRESCIA AGLI STATI UNITI

Gianluca Di Feo per ''la Repubblica''

 

Il mondo intero dice che è una guerra. E per la prima volta nella Storia sembra essere di tutti contro tutti, senza più alleanze. Ogni nazione pensa per sé, usando ogni mezzo per garantirsi le armi vincenti contro il virus: tamponi, mascherine, respiratori. Così gli Stati Uniti sono riusciti a comprare mezzo milione di kit per individuare il contagio a Brescia. E li hanno trasferiti a Memphis con un aereo militare.

 

Mercoledì l'America ha festeggiato per l'arrivo di un carico di tamponi, appunto mezzo milione di pezzi. Una scorta impressionante: nel nostro Paese dall'inizio dell'epidemia ne sono stati fatti poco più di 100 mila. Ma quella provvista sbarcata negli Usa proveniva dalla base americana di Aviano, poco distante da Pordenone. Sì, in Italia c'era una colossale riserva di test diagnostici, disponibile a poche decine di chilometri dall'epicentro del Covid-19: strumenti che le nostre regioni cercano in tutti i modi per arginare la diffusione del morbo ma che non riescono a trovare.

 

L'annuncio della spedizione transatlantica è stato fatto su Istagram, assieme alla foto della stiva di un quadrireattore C-17 Globemaster dell'Air Force colma di contenitori con i kit. Poi il post è stato rimosso. Ma la notizia ha trovato conferma ufficiale nelle parole del portavoce del Pentagono, Jonathan Hoffman. "Ci sono elementi multipli per fare il test - ha spiegato il generale Paul Friedrichs, del comando medico centrale - I primi sono i tamponi che servono a raccogliere i campioni dalle persone, poi c'è il liquido dove svilupparli. Questo è ciò che abbiamo portato dall'Italia". Il generale ha detto che i materiali vengono prodotti negli Usa e all'estero, senza precisare dove fossero stati reperiti. E ha aggiunto: "Questo è un grande esempio di come le nazioni lavorino insieme per assicurare che venga data risposta alle domande globali".

tamponi coronavirus

 

E il mezzo milione di test è stato prodotto proprio in Italia. Da un'azienda di Brescia, la città che in queste ore è in prima linea nella battaglia contro il morbo: la Copan Diagnostics. Lo conferma a Repubblica l'ambasciatore Lewis Einsenberg: "Siamo lieti che l'azienda italiana Copan Diagnostics continui a produrre tamponi per i test del Covid-19 in quantità sufficienti per soddisfare le richieste in Italia e le vendite all'estero. Il settore privato italiano contribuisce a salvare vite nel mondo. Mi congratulo per questo sforzo". E precisa: "Gli Stati Uniti continueranno ad acquistare questi tamponi da aziende italiane secondo le proprie necessità. Gli Stati Uniti e l'Italia continuano a lavorare insieme in strettissima collaborazione".

 

La notizia appare sorprendente. Una ditta lombarda aveva a disposizione una quantità di tamponi sufficiente per i bisogni di tutto il Nord ed invece è stata venduta oltre Oceano. Ci hanno battuto sul prezzo? Circolano diverse informazioni sulle iniziative del governo americano per rifornirsi di mezzi contro il Covid-19. La Casa Bianca, ad esempio, avrebbe offerto somme altissime per ottenere l'esclusiva del vaccino sperimentato dai laboratori tedeschi CureVac: un'operazione bloccata dall'intervento di Berlino a cui è seguito quello dell'Unione Europea che ha stanziato 80 milioni per impedire la fuga del brevetto. In queste ore, ci sono aste mondiali per acquistare a prezzi crescenti anche stock di mascherine e respiratori: una sfida economica, in cui vince il più forte. Come in guerra. Ma senza più alleanze che tengano.

 

lewis eisenberg ph andrea giannetti:ag.toiati

All'inizio si era pensato che i tamponi venissero dalle basi militari americane. Ad Aviano esiste un grande deposito di materiali medici, accumulati in vista di un conflitto. E' il Medical War Reserve Materiel del 31mo stormo statunitense: un video dello scorso dicembre mostra un gigantesco hangar zeppo di componenti per ospedali da campo, strumentazione diagnostica e medicinali. Tutti pronti per essere imbarcati sugli aerei e arrivare ovunque in poche ore. Un'altra scorta dovrebbe trovarsi a Camp Darby, alle porte di Livorno, il più grande arsenale dislocato fuori dagli States. Entrambi i magazzini strategici nei documenti del Pentagono vengono indicati, seppur nell'ultimo punto delle priorità, come utilizzabili per "le nazioni ospiti". Ossia l'Italia. Ma nulla è stato messo a disposizione del nostro Paese. Citando Winston Churchill, nel suo libro il leggendario generale Jim Mattis, ex capo del Pentagono, ha scritto: "C'è una sola cosa peggiore che combattere assieme agli alleati, combattere senza alleati". Era una critica alla politica estera di Donald Trump. Un monito che vale anche nella guerra contro il virus.

 

La realtà però è diversa. I tamponi erano pronti a Brescia, nel cuore dell'epidemia, dove medici e infermieri lottano per bloccare il morbo prima che travolga Milano, dove ogni giorno migliaia di persone rischiano il contagio. Il nostro governo ne era informato?

TEST DEL TAMPONE

 

La Copan Diagnostics replica che "tutto è avvenuto alla luce del sole. Non dovevamo avvertire le autorità italiane: sono prodotti in libera vendita. E noi siamo un'azienda leader che esporta in tutto il mondo. Non c'è carenza di tamponi: nelle scorse settimane in Italia ne abbiamo venduti più di un milione e possiamo soddisfare tutte le richieste. Il problema non sono i kit, ma i laboratori per analizzarli". E precisa: "Quello stock non è stato acquistato dal governo statunitense, ma da società private e distributori americani. Lo hanno trasportato con un volo militare soltanto perché non c'erano aerei commerciali disponibili".

 

I siti web che tracciano il traffico nei cieli hanno accertato che il jet dei tamponi è decollato da Aviano lunedì 16 marzo nel primo pomeriggio. In quel momento in Italia erano censiti quasi 30 mila casi e 2.158 morti. Negli Stati Uniti i decessi erano solo 86 e i positivi 4.500.

 

 

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