coronavirus inquinamento

SE VE LO DICE HARVARD CI CREDETE? – I RICERCATORI DELL’UNIVERSITÀ HANNO MESSO NERO SU BIANCO LA CORRELAZIONE TRA INQUINAMENTO E CORONAVIRUS: COLORO CHE VIVONO IN ZONE CON LIVELLI ELEVATI DI INQUINAMENTO HANNO MOLTE PIÙ PROBABILITÀ DI MORIRE –  SE MANHATTAN AVESSE ABBASSATO IL SUO LIVELLO MEDIO DI PARTICOLATO PM 2.5 DI UNA SOLA UNITÀ, AVREBBE AVUTO (FINO A ORA) 248 MORTI IN MENO DI COVID-19

DAGONEWS

 

pianura padana coronavirus

I pazienti affetti da coronavirus in aree che presentavano livelli elevati di inquinamento atmosferico prima della pandemia hanno molte più probabilità di morire a causa del virus rispetto a pazienti che vivono in aree in cui la qualità dell’aria è migliore. È quanto emerge da un nuovo studio dei ricercatori dell'Università di Harvard T.H. Chan School of Public Health in cui per la prima volta negli Usa si rende chiaro il legame tra inquinamento e Covid-19.

 

In un'analisi di 3.080 contee degli Stati Uniti, i ricercatori hanno scoperto che livelli più elevati di particelle minuscole e pericolose nell'aria, note come PM 2.5, sono associate a tassi di mortalità più elevati causati dal coronavirus.

pianura padana coronavirus

 

Per settimane, i funzionari della sanità pubblica hanno ipotizzato un legame inquinamento, morti o casi gravi di coronavirus, ma l'analisi di Harvard è il primo studio a livello nazionale che mostra un collegamento statistico, rivelando come ci siano una “grande sovrapposizione” tra i decessi da Covid-19 e altre malattie associate all'esposizione a lungo termine a polveri sottili.

 

«I risultati di questo documento suggeriscono che l'esposizione a lungo termine all'inquinamento atmosferico aumenta la possibilità di sperimentare complicazioni».

pianura padana coronavirus

Nel documento si dice che se Manhattan avesse abbassato il suo livello medio di particolato di una sola unità, o di un microgrammo per metro cubo negli ultimi 20 anni, il distretto avrebbe probabilmente avuto 248 morti in meno di Covid-19 a questo punto della pandemia.

 

La ricerca potrebbe avere implicazioni significative per il modo in cui i funzionari della sanità pubblica scelgono di allocare risorse come ventilatori e respiratori.

coronavirus Italia

 

Da "www.pagellapolitica.it"

 

Il 26 marzo, in un’intervista con La Stampa, l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha commentato l’emergenza coronavirus in Italia, con particolare riferimento alla difficile situazione in Lombardia.

Secondo il leader di Forza Italia, «l’inquinamento è un grave problema ma non c’è alcuna evidenza scientifica di un possibile collegamento con la pandemia».

Negli ultimi giorni è infatti circolata molto, sui social e su alcuni quotidiani, una ricerca italiana che avrebbe mostrato un legame tra il livello di inquinamento nella Pianura Padana e i maggiori tassi di contagio in Italia.

 

coronavirus Italia

Significa dunque che in effetti esisterebbe davvero un’«evidenza scientifica» a riguardo, a differenza di quanto dice Berlusconi? Facciamo un po’ di chiarezza.

Il problema dell’inquinamento, in breve

 

Secondo le stime del Ministero della Salute, pubblicate nel 2015, ogni anno in Italia l’inquinamento atmosferico è responsabile di circa 30 mila decessi «solo per il particolato fine», ossia il cosiddetto Pm 2,5. La sigla “Pm” sta per particulate matter, o “particolato” in italiano, un’espressione che indica il pulviscolo in sospensione nell’aria generato, per esempio, dalle attività umane, come la combustione da fonti fossili per i trasporti o per il riscaldamento domestico.

CORONAVIRUS - PAZIENTE IN TERAPIA INTENSIVA CON IL RESPIRATORE

 

«Possono essere individuate due classi principali di particolato, suddivise sia per dimensioni, sia per composizione: particolato grossolano e particolato fine», spiega il Ministero della Salute.

 

Il particolato fine, come abbiamo visto, è chiamato Pm2,5 perché è costituito da particelle di polvere con un diametro aerodinamico inferiore a 2,5 micrometri, un’unità di misura che rappresente un millesimo di millimetro. Il particolato grossolano, chiamato anche Pm10, è invece formato da particelle con un diametro inferiore ai 10 micrometri.

reparto di terapia intensiva brescia 22

Mentre il Pm10 è in grado di penetrare nel tratto respiratorio superiore (costituito da naso, faringe e trachea), il Pm2,5 può arrivare nella profondità nei polmoni, soprattutto durante la respirazione dalla bocca.

 

«Numerosi studi hanno evidenziato una correlazione tra esposizione acuta a particolato aerodiperso e sintomi respiratori, alterazioni della funzionalità respiratoria, ricoveri in ospedale e mortalità per malattie respiratorie», scrive il Ministero della Salute. «Inoltre, l’esposizione prolungata nel tempo a particolato, già a partire da basse dosi, è associata all'incremento di mortalità per malattie respiratorie e di patologie quali bronchiti croniche, asma e riduzione della funzionalità respiratoria.

coronavirus terapia intensiva bergamo

 

L’esposizione cronica, inoltre, è verosimilmente associata ad un incremento di rischio di tumore delle vie respiratorie».

In più, insieme all’effetto causato dalle polveri sottili, c’è anche quello di altre sostanze, come il biossido di azoto e l’ozono, che in grandi quantità nell’aria fanno aumentare le morti premature in Italia causate dall’inquinamento, secondo le stime dell’Agenzia europea dell’ambiente. E nel nostro Paese, le aree più colpite sono da decenni proprio quelle del Nord, in particolare tutta la zona della Pianura Padana.

reparto di terapia intensiva brescia 19

 

Ma esistono studi scientifici che abbiano mostrato un collegamento tra questo fenomeno e il fatto che ad oggi le regioni con più contagi e morti da nuovo coronavirus siano Lombardia, Emilia-Romagna?

 

La “ricerca” italiana sull’inquinamento e il coronavirus

Negli ultimi giorni è stata molto citata – sia da alcuni quotidiani italiani sia da alcuni politici, come l’ex ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti – una ricerca pubblicata a inizio marzo dalla Società italiana di medicina ambientale (Sima), che, come spiega il suo sito ufficiale, «si prefigge lo scopo di tutelare la salute umana tramite la salvaguardia e la valorizzazione della natura e dell’ambiente».

 

reparto di terapia intensiva brescia 6

Questo studio è tecnicamente un position paper, e non è quindi una vera e propria ricerca scientifica (sottoposta, per esempio, al controllo di peer rewiew e poi pubblicata su una rivista scientifica), anche se è stata realizzata da 12 membri della Sima, tra cui alcuni ricercatori delle Università di Bologna, Bari e Milano.

Questo è stato il «primo lancio di un’idea scientifica a nostro parere fondata, ma non ancora supportata da un’evidenza tale da poter essere pubblicata su una rivista scientifica», hanno scritto gli autori in una replica a un articolo uscito su Open il 19 marzo scorso.

 

reparto di terapia intensiva brescia 4

In sintesi: i ricercatori hanno confrontato il numero di giorni di sforamento dei limiti di Pm10 nell’aria, tra il 10 e il 29 febbraio 2020 (sulla base dei dati Arpa), con quello del numero dei contagiati da nuovo coronavirus aggiornati al 3 marzo scorso (dati della Protezione civile), scoprendo che sembra esserci una correlazione tra le due cose.

Le aree con il numero maggiore di giorni di sforamento, come la Pianura padana, mostrano infatti anche il maggior numero di contagi.

 

reparto di terapia intensiva brescia 1

Da un punto di vista scientifico, il collegamento tra inquinamento e coronavirus sarebbe supportato – oltre che da questa correlazione – anche da studi passati, che secondo gli autori avrebbero mostrato come il particolato atmosferico possa fungere da vettore di trasporto per i virus, aumentando le possibilità di contagio.

 

In particolare, vengono citati quattro studi: uno del 2010 sull’influenza aviaria e le sua concentrazione nelle polveri nell’aria durante le tempeste di sabbia; un altro del 2016 sulla correlazione tra il virus respiratorio sinciziale (un particolare virus che colpisce le vie respiratorie) nei bambini e l’inquinamento in una regione della Cina; e altri due (uno del 2017 e un altro del 2020) sulla relazione tra inquinamento e casi di morbillo sempre in alcune città della Cina.

reparto di terapia intensiva brescia 3

 

Secondo gli autori, le loro analisi sembrano dunque «dimostrare che, in relazione al periodo 10-29 febbraio, concentrazioni elevate superiori al limite di PM10 in alcune Province del Nord Italia possano aver esercitato un’azione di boost, cioè di impulso alla diffusione virulenta dell’epidemia in Pianura Padana che non si è osservata in altre zone d’Italia che presentavano casi di contagi nello stesso periodo».

reparto di terapia intensiva brescia 2

Come abbiamo visto, però, sono stati gli stessi autori del position paper a sottolineare che non si tratta di una pubblicazione scientifica a tutti gli effetti: si tratta solo di un’ipotesi, per di più su una correlazione tra due fenomeni (inquinamento e contagio), e non di un relazione di causa-effetto.

 

Che cosa dicono gli esperti e altri studi

Negli ultimi giorni, diversi esperti – tra virologi e epidemiologi – hanno messo in guardia dal sostenere che l’inquinamento aumenterebbe la portata della pandemia del nuovo coronavirus.

reparto di terapia intensiva brescia 5

 

Il virologo dell’Università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco ha detto a Fanpage che questa ipotesi è solo «teorica», mentre la virologa Ilaria Capua, dell’One Health Center of Excellence dell’Università della Florida, ospite a DiMartedì il 18 marzo 2020, ha dichiarato di non credere che «la causa dell’aggressività del virus in Lombardia sia l’inquinamento».

 

reparto di terapia intensiva brescia 8

Il 19 marzo, invece, l’epidemiologo dell’Università di Pisa Pierluigi Lopalco ha scritto su Twitter che «l’inquinamento fa male, ma con #COVID19 [la malattia causata dal nuovo coronavirus, ndr] ho paura che c’entri poco», condividendo un articolo del Sole 24 Ore che raccontava quanto scritto nello studio della Sima. «Non pensate che l’aria fresca possa fermare il contagio: il virus corre con le nostre gambe, non con i Pm10», ha aggiunto Lopalco.

 

reparto di terapia intensiva brescia 17

Al momento dunque possiamo dire che non c’è un’evidenza scientifica per sostenere che maggiori livelli di inquinamento siano collegati causalmente alla pandemia del nuovo coronavirus, ma è anche vero – come abbiamo visto – che l’inquinamento può causare gravi problemi alla salute alle persone.

 

Come ha spiegato il quotidiano britannico The Guardian, in un approfondimento del 17 marzo, esistono alcuni studi che mostrano come in passato siano state rilevate correlazioni tra i livelli di inquinamento in alcune città della Cina e la diffusione della Sars, oppure tra l’incidenza della Mers tra i fumatori (un’evidenza analoga è stata registrata anche nei contagiati da nuovo coronavirus, in uno studio però non ancora stato oggetto di peer review).

reparto di terapia intensiva brescia 16

 

«Sulla base di quello che sappiamo attualmente, è molto probabile che le persone esposte a maggiore inquinamento atmosferico e che fumano possano avere effetti maggiormente negativi se infettati da Covid-19 rispetto a chi respira un’aria più pulita e non fuma», ha detto il 15 marzo al Washington Post Aaron Bernstein, direttore del Center for Climate, Health, and the Global Environment presso la Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston, Stati Uniti.

reparto di terapia intensiva brescia 9ospedale reparto di terapia intensiva coronavirusospedale REPARTO DI TERAPIA INTENSIVA coronavirusterapia intensiva coronavirus 2terapia intensiva coronavirus 1terapia intensiva coronavirusreparto di terapia intensiva brescia 12reparto di terapia intensiva brescia 13reparto di terapia intensiva brescia 10reparto di terapia intensiva brescia 11reparto di terapia intensiva brescia 15reparto di terapia intensiva brescia 14reparto di terapia intensiva brescia 7

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”