''TANTO RUMORE PER NULLA'', MA QUEL RUMORE PUÒ VALERE 2 MILIARDI - UNICREDIT NEL MIRINO DELL'ANTITRUST UE, E RISCHIA UNA MULTA FINO AL 10% DEL FATTURATO. PER L'AD MUSTIER SIAMO IN UNA COMMEDIA DI SHAKESPEARE, MA DIETRO C'È L'ATTIVITÀ DI UN TRADER TEDESCO CHE AVEVA ACCESSO AL MERCATO SECONDARIO SUI TITOLI DI STATO E SI SCAMBIAVA STRATEGIE CON COLLEGHI DI BANCHE RIVALI

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1 – UNICREDIT RISCHIA MAXI-MULTA DALLA UE

Camilla Conti per “il Giornale

 

jean pierre mustier con elkette versione disegno jean pierre mustier con elkette versione disegno

A tenere banco tra i soci, secondo le attese, avrebbero dovuto essere le recenti voci di un assalto a Commerzbank se le nozze con Deutsche Bank dovessero saltare. E invece l' assemblea riunita ieri da Unicredit nella sede della Borsa è stata scossa dalla notizia, arrivata in prima mattinata, di una tegola in arrivo dalla Commissione europea per una presunta violazione della normativa Antitrust sui titoli di Stato.

 

Lo scorso 31 gennaio la Commissione Ue ha infatti notificato all' istituto di piazza Gae Aulenti un procedimento definito «Statement of Objections» nell' ambito di un' investigazione su presunte violazioni della normativa Antitrust in relazione appunto a titoli di Stato europei per periodi compresi tra il 2007 e il 2012. Gli uffici di Bruxelles sospettano che otto banche europee abbiano fatto cartello per distorcere la concorrenza.

 

In particolare, si indagava sul fatto che i trader impiegati si scambiassero informazioni sensibili e coordinassero le proprie strategie di vendita. L' avvio dell' indagine era nota, Il Giornale ne aveva scritto il 1 primo febbraio, «uno schema collusivo» lo aveva definito in un comunicato l' Antitrust Ue senza però rivelare i nomi delle banche coinvolte.

 

unicredit unicredit

Già a dicembre, però, la Commissione guidata da Margrethe Vestager aveva accusato quattro istituti di far parte di un cartello sui bond, citando anche in quell' occasione l' utilizzo di chat da parte di operatori negli anni dal 2009 al 2015. In quel caso l' agenzia Reuters aveva citato Credit Suisse, Crédit Agricole, Bofa Merrill Lynch e Deutsche Bank.

 

Come le altre banche finite nel mirino di Bruxelles (ieri si faceva anche il nome di Royal bank Scotland), Unicredit rischia potenzialmente una sanzione fino a un ammontare massimo del 10% del fatturato annuo mondiale (dunque circa 2 miliardi). La scadenza per la presentazione di una risposta alle obiezioni sollevate è fissata al 29 aprile, salvo proroghe.

 

Secondo quanto emerso da fonti vicine all' indagine comunque, l' istituto italiano sarebbe finito nel mirino solamente per l' attività di un trader tedesco che ha lavorato per quattro mesi per la banca nel 2012 e che aveva accesso unicamente al mercato secondario sui titoli di Stato (le obbligazioni pubbliche sono emesse sul mercato primario e poi messe in vendita; in seguito sono scambiate tra banche, intermediari e investitori nel mercato secondario).

 

unicredit unicredit

«Se voi sapeste quello che so io, a questa vicenda dareste il titolo di una commedia di Shakespeare: tanto rumore per nulla», si è limitato a commentare l' ad di Unicredit, Jean Pierre Mustier senza aggiungere altro. Il procedimento, inoltre, era stato già reso noto al mercato inserendo l' informazione nei prospetti dei bond emessi da febbraio in poi. Così in Piazza Affari, dopo una sbandata iniziale di oltre il 2%, il titolo ha ripreso quota e chiuso la seduta in positivo (+0,98%).

 

Oltre che sulla questione Antitrust, il mercato è sembrato apprezzare anche i chiarimenti di Mustier in materia di aggregazioni. «Il nostro piano è basato su presupposti organici, abbiamo sempre detto che l' Europa ha bisogno di banche più grandi ma anche che le combinazioni sono difficili e la loro probabilità è molto bassa quindi non trattenete il respiro», ha risposto alle domande dei soci sulle voci di trattative aperte con la francese Société Générale e poi con la tedesca Commerzbank.

 

 

2 – UNICREDIT INCIAMPA SUI BOND

Luca Gualtieri per “MF

 

Proprio nel giorno dell' assemblea di bilancio, Unicredit ha rivelato su richiesta della Consob l' esistenza un' indagine della Commissione Ue sul trading di bond governativi. L' istituto è finito nel mirino di Bruxelles per una presunta violazione della normativa antitrust nell' ambito di una più ampia investigazione che coinvolge altre sette banche europee.

Vestager Vestager

 

Dall' inchiesta emerge che i trader si scambiavano informazioni sensibili e coordinavano le proprie strategie di vendita soprattutto attraverso chat online. Per quanto riguarda Unicredit, sotto esame sarebbero finite le operazioni effettuate da un giovane trader tedesco che ha lavorato nel gruppo per quattro mesi nel 2012 e aveva accesso soltanto al mercato secondario. La banca, che ha ricevuto il fascicolo della Commissione il 15 febbraio, ha tempo per rispondere alle obiezioni entro il 29 aprile salvo proroghe. Secondo le norme europee, l' istituto rischia un multa fino a un massimo del 10% del fatturato globale, quindi circa 2 miliardi.

 

GRATTACIELO COMMERZBANK GRATTACIELO COMMERZBANK

Un esborso di cassa volto al pagamento di una potenziale sanzione non è più considerato «remoto, ma possibile», spiega la banca anche l' amministratore delegato Jean Pierre Mustier ha ridimensionato il rischio parlando a margine dell' assemblea: «Se sapeste quello che so io, dareste il titolo di una commedia di Shakespeare: molto rumore per nulla», ha dichiarato il banchiere. Nel corso dell' assise (che ha approvato il bilancio e le remunerazioni) ha tenuto banco anche il tema del m&a, riportato sotto i riflettori dalle recenti indiscrezioni su Commerzbank.

 

Mustier, senza commentare casi specifici e ricordando la crescita organica del gruppo, ha sottolineato ancora una volta che fusioni in Europa sono «molto difficili» ed hanno «una bassa probabilità». In borsa il titolo, dopo una partenza con forti perdite, ha chiuso in linea con il mercato (+0,54% a 11,9 euro).

 

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