alitalia lufthansa carsten spohr

L'UNICA ALITALIA CHE INTERESSA E' QUELLA "SFORBICIATA" - LUFTHANSA È PRONTA A COMPRARE LA NOSTRA COMPAGNIA DI BANDIERA MA IL CEO CARSTEN SPOHR CHIEDE DI INIZIARE SUBITO CON I TAGLI – UN EVENTUALE PROPOSTA DI ACQUISTO ARRIVERÀ SOLO A PRIMAVERA, DOPO AVER VERIFICATO CHE LEOGRANDE ABBIA INIZIATO LA RISTRUTTURAZIONE – L’IPOTESI DELLO SCORPORO E IL NODO DEGLI ESUBERI...

1 - I TEDESCHI OFFRONO GARANZIE PER IL MARCHIO E PER FIUMICINO

Alessandro Barbera per “la Stampa”

 

Carsten Spohr CEO LUFTHANSA

E' possibile fidarsi di una nazione che in pochi anni ha ripianato dieci miliardi di perdite della ex compagnia di bandiera? Al quartier generale di Lufthansa - al centro dell' aeroporto di Francoforte - la cartellina Alitalia sta sul tavolo dei vertici da un lustro. Ci fecero un pensierino quando per un soffio la compagnia tricolore non andò a nozze con Air France-Klm.

 

LUFTHANSA

Nel frattempo Alitalia ha fallito due tentativi di rilancio, con gli italianissimi capitani coraggiosi e gli arabi di Etihad. I tedeschi oggi sono rimasti gli unici interessati, ma non si fanno illusioni. «Perché Alitalia abbia un futuro di lungo termine, avere il partner giusto è importante quanto la ristrutturazione. Non ci può essere una cosa senza l' altra». Carsten Spohr è un tedesco dal sorriso largo e rumoroso. Ama l' Italia, ama passare le vacanze in Sardegna, e vorrebbe fare di Roma l' hub più a sud della rete Lufthansa.

AEREO ALITALIA

 

Garantisce di non voler smantellare il brand Alitalia «vale moltissimo» - crede nella possibilità di farla crescere, ma pone condizioni precise. La prima: il nuovo commissario unico deve iniziare subito i tagli. Per questo una proposta di acquisto non arriverà prima di primavera, e solo dopo aver verificato che Giuseppe Leogrande abbia avuto mandato dal governo a ristrutturare.

 

patuanelli conte

Spohr ha già fatto sapere a Roma che in una prima fase, per non volare in perdita cronica (oggi un milione al giorno) Alitalia dovrebbe ripartire da novanta velivoli degli attuali centotredici. All' obiezione se siano troppo pochi, Spohr risponde che quanto iniziò il rilancio di Swiss volavano la metà degli aerei che oggi decollano da e per l' hub di Zurigo. Nel frattempo la compagnia tricolore non ha fatto altro che rimpicciolirsi: all' inizio dell' avventura dei capitani coraggiosi - quando Alitalia si fuse con Air One - il numero dei velivoli era quasi il doppio di oggi. Due le note positive.

Carsten Spohr (ad Lufthansa) con Joerg Eberhart (Air Dolomiti)

 

La prima: il dualismo Roma-Milano non c' è più. Il nuovo aeroporto di Fiumicino è considerato il migliore d' Europa, e nessuno mette in dubbio la sua centralità. La seconda: Lufthansa è favorevole a diventare partner di Atlantia, e non è contraria all' ingresso dello Stato nel capitale di Alitalia.

 

aereo lufthansa

A precisa domanda di fronte ad un gruppo di giornalisti Spohr non dice quante persone dovranno lasciare la compagnia. Ma se - come raccontano le indiscrezioni - Lufthansa è interessata solo alle attività di volo e alle manutenzioni ordinarie, significa quattromila dipendenti in meno.

 

giuseppe leogrande

Azienda e sindacati stanno discutendo la proroga della cassa integrazione per più di mille. Senza una seria presa di consapevolezza da parte di politica e sindacati, quelle targate Lufthansa saranno le ennesime nozze finite male.

 

2 - "SENZA DI NOI ALITALIA NON CE LA FA" ECCO L'OFFERTA DEL CAPO DI LUFTHANSA

Lucio Cillis per “la Repubblica”

 

ALITALIA

«Alitalia, per garantirsi un futuro di lungo termine, deve avere il giusto partner e la giusta ristrutturazione. Questa è la mia logica ed è ciò che ho detto ai "players" italiani quando li ho incontrati nelle ultime settimane. Ed è altrettanto importante avere un futuro comune per le due compagnie: perché l' una non può andare avanti senza l' altra».

 

Lufthansa sciopero

Sono parole di Carsten Spohr, il numero uno di Lufthansa, il Cavaliere Bianco che fa sospirare il governo, suscita le speranze di una parte dei dipendenti e manda nel panico quei lavoratori che temono nuovi esuberi. Le sue parole suonano come una conferma definitiva dell' interesse del gruppo tedesco in Alitalia dopo mesi di indiscrezioni.

alitalia

 

Sono dichiarazioni chiare, affidate ad alcuni media italiani (tra cui Repubblica ) nel corso di un breve incontro all' interno del quartier generale della linea aerea a Francoforte.

E sono chiari anche i passaggi obbligati per consentire ai tedeschi l' ingresso in Alitalia: il progetto è di partire a giugno prossimo con una partnership commerciale forte. Alitalia è pronta a lasciarsi alle spalle l' esperienza in Sky Team, l' alleanza con Delta e Air France-Klm, per passare al concorrente Star Alliance, che include oltre alla compagnia tedesca anche la statunitense United.

 

I DOCUMENTI DELLA VENDITA DEGLI SLOT ALITALIA DI HEATHROW A ETIHAD

Lufthansa sosterrà il gruppo di Fiumicino accollandosi una parte rilevante degli oneri derivanti dal cambio di casacca, pari a circa 50 milioni di euro l' anno per i primi due anni. Superata questa fase, che dovrebbe durare appunto fino al 2021, Lufthansa si ritroverà una compagnia ripulita dai debiti. A quel punto Alitalia sarà una società "ristrutturata", pronta a riprendere il volo da basi solide (attività di volo e cargo) ma senza alcune certezze del passato: infatti non ci sarà più una Alitalia-handling, ovvero una società che si occuperà dei bagagli.

lufthansa

 

I 3.500 dipendenti non perderanno il lavoro ma, con molta probabilità, cambieranno divisa e confluiranno in Aeroporti di Roma o in Swissport, che ne rileveranno le attività. Un altro passaggio che la nuova gestione commissariale dovrà prendere, riguarda la manutenzione cosiddetta "heavy", quella pesante, che verrà sacrificata e ceduta. La New Alitalia potrà contare solo sulla manutenzione di linea che interviene su problemi e riparazioni leggere.

sciopero dei piloti lufthansa

 

Al termine del percorso, attraverso uscite incentivate, si passerà dagli attuali 10.800 dipendenti circa, a 6.500, con una flotta di 90 o 95 aerei contro i 113 attuali.

Il piano dei tedeschi è quindi chiaro così come lo sono le motivazioni che spingono Spohr e la compagnia da lui guidata a guardare con grande interesse al nostro Paese.

 

giuseppe conte patuanelli

Il perché sta nei numeri: l' Italia è in cima alla lista dei Paesi europei per traffico passeggeri trasportati dal vettore tedesco e seconda al mondo dopo gli Stati Uniti. Ogni giorno, infatti, tra Germania e Italia volano poco meno di 40 mila persone, il 10% dei passeggeri Lufthansa. Oggi, infine, ci sarà il primo faccia a faccia tra il nuovo commissario Giuseppe Leogrande, i sindacati e il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli.

Ultimi Dagoreport

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE LE SUE CERTEZZE: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…