alitalia coronavirus

ALITALIA AL CAPOLINEA? – COME ANDRÀ A FINIRE IL NUOVO BANDO DI GARA PER LA CESSIONE DELLA COMPAGNIA AEREA? NON CI SONO OFFERTE, PURE LUFTHANSA HA I SUOI GUAI E SI TIRA INDIETRO  – GIURICIN: “GLI ULTIMI 400 MILIONI DI PRESTITO PONTE RISCHIANO DI ESAURIRSI PER PASQUA” – IL VIRUS POTREBBE DARE UN ALIBI AL GOVERNO PER NAZIONALIZZARE. OPPURE FARLA FALLIRE DEFINITIVAMENTE

Paolo Stefanato per “il Giornale”

 

Giuseppe Leogrande

Alitalia è come un paziente anziano, malato terminale, attaccato dal virus. Ce la farà? La risposta è nei fatti: non ce la farà, e il governo, se continuerà a considerarla un pezzo di sistema, dovrà escogitare qualcosa per tenerla in vita. Il bando di gara per la cessione, annunciato per il 29 febbraio, non è ancora stato pubblicato.

AEREO ALITALIA

 

La data del 31 maggio immaginata per le offerte vincolanti è ormai illusoria. Tutto andrà nuovamente deserto; tutti i possibili acquirenti sono alle prese con problemi interni e Alitalia non è un buon affare. La stessa Lufthansa, secondo quanto riferito dalla tv svizzera, ha lasciato a terra 150 aerei su 750. Il primo trimestre è poi la stagione più avversa per il trasporto aereo; Alitalia negli ultimi anni nel periodo ha sempre perso non meno di 200 milioni, ora di più.

ANDREA GIURICIN 1

 

«Il virus sta provocando perdite non recuperabili osserva allarmato Andrea Giuricin, docente all' Università di Milano Bicocca gli ultimi 400 milioni di prestito ponte erogati solo da poche settimane rischiano di essere bruciati ancora più in fretta, e di esaurirsi per Pasqua. La situazione è di vera emergenza, sono molto pessimista».

 

Da un punto di vista mediatico, il virus può paradossalmente dare una mano, perché può essere additato come un fatto imprevisto, inevitabile e catastrofico tale da giustificare l' impossibilità di una vendita. Ragione che potrebbe spingere con minori resistenze verso una nazionalizzazione: ciò potrebbe avvenire attraverso la scissione in good company, con le attività di volo, e bad company, con i debiti, per ripartire a nuovo con un azionista che potrebbe essere, senza eccessivi pudori, il ministero dell' Economia.

 

alitalia ALITALIA

Ma il quesito da porsi è il seguente: l' Unione europea, che ha sul tavolo il dossier per decidere se i prestiti ponte per complessivi 1.300 milioni siano o meno aiuti di Stato, può accettare che nel frattempo la compagnia diventi di proprietà statale? In effetti la cosa stride, ma in questo momento catastrofico per il trasporto aereo, le resistenze di Bruxelles parrebbero anacronistiche. Più facile pensare a un atteggiamento più morbido o dilatorio, com' è stato finora.

ANDREA GIURICIN

 

Quanto alla nazionalizzazione in sé, essa non è vietata dalle norme europee: a condizione che siano rispettate le regole del mercato, cioè l' azienda non può essere ulteriormente assistita da aiuti pubblici. E qui sta il punto. Se il Mef acquista, anche temporaneamente, Alitalia, la nuova società andrà capitalizzata. Trasformare il prestito in azioni non serve a nulla, perché non fa entrare denaro in cassa. Versare una cifra media, diciamo 500 milioni, servirebbe solo a prolungare l' agonia. Un ammontare serio per il rilancio potrebbe essere come minimo un miliardo. Ma in questo momento di panico, con migliaia di imprese e microimprese a rischio fallimento, sarebbe giustificabile gettare tale cifra in quel pozzo senza fondo dell' ex compagnia di bandiera?

patuanelli paola de micheli

 

Il contesto, oltretutto, è molto cupo. Tutto i trasporto aereo mondiale sta prendendo decisioni d' emergenza per stare dietro, con il taglio dei costi, alla riduzione della domanda. Ma pareggiare le poste è pressochè impossibile, anche perché c' è la voce rimborsi. Le aziende rischiano di andare in crisi di liquidità; e per far fronte alle necessità in Europa e nel mondo si attivano canali bancari e, com' è immaginabile, si negoziano segretamente sussidi pubblici per superare l' emergenza senza creare scandalo tra i contribuenti.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…