jeff bezos cloud amazon web services

BEZOS CASCA DALLE NUVOLE – ANCHE SE HA PERSO LA MAXI COMMESSA DELLA CASA BIANCA, AMAZON POSSIEDE UN TERZO DEI SERVIZI CLOUD DEL MONDO. LEADER O MONOPOLISTA? – UN DOCUMENTARIO GETTA OMBRE SULLA COMPAGNIA: QUELLO CHE VUOLE VERAMENTE AMAZON È UN LUOGO IN CUI UNA SOLA COMPAGNIA CONTROLLI LE REGOLE CON CUI SI ACCEDE AL MERCATO - DALL’INDIA AI POSTI DI LAVORO PERSI IN NOME DEL COMMERCIO DIGITALE…

 

Ilaria Ravarino per “il Messaggero”

 

jeff bezos

the world according to amazon

Non avrà vinto la commessa per il rinnovo dei cloud del Pentagono, assegnata a sorpresa a fine ottobre da Trump a Microsoft. Eppure ad Amazon resta una grande consolazione: quella di possedere circa un terzo dei servizi cloud del mondo, oltre a 120 data center in tutto il globo - di cui sette in Europa.

 

amazon

Un business invisibile (i cloud sono spazi di archiviazione digitale) che, con buona pace della commessa da dieci miliardi di dollari del Pentagono, vale da solo quasi il 70% degli utili del gruppo, facendo di Amazon la società leader nel cosiddetto cloud computing. Leader o, secondo i detrattori, monopolista. «Il mondo che vuole Amazon è un luogo in cui una sola compagnia possa controllare le regole con cui la concorrenza accede al mercato», accusa l'analista Stacey Mitchell, una delle voci contro del documentario The World According to Amazon di Adrian Pinon e Thomas Lafarge.

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In mostra in anteprima giovedì prossimo al festival RIFF di Roma, e già passato al Sundance Film Festival, il film è un'indagine serrata sul lato oscuro del gigante dell'e-commerce e sul suo fondatore Jeff Bezos. Dalla passione per i viaggi spaziali, messi a punto in una base privata nel deserto del Nuovo Messico, all'ossessione per offrire ai consumatori «tutto ciò che possono desiderare nel minor tempo possibile, il documentario racconta come Bezos sia arrivato, nel giro di 25 anni, a mettere le mani su metà dell'intero mercato dell'e-commerce americano.

 

CONSEGNE

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Con 14 milioni di consegne al giorno dalle venti iniziali, quando Amazon - racconta lo stesso Bezos, nel film, in un video amatoriale - non era che il sogno di tre ragazzi in un garage, la compagnia oggi vende articoli di elettronica, libri, dvd, prodotti di bellezza e di uso quotidiano, video on demand, musica, videogiochi, e persino medicine e assicurazioni. Con ripercussioni importanti, e inevitabili, sul mondo del lavoro: «Per ogni posto di lavoro digitale creato da Amazon, se ne perdono due nel commercio tradizionale analogico» commenta l'economista indiano Anil Kumar.

 

JEFF BEZOS DICK PICaws amazon web services

Ed è proprio l'India il tallone d'Achille di Bezos, un mercato da 100 miliardi di dollari in cui Amazon avrebbe bruciato ingenti somme di denaro, nel tentativo di fronteggiare sia la concorrenza dei competitor interni Alibaba e Flipkart, che l'ostilità dichiarata dei commercianti tradizionali, base elettorale del partito conservatore al governo. «Solo i governi nazionali possono mettere un freno all'espansione di Amazon», ammonisce Mitchell, ricordando nel film l'intenso lavoro di lobby messo a punto da Bezos negli ultimi anni. E lasciando intendere che dietro alla battaglia dei cloud, oggi, si prospetti una vera e propria guerra: quella per il controllo delle infrastrutture dell'economia del futuro.

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