BOLLORÉ A CHI HA VENDUTO LA QUOTA DEL 2% CHE POSSEDEVA IN MEDIOBANCA? A CALTAGIRONE? A DEL VECCHIO? AH, SAPERLO... – IL FINANZIARE BRETONE ORA GUARDA ALLA FRANCIA. VOCI DI UN INTERESSE PER LA HOLDING DASSAULT CHE CONTROLLA IL QUOTIDIANO “LE FIGARO”.

-

Condividi questo articolo


Anais Ginori per la Repubblica

 

vincent bollore vincent bollore

«Non capirai mai niente dell'Italia», ripeteva Antoine Bernheim a Vincent Bolloré. Il banchiere francese, amico di Enrico Cuccia e uomo forte di Generali, era stato per trent' anni il mentore dell'imprenditore bretone e l'aveva introdotto a Mediobanca, prima che il suo pupillo organizzasse una congiura per cacciarlo dal Leone di Trieste.

 

Alla fine, Bolloré ha spiccato il volo da solo e si è allargato sempre di più nel Belpaese ma la sua campagna d'Italia non è andata come previsto. L'addio in Mediobanca segna la fine di un'avventura ventennale dentro Piazzetta Cuccia. L'ultima quota del 2% è stata ceduta, com' è indicato nella presentazione dei conti 2021 del gruppo. Il conflitto con la famiglia Berlusconi sulla scalata a Mediaset e il nodo mai risolto sul controllo di Tim hanno lasciato il segno.

francesco gaetano caltagirone francesco gaetano caltagirone

 

«Bolloré ha sbagliato molto di quello che poteva sbagliare in Italia» confida un altro banchiere d'affari, Alain Minc, un tempo suo consigliere, avvalorando la "profezia" di Bernheim sulle mosse sbagliate tra mondo politico e finanziario. «Siamo qui per il lungo termine» era uno dei motti all'uscita delle riunioni di Piazzetta Cuccia. Bolloré figura negli annali del patto Mediobanca dal 2001, tramite una quota in Consortium.

VINCENT BOLLORE GIOVANE 2 VINCENT BOLLORE GIOVANE 2

 

Nel 2003 conquista il 5% nell'accordo di sindacato che allora vincolava il 57% del capitale della banca; con la Financière du Perguet e assieme a Groupama, Dassault e Santander costituiva il "Gruppo C" dei soci esteri, detentore di poco meno del 10% del capitale della banca. Dopo la fine del "Gruppo C", l'imprenditore bretone ha aumentato la sua quota fino ad arrivare al 7,9%, la seconda più elevata dopo quella di Unicredit. Per quasi un decennio ha fatto parte del cda, rappresentato anche dalla figlia Marie Bolloré. A 26 anni, era stata la più giovane consigliera di Piazzetta Cuccia.

 

Nel 2018, con il nuovo corso di Mediobanca e le difficoltà accumulate tra Mediaset e Tim, Bolloré ha annunciato l'uscita dal patto di sindacato. Un addio motivato, aveva spiegato, dal «crescente impegno finanziario del gruppo Bolloré nei confronti di Vivendi». È cominciata una progressiva dismissione delle quote, fino all'uscita definitiva, mentre Vivendi sta ricentrando le sue attività in Francia, dove è in corso l'Opa su Lagardère e sono tornate a circolare voci di un possibile interessamento sulla holding della famiglia Dassault, che controlla il quotidiano Le Figaro.

 

leonardo del vecchio leonardo del vecchio

Bolloré - 70 anni il mese prossimo - ha rinunciato negli ultimi anni alle cariche nel gruppo per passare il testimone ai figli. Yannick Bolloré è presidente di Vivendi, Cyrille è ceo del gruppo Bolloré mentre il quarantenne Sebastien è stato nominato co-ceo della capogruppo Financière de l'Odet.

Donnet Caltagirone Del Vecchio Donnet Caltagirone Del Vecchio vincent bollore emmanuel macron vincent bollore emmanuel macron

 

Condividi questo articolo

business

IL PIZZINO DEL GOVERNATORE DELLA BANCA D’ITALIA, IGNAZIO VISCO A CHRISTINE LAGARDE: “LE DECISIONI DELLA BCE SONO STATE VOLTE A CONTRASTARE IL PERICOLO DELL’INFLAZIONE. L’AZIONE DOVRÀ PROSEGUIRE RICERCANDO IL GIUSTO EQUILIBRIO TRA IL RISCHIO DI FARE TROPPO POCO, LASCIANDO L’INFLAZIONE ELEVATA, E QUELLO DI FARE TROPPO, PORTANDO A UNA CADUTA DEL REDDITO E DELL’OCCUPAZIONE E COMPROMETTENDO LA STABILITÀ FINANZIARIA” – FINALMENTE UNA BUONA NOTIZIA: “LE ASPETTATIVE DI INFLAZIONE A BREVE TERMINE SONO IN CALO” – LA CITAZIONE DI CIAMPI

ELON MUSK PUÒ CONTINUARE A “MANOVRARE” LA BORSA AMERICANA SENZA CONSEGUENZE – LO SVALVOLONE PATRON DI “TESLA” È STATO ASSOLTO DALL’ACCUSA DI FRODE PER I SUOI TWEET DEL 2018 IN CUI ANNUNCIAVA IL DELISTING DALLA BORSA DELLA SUA CASA AUTOMOBILISTICA PER 420 DOLLARI AD AZIONE (MAI AVVENUTO) – LE DICHIARAZIONI SCONCLUSIONATE AVEVANO FATTO PERDERE AGLI INVESTITORI UN MUCCHIO DI SOLDI E MUSK ERA STATO PORTATO IN TRIBUNALE – PER IL GIUDICE MR TESLA AVEVA AGITO IN MODO FUORVIANTE MA...