BUSINESS CHE SALE, BUSINESS CHE SCENDE - CON L'EPIDEMIA, BOOM DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE E DEI SERVIZI ONLINE, COME LO STREAMING ON DEMAND E VIDEOGAMES - VOLA ANCHE LA DOMANDA DI PRODOTTI BIOMEDICALI - SETTORE AUTO A PICCO - È CROLLATA LA DOMANDA DI CEREALI E ZUCCHERI AGRICOLI USATI NEI BIOCARBURANTI - A RISCHIO ANCHE L'AGROALIMENTARE...

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Nicola Borzi per il “Fatto quotidiano”

 

L'impatto della pandemia sta stravolgendo l' economia mondiale. Il "distanziamento sociale" e i blocchi hanno messo a nudo la fragilità di interi settori, facendone decollare altri. Ma il quadro dei vincitori e dei vinti non è affatto stabile e potrebbe mutare radicalmente. Tra i settori che stanno guadagnando clienti e fatturato ci sono quelli che consentono di ridurre l' impatto della quarantena: i servizi di streaming .

 

A livello globale, le imprese che offrono video on demand nel 2018 avevano fatturato 226 miliardi di euro e prima della crisi si prevedeva che entro il 2024 avrebbero raggiunto i 633,6 miliardi. Ma l' esplosione del Covid19 farà aumentare gli abbonamenti di un 5% aggiuntivo rispetto alle stime precedenti, pari a 47 milioni di nuovi abbonati entro l' anno.

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A beneficiarne: Netflix, Walt Disney, AT &T, Hbo, Comcast, Amazon, Twitch, Fire TV e Apple Tv+.

 

Secondo i dati Usa, nelle prime settimane della pandemia l' aumento dei consumi di video on demand è stato tra il 20 e il 70% rispetto al mese precedente. Ma la pandemia blocca anche le nuove produzioni: solo a Hollywood hanno perso lavoro oltre 120mila persone.

Altro settore che beneficia del distanziamento sociale è quello dei giochi online , che prima della pandemia era previsto arrivare a un fatturato di 71,4 miliardi di euro entro fine anno.

 

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Il lockdown delle scuole ha portato a un aumento dei giocatori stimato in decine di milioni, specialmente in Nord America e in Cina. Ma man mano che la disoccupazione esplode, i primi servizi a essere tagliati saranno gli abbonamenti online. In Italia gli altri boom sono stati registrati dalla grande distribuzione organizzata (Gdo).

 

Secondo Nielsen Connect tra il 9 e il 15 marzo, le vendite per la terza settimana sono cresciute a doppia cifra rispetto allo stesso periodo del 2019, +16,4% a valore, con un aumento più marcato al Sud (+28,4%) e nel Nord Est (+18,6%). Il balzo è stato trainato da un raddoppio delle vendite di prodotti di largo consumo online (+97,2%), in rialzo del 15% rispetto alla settimana precedente.

 

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I prodotti più acquistati: alimenti a lunga conservazione, guanti, detergenti, carta igienica, saponi, alcol denaturato, termometri. Poi il boom delle consegne a domicilio che, dopo una crisi iniziale dovuta alla chiusura dei ristoranti, ha fatto più che raddoppiare il volume di vendite alle società. Vola anche la domanda di prodotti biomedicali nel quale l' Italia è tra i leader europei grazie al distretto industriale di Mirandola (Modena) nelle plastiche monouso, mascherine e apparecchiature e tecnologie per la sanità. Le richieste di sistemi di ventilazione e altre tecnologie sono più che triplicate.

 

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Altri settori però sono in crisi. È crollata la domanda di cereali e zuccheri agricoli usati nei biocarburanti, facendo perdere a marzo il 4,3% all' indice dei prezzi agricoli della Fao. L' impatto colpisce anche le produzioni italiane. Nei campi mancano anche le braccia: secondo Coldiretti con la chiusura delle frontiere all' Italia mancheranno 370mila stagionali che forniscono il 27% delle giornate di lavoro del settore. A rischio ci sono filiere come l' ortofrutta e il vino. La chiusura della ristorazione colpisce duramente anche le carni , dagli allevamenti ai macelli sia bovini che suini, anche per lo stop all' export. Il calo della domanda sta facendo scendere i prezzi di alcuni animali da macello e impatta sulle produzioni di qualità, come quelle dei suini per le filiere dei prosciutti Dop di Parma e San Daniele.

 

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A picco l' auto . Le stime di Ihs Markit prevedono un calo annuo del 14,4% delle immatricolazioni in Italia a 1,8 milioni di veicoli, dove a marzo sono state immatricolate appena 28.326 auto, l' 85% in meno dello stesso mese del 2019. L' epidemia sta sconvolgendo anche il settore del noleggio, che vede un crollo del fatturato dell' 80%, e del car sharing, che sconta una riduzione del 30%.

 

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