andrea orcel giuseppe castagna

CASTAGNA SUL FUOCO – L’AD DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, MEDITA LA CONTROMOSSA ALL’OPS DI UNICREDIT, MA PER RITOCCARE IL PREZZO DOVRÀ CONVOCARE UN’ASSEMBLEA STRAORDINARIA E FARSI APPROVARE UN’ALTERNATIVA: QUALE? UN’OFFERTA SU MPS? IL GUAIO PER CASTAGNA È CHE CONDIVIDE MOLTI SOCI CON UNICREDIT, E CHE ORCEL SI STA GIÀ MUOVENDO PER INCONTRARE I VERTICI DI CREDIT AGRICOLE, PRIMI AZIONISTI DELL’EX POPOLARE DI MILANO – I MERCATI FESTEGGIANO, E LA POLITICA LITIGA: IERI L’ENNESIMO DISPETTUCCIO TRA TAJANI E SALVINI SUL GOLDEN POWER…

UNICREDIT E BANCO: CORRONO I TITOLI LA BORSA PRENDE LE MISURE ALL’OPS RETE DI INCONTRI TRA MANAGER E SOCI

Estratto dell’articolo di Andrea Rinaldi e Daniela Polizzi per il “Corriere della Sera”

 

andrea orcel

A dieci giorni dal lancio, il mercato incomincia a prezzare l’offerta di Unicredit su Banco Bpm. Ieri il titolo della banca guidata da Andrea Orcel ha recuperato il valore pre- ops e l’ha addirittura superato (39,4 euro, +5%). La spinta è arrivata da S&P e da Fitch, che hanno confermato il rating dell’istituto anche post offerta, e dall’incontro di Orcel con i clienti organizzato da Bofa. Ma, anche il titolo di Banco Bpm corre (7,48 euro, +2,69%).

 

La prossima settimana sarà centrale per il risiko. È atteso il deposito in Consob del documento di offerta da parte di Unicredit che rende la proposta vincolante. Seguiranno le richieste di autorizzazione a Bce, Banca d’Italia, Antitrust e la comunicazione al governo sulla normativa golden power.

 

L OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO DI UNICREDIT SU BANCOBPM

La partita è aperta. Secondo Orcel il prezzo dell’ops incorpora un premio del 20% prima dell’opa di Banco Bpm su Anima. E per un eventuale rilancio bisognerà anche aspettare di capire se l’istituto di Piazza Meda otterrà i benefici del Danish compromise nella misura richiesta. Diversa la valutazione di analisti come Intermonte e Deutsche Bank, secondo i quali Unicredit dovrebbe aggiungere tra 3 e 3,7 miliardi cash alla sua offerta.

 

GIUSEPPE CASTAGNA MASSIMO TONONI

Nel frattempo si infittiscono gli incontri del management delle due banche con i relativi soci. Orcel ha già in agenda un summit con i vertici del Crédit Agricole. La Banque Verte ha i vertici in scadenza il prossimo anno e, oltre a essere primo azionista del Banco con il 9,2%, distribuisce i prodotti di risparmio della controllata Amundi attraverso gli sportelli di Unicredit. Anima fa parte del progetto, avrebbe detto Orcel agli investitori, Amundi è strategica, ma ognuno ha il suo spazio.

 

[…]  Per eventualmente ritoccare il prezzo, il ceo Giuseppe Castagna e l’intero board hanno una sola strada dal momento che il loro raggio di azione è limitato dalla passivity rule: convocare un’assemblea straordinaria e farsi approvare dai soci la contromossa per rispondere a quella di Unicredit.

 

CREDIT AGRICOLE

Se arriverà, sarà annunciata entro fine anno, e comunque prima di un’eventuale revisione del prezzo dell’ops da parte di Orcel, in precedenza all’assemblea di aprile. Intanto Castagna si starebbe confrontando con i legali per capire i margini di manovra all’interno della passivity rule . Dall’altro lato, starebbe sondando gli azionisti del Banco per capire la loro posizione in assemblea su un’operazione difensiva che, secondo il mercato, potrebbe vertere su un’ops amichevole nei confronti del Monte dei Paschi.

 

[…] Per altro Banco Bpm condivide non pochi soci con Unicredit, tra i più importanti i fondi internazionali. Piazza Meda, una volta annunciata l’eventuale operazione, avrà due settimane per convocare un’assemblea straordinaria in cui dovrà incassare i due terzi dei voti dei presenti proponendo un’operazione che crei più valore di quella di Piazza Gae Aulenti.

 

TORRE UNICREDIT A MILANO

Per questo ipotetico disegno su Mps dovrà attendere l’opinione del Mef (11,7% di Siena).

Anche se sarebbe più facile per il Banco far entrare uno o due soci di peso per condurre il merger . […]

 

UNICREDIT, LA VENDETTA DI SALVINI CON TAJANI “NON È LUI A OCCUPARSENE”

Estratto dell’articolo di Giovanni Pons per “la Repubblica”

https://www.repubblica.it/economia/2024/12/06/news/unicredit_vendetta_salvini_tajani_non_e_lui_a_occuparsene-423826611/

 

Il risiko bancario provoca dissapori tra i partiti della maggioranza. Ieri è stato il capo della Lega Matteo Salvini a tornare sul caso dell’offerta pubblica lanciata da Unicredit su Banco Bpm. Lo ha fatto legittimando l’uso dei poteri speciali a disposizione del governo per influire sull’esito dell’operazione. «Il golden power andrebbe usato per bloccare l’offerta perché rischia di concentrare il settore bancario e di allontanare le banche dai territori, dai cittadini e dalle imprese».

unicredit commerzbank

 

La legge sul Golden power assegna a palazzo Chigi dei poteri speciali volti a salvaguardare la sicurezza nazionale e l’ordine pubblico quando vi sono operazioni tra soggetti privati che potrebbero metterla in discussione. Tali poteri possono scattare quando sono toccati settori strategici dell’economia italiana, tra cui anche banche, assicurazioni, editoria oltre che telecomunicazioni e difesa.

 

L’obbligo di notifica al governo, dal 2020, scatta anche se l’operazione viene fatta Italia su Italia, oltre che in presenza di un compratore estero. Ma sull’utilizzo di tali poteri e le relative competenze c’è confusione tra ministri e governo. Qualche giorno fa era stato il ministro degli esteri Antonio Tajani a dichiarare di non ritenere che il golden power debba essere usato nell’operazione Unicredit- Banco Bpm.

 

Un’invasione di campo rimarcata ieri da Salvini che ha voluto precisare che delle banche si occupa il ministro dell’Economia e non il ministro degli Esteri. «C’è un ministro dell’Economia e deciderà lui - ha rincarato il leader della Lega -. Sfido chiunque a dimostrarmi che, con l’azionariato di estrema minoranza italiano di Unicredit, si possa parlare di banca italiana».

 

GIUSEPPE CASTAGNA

Un botta e risposta a distanza che era cominciato un paio di settimane fa quando Salvini intervenne su un tema di politica estera, il mandato di arresto per Benjamin Netanyahu da parte del Tribunale penale internazionale: «Sei il benvenuto in Italia», aveva detto Salvini al leader del governo israeliano. Scatenando la reazione di Tajani, che in una successiva intervista a Repubblica, alla domanda se non si fosse sentito scavalcato aveva dichiarato: «La politica estera è una cosa seria, la linea viene espressa dal presidente del Consiglio e dal ministro degli Esteri». […]

Andrea Orcel giuseppe castagnaCREDIT AGRICOLECREDIT AGRICOLEgiuseppe castagnaCREDIT AGRICOLEGIUSEPPE CASTAGNAgiuseppe castagna 1TORRE UNICREDIT A MILANO

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…