bollore berlusconi

CHI VIVENDI, VEDRÀ – MEDIASET CHIAMA LA CONSOB PER VEDERCI CHIARO SULLE ULTIME MOSSE DI VIVENDI: DOPO CHE UN ANALISTA DI MERRIL LYNCH HA FATTO SAPERE CHE I FRANCESI VOGLIONO LEVARE LE TENDE DA MEDIASET IL TITOLO DEL BISCIONE HA PERSO IL 6% - DE PUYFONTAINE HA FORNITO INFORMAZIONI PRIVILEGIATE? È IPOTIZZABILE UN PIANO PER DEPRIMERE LE AZIONI? DI MEZZO C’È LA NASCITA DELLA HOLDING “MEDIA FOR EUROPE”…

Francesco Spini per “la Stampa”

 

pier silvio berlusconi ai palinsesti mediaset 2018

Mediaset chiama in campo la Consob per fare chiarezza sulle le ultime mosse di Vivendi. Con una segnalazione, che nel giro di breve dovrebbe essere seguita da un esposto, il gruppo televisivo guidato da Pier Silvio Berlusconi chiede agli «sceriffi» del mercato di vederci più chiaro su quanto emerso nella «Telecom & Media Conference» del 19 giugno a Londra. Piccolo riassunto di quanto accaduto: all' incontro riservato a fondi e investitori, organizzato da Bank of America Merrill Lynch, tra gli altri partecipa anche l' ad di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine. Il manager francese parla in sessione plenaria e successivamente incontra vis-à-vis alcuni investitori.

 

vincent bollore

La conferenza si chiude il 20 giugno, ma i suoi contenuti nei giorni successivi fanno il giro del mondo in un road show organizzato dalla banca d' affari. Finché lunedì, un analista di BofA Merrill Lynch, in un riassunto telefonico (di cui La Stampa ha la registrazione), spiega che i francesi da Mediaset «vogliono chiaramente uscire». Altro fatto: il 20 giugno il titolo Mediaset sta sopra i 3 euro, nei 10 giorni successivi perde il 6%, ben peggio del settore.

 

bollore de puyfontaine assemblea vivendi

A Cologno Monzese ora vogliono vederci chiaro. Di mezzo c' è un' operazione cruciale per il gruppo, quella che con le assemblee del 4 settembre darà vita a Media for Europe (Mfe), holding con sede in Olanda, una piattaforma in cui aggregare anche altri broadcaster europei della tv generalista in chiaro.

 

pier silvio berlusconi ai palinsesti mediaset 2018

Nel gruppo tv italiano l' episodio di Londra apre molti dubbi e alla Consob viene chiesto di verificare se davvero de Puyfontaine in quell' occasione abbia fornito informazioni privilegiate. E ancora: se sia realmente ipotizzabile un piano per deprimere le azioni. Una eventuale indicazione di vendita, secondo i ragionamenti che si fanno a Cologno, potrebbe avere un effetto depressivo sul titolo e farlo così scendere al di sotto del prezzo di recesso, che è di 2,77 euro. Se il prezzo fosse inferiore, non tanto o non solo Vivendi (che finora non ha venduto nulla del suo 29,9%), ma anche altri investitori potrebbero esercitarlo. E siccome Mediaset ha limitato l' esborso massimo per il recesso a 180 milioni di euro, una richiesta massiccia metterebbe a serio rischio l' operazione.

GIUSEPPE CONTE ARNAUD DE PUYFONTAINE

 

Di recente Vivendi ha riacutizzato il conflitto con Mediaset: non ha digerito la sua esclusione dal voto decisa dal cda nelle ultime due assemblee e lo rivuole. Ha buone sponde: finora Prosiebensat1 si è mostrata fredda con Cologno che ha acquistato il 9,9%. E raccontano che il suo ad Max Conze abbia ottimi rapporti con de Puyfontaine. Il sospetto, in casa Mediaset, è che - togliendo di torno Mfe - Vivendi speri ancora in un' Opa (la legge dovrebbe prima cambiare) o voglia attendere la guerra dinastica che si potrebbe aprire una volta che il Cavaliere non ci sarà più. Fatto sta che Parigi, nel suo ultimo esposto al Tribunale contro Mediaset, non ha chiesto la proceduta d' urgenza. Forse crede davvero che il 27 novembre, data di convocazione della prima udienza, in campo non ci sarà Mfe, ma ancora il vecchio Biscione.

ARNAUD DE PUYFONTAINEBOLLORE' VIVENDIpier silvio berlusconi radio mediaset

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