avarizia big

CREPI L'AVARIZIA! - LA BRAMOSIA PER I SOLDI CHE DIVENTA OSSESSIONE È LA PRIMA VERA PANDEMIA CHE L'UOMO NON È MAI RIUSCITO A DEBELLARE: UN LIBRO RIPERCORRE L'AMORE PER "LO STERCO DEL DEMONIO" DIVENTATO PRODIGIOSO CONCIME PER LA CIVILTÀ EUROPEA - DALL'ANTICHITÀ AI GIORNI NOSTRI, LO SVILUPPO ECONOMICO E CULTURALE DELL'EUROPA HA UN ROVESCIO PATOLOGICO - OSCAR WILDE L'AVEVA SINTETIZZATO BENE: "QUANDO ERO GIOVANE CREDEVO CHE LA COSA PIÙ IMPORTANTE DELLA VITA FOSSE IL DENARO, ORA CHE SONO VECCHIO SO CHE È VERO"

Roberto Barbolini per “Tutto Libri – La Stampa

 

il libro essere avari

In un divertente spettacolo di qualche anno fa, Il banchiere errante, Moni Ovadia ripercorreva i secoli della diaspora ebraica a partire dal suo peccato originale: la raccolta di fondi per la costruzione del vitello d'oro, il feticcio adorato dal popolo mentre Mosè sul Sinai era alle prese con il Roveto Ardente.

 

avarizia 8

Idolatria? Macché. La vera colpa dei figli d'Israele, ironizzava Ovadia, fu quella di aver immobilizzato il capitale nella costruzione d'uno «stupido vitello». Perché il denaro è come il sangue, deve circolare liberamente e capillarmente in tutto il corpo sociale.

 

Al di là del tono satirico, è una morale della favola che si può applicare all'intera storia dell'Occidente dalla seconda metà del XII secolo in poi. Perché il denaro sarà anche sterco del demonio, come sosteneva Lutero, ma uno sterco molto speciale, che da Marco Polo e dai mercanti genovesi del Trecento ai banchieri Rothschild, dalla rivoluzione industriale con la nascita del capitalismo moderno fino all'era dei bitcoin, s'è rivelato un prodigioso concime per la civiltà europea.

 

E sarà anche vero che la ricchezza non dà la felicità, come già nell'antichità classica dimostrano gli esempi di Mida e di Creso, o la Bibbia si affanna a spiegarci tanto nel Levitico quanto nel Deuteronomio.

avarizia 7

 

Ma, per dirla con Woody Allen, essa «procura una sensazione così simile alla felicità, che è necessario uno specialista molto avanzato per capirne la differenza». Tale sensazione può però trasformarsi da bramosia in ossessione.

 

Su questa patologia indaga Gabriella Airaldi in Essere avari. Storia della febbre del possesso, edito da Marietti 1820: un saggio dal tono agile ma solidamente documentato, con un'ampiezza di sguardo a tutto campo.

 

avarizia 9

Specialista di storia mediterranea, la studiosa insegue dall'antichità fino ai nostri giorni la traccia che lega lo sviluppo economico e culturale dell'Europa al suo rovescio patologico, l'idolatria dell'accumulo fine a sé stesso: non soltanto una malattia dell'anima, dal momento che cupidigia e avarizia, due facce d'una stessa medaglia, possono facilmente trasformarsi in pandemia.

 

avarizia 6

Lo snodo cruciale è il passaggio dalle civiltà in cui il potere era basato sul possesso fondiario, come in Grecia e a Roma, o nell'età feudale, alla nascita d'una cultura mercantile nell'Italia dei Comuni e delle Repubbliche marinare.

 

Non basta insomma l'etica protestante di weberiana memoria a spiegare lo spirito del capitalismo, e tantomeno quella distorsione anamorfica della brama di possesso che va sotto il nome di avarizia.

 

È dal Bel Paese, grazie ai suoi banchieri e notai, ai navigatori, ai mercanti pronti a muovere verso le rotte più remote sospinti dall'«idea di quel metallo» così caro al Figaro rossiniano, che ha inizio l'inarrestabile affermazione dell'uomo d'affari capace d'investire liberamente il suo denaro: «Il capitalismo nasce in Italia» scrive Airaldi «e di lì parte la sua diffusione in Europa e nel mondo. In breve tempo il denaro assume un ruolo dominante, il volto della società muta e mutano le coordinate sulle quali si innestano vocaboli come "cupidigia" e "avarizia"».

 

avarizia 5

D'accordo, la grettezza è sempre esistita. Già Teofrasto (371-287 a.C.), in uno dei suoi Caratteri, ci dà il primo ritratto dell'Avaro: uno che «se alla moglie cadono tre centesimi, è capace di spostare i mobili, i letti e gli armadi, e di scrutare pure nella spazzatura».

 

Troviamo avari in Fedro come nell'Aulularia di Plauto (il suo Euclione ispirerà l'Arpagone di Molière). Neppure l'avvento del cristianesimo cambia le cose. «Voi non potete servire Dio e Mammona» ammoniscono Matteo e Luca. Per san Paolo «l'avidità del denaro () è la radice di tutti i mali».

 

avarizia 3

La tradizione cristiana guarda alla ricchezza con sospetto mescolato a bulimico pragmatismo: da un lato san Francesco che fa voto di povertà, dall'altro papa Leone X che, seppure allo scopo di costruire San Pietro, vende le indulgenze come ser Ciappelletto, l'usuraio boccaccesco che muore in odore di santità.

 

Per il Corano l'avarizia è una delle «malattie del cuore», ma per «un popolo mercante come quello arabo» osserva Airaldi «il denaro è il perno della vita». Sarà proprio la ricchezza di scambi commerciali con il mondo islamico, unita al successivo impulso delle grandi scoperte geografiche, a far nascere l'avidità moderna.

 

avarizia 2

Quella che unisce in un filo rosso l'avaro Scrooge dickensiano del Canto di Natale al suo quasi omonimo Uncle Scrooge McDuck, ossia Paperon de' Paperoni, con i suoi tuffi dal trampolino in un mare di dollari. Ma arriva fino al cinico Gordon Gekko del film Wall Street.

 

avarizia 4

«Ed è la storia» sottolinea amaramente l'autrice «di ciò che finanza virtuale e speculazione hanno contato nella crisi del 2007-2008 e la storia della criptovaluta». È l'ennesimo trionfo di Mammona, il demone tentatore della ricchezza. «Quando ero giovane credevo che la cosa più importante della vita fosse il denaro, ora che sono vecchio so che è vero»: così parlò Oscar Wilde. È davvero difficile non dargli ragione.

 

avarizia 11avarizia 1avarizia 10avarizia 12

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...