DAGOREPORT! LA VENDETTA DEL CALTA – DOPO AVER RICEVUTO DUE PORTE IN FACCIA AL TENTATIVO DI CONQUISTARE PRIMA GENERALI E POI MEDIOBANCA, IL COLPO FATALE AI SOGNI DI GLORIA VENEZIANI DI CALTAGIRONE È STATO AFFONDATO DA “FURBIZIO” PALENZONA, CHE HA SPOSTATO CRT E BENETTON A SUPPORTO DI DONNET E NAGEL - CON MILLERI CHE SI SAREBBE RIAVVICINATO A NAGEL, CALTA “HA RIMASTO” SOLO CON FAZZOLARI A TRASTULLARSI COL DL CAPITALI – QUANDO LA MILIARDARIA VENDITA DELLA PRELIOS DI PALENZONA AL PIGNATARO RIMANE INCAGLIATA, PARTE LA VENDETTA DI CALTA. E SUL SUO “MESSAGGERO” DI IERI….

-

Condividi questo articolo


DAGOREPORT

caltagirone palenzona vegas caltagirone palenzona vegas

No, Caltariccone non ci pensa proprio ad ammainare la bandiera bianca. Pur avendo ricevuto dalla perfida Milano due porte in faccia al suo baldo tentativo di conquistare in duplex con Del Vecchio, prima Generali e poi Mediobanca, l’’imprenditore ed editore del “Messaggero” non demorde.

 

Anzi, da siciliano vero, quando gli è toccato di leggere sulle pagine del Sole 24 Ore una velenosissima intervista di Furbizio Palenzona, ha preso il fucile a canne mozze. E' succersso che, in qualità di presidente della Fondazione CRT (con tentacoli multi-tasking che vanno da Unicredit a Generali, da Benetton a Gavio, da Mediobanca a Prelios, dagli aeroporti agli autotrasporti, eccetera), l'inarrestabile e inaffondabile Palenzona ha annunciato il trasloco sulla sponda di Orcel, Nagel e Donnet, mollando al suo destino solitario l'imbelle Calta.

 

milleri nagel caltagirone milleri nagel caltagirone

Essì, la ruota gira e anche il suo compagno di disavventure nelle operazioni Generali e Mediobanca, Francesco Milleri, il manager al comando dell’impero Delfin, ultimamente si è avvicinato a Nagel. Anche perché le acque tra gli otto eredi di Leonardo Del Vecchio sono agitatissime, smaniosi come sono di trasformare i titoli in cash.

 

A questo punto, a Caltagirone, rimasto col cerino in mano, non è rimasto altro che attaccarsi alla giacchetta del sotto-meloniano Fazzolari. Sì, proprio quel genio della finanza che ideò la famosa tassa sugli extra-profitti delle banche che, come abbiamo visto, è finita in zero entrate, fra sberleffi e ghigni del mondo bancario milanese.

Fazzolari Fazzolari

 

Insieme, i neuroni di Fazzo e Calta hanno ideato e portato all’approvazione del Senato (manca ancora il voto della Camera) il famigerato Decreto Capitali, detestato da gran parte delle grande società e in barba ai 3 articoli critici del Financial Times e ai tuoni e fulmini dei proxy advisor, le determinanti società che consigliano i fondi internazionali e domestici su chi votare nei Cda. (Comunque vada, sarà un insuccesso: in Italia, fatta la legge, prima o poi si trova l’inganno).

 

Passano i giorni finché ieri sulle pagine del “Messaggero” è suonata l’ora della vendetta, tremenda vendetta del costruttore e finanziere siculo-romano consumata sull’impasse della vendita per 1,3 miliardi di Prelios, la società di gestione e servizi immobiliari presieduta da Palenzona, al gruppo Ion dell’imperscrutabile finanziere Andrea Pignataro.

Andrea Pignataro Andrea Pignataro

 

Per ragioni rimaste impenetrabili, Palazzo Chigi ha bloccato l'acquisizione attivando la Golden Power sul più importante affare del 2023 in Italia nei servizi finanziari, malgrado che il Pignataro dei misteri abbia già acquisito nel 2021 due società che hanno in pancia dati sensibili anziché crediti incagliati: Cedacri S.p.A., principale società italiana nei servizi di outsourcing per il settore bancario, e Cerved Group S.p.A., azienda che eroga servizi di credit information e credit management.

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE

E l’articolo del ‘’Messaggero’’, che potete leggere qui di seguito, è arrivato in edicola ieri, nello stesso giorno dell’audizione di Prelios presso il comitato Golden Power, a Palazzo Chigi. Risutato: per poter intascare 1,3 miliardi, Palenzona dovrà portare pazienza: ci sarà un supplemento di intelligence sulla misteriosa galassia finanziaria internazionale montata come una mayonese nel giro di 15 anni dall’ambiziosissimo Andrea Pignataro.

 

1 - IL CONTROLLO DI PIGNATARO SUI DATI SENSIBILI ITALIANI

Rosario Dimito per “il Messaggero” - ESTRATTO

 

fabrizio palenzona 8 fabrizio palenzona 8

Da alcuni giorni è tornato all'attenzione delle banche Andrea Pignataro, rampante uomo d'affari bolognese, residente in Svizzera, riservato fino ad essere misterioso, con il pallino di società che custodiscono dati sensibili (ne ha acquisite 33 in 15 anni).

 

Il Dipartimento del Golden Power di Palazzo Chigi gli avrebbe concesso l'autorizzazione all'acquisizione della maggioranza di Prelios, gruppo attivo nei servizi immobiliari specialistici, che gestisce anche crediti deteriorati; ma non avrebbe autorizzato la fusione fra X3 Finance Holding Ltd, società da lui costituita e indebitata per 640 milioni con sei istituti per acquisire la stessa Prelios.

 

Andrea Pignataro Andrea Pignataro

Si tratta della fusione che si fa sempre in queste acquisizioni: serve a trasferire il debito acceso con le banche sulla società che viene acquistata e che sarà poi in grado di ripagarlo perchè produce ebitda (margini).

 

E pertanto le banche sono ancora in attesa di trasferire il pegno a garanzia del credito da una società-veicolo vuota alla società target che ha un conto economico (e i soldi). E oltre all'ultimo via libera dell'organo vigilante sugli assetti di imprese strategiche, manca anche l'ok di Bankitalia, in quanto Prelios possiede una sgr.

ANDREA PIGNATARO ANDREA PIGNATARO

 

Ma la nuova mossa di Pignataro, capo di Ion Group, conglomerata di intelligence finanziaria con una moltitudine di controllate all'estero, che qualcuno ironicamente ha definito una Bloomberg italiana perchè ha in portafoglio società che gestiscono dati sensibili di privati e imprese, suscita anche per questo una certa diffidenza.

 

Il gruppo Ion pare abbia un enterprise value di 45 miliardi e ebitda di 2 miliardi. Ma è il livello di indebitamento che crea preoccupazione: 16 miliardi di dollari concentrati in 10 società estere, secondo le ricostruzioni aggiornate che girano fra gli istituti. Da un anno sta tentando di acquisire Prelios che gestisce crediti difficili da rimborsare più Utp (gli ex incagli) che sono inadempienze probabili. Di fatto, è una cassaforte degli andamenti di imprese che spaziano da quelle che non se la passano al meglio fino alle aziende che sono a un passo dal default.

 

IL DEBITO PRIVATO DI ION IL DEBITO PRIVATO DI ION

L'eventuale acquisto di Prelios si andrebbe ad aggiungere alle partecipazioni in altre due società custodi dei dati sensibili, senza considerare le partecipazioni di minoranza detenute in Cassa di Volterra (32%), Mps (2%), Illimity (9,6%). Una di queste è Cerved, storica società che ha sempre fatto valutazioni del merito di credito delle imprese: ha i bilanci che elabora sulla base di analisi della situazione economica e patrimoniale.

LA STRUTTURA DI ION - ANDREA PIGNATARO LA STRUTTURA DI ION - ANDREA PIGNATARO

……………………………………………

 

Condividi questo articolo

FOTOGALLERY


ultimi Dagoreport

DAGOREPORT – ALLA VIGILIA DEL DERBY CHE FORSE CONSEGNERÀ ALL’INTER LA SECONDA STELLA IN FACCIA AI TIFOSI DEL MILAN, GIUSEPPE MAROTTA METTE A SEGNO UN ALTRO COLPO: OTTIENE DA PIMCO UN FINANZIAMENTO DA 400 MILIONI PER RIPAGARE IL DEBITO CON OAKTREE, DANDO FIATO AL SUO AZIONISTA-FANTOCCIO ZHANG – INVECE GERRY CARDINALE VINCE LO SCUDETTO DEL BILANCIO, CHE IN UNA NAZIONE DOVE COMANDANO I FURBETTI, SA TANTO DELLA COPPA DEL NONNO – OGGI AL “SOLE 24 ORE”, CARDINALE RIPETE DI NON AVER BISOGNO DI SOCI PER IL MILAN. INTANTO HA FATTO SCADERE L’ESCLUSIVA CON GLI ARABI DI PIF, CHE AVREBBERO PORTATO 550 MILIONI E ANTONIO CONTE IN OMAGGIO…

DAGOREPORT - UN PUCCINI ALL’IMPROVVISO! – SCOOP! UN BRANO INEDITO DI GIACOMO PUCCINI SARA’ ESEGUITO PER LA PRIMA VOLTA AL LUCCA CLASSICA MUSIC FESTIVAL, IL PROSSIMO 28 APRILE – COMPOSTO NEL 1877 DA UN GIOVANE PUCCINI, S’INTITOLA “I FIGLI DELL’ITALIA BELLA – CESSATO IL SUO DELL’ARMI”: ERA RIMASTO A LUNGO “NASCOSTO”, POI DISPONIBILE SOLO IN FORMA INCOMPIUTA E, INFINE, RIPORTATO ALLA LUCE NELLA SUA INTEGRITA’ GRAZIE AL CENTRO STUDI PUCCINI – IL MISTERO DIETRO ALLA PARTITURA E I DIRITTI ACQUISITI ORA DAL CONSERVATORIO “LUIGI BOCCHERINI” DI LUCCA...

DAGOREPORT – IL DIAVOLO TRA DUE FUOCHI. IL MATRIMONIO TRA LOPETEGUI E IL MILAN È A UN PASSO. L’ACCORDO ECONOMICO È STATO TROVATO. MA PER L’ARRIVO DEL BASCO AL POSTO DI STEFANO PIOLI MANCA L'OK DI IBRAHIMOVIC, NOMINATO DA CARDINALE SUO PLENIPOTENZIARIO NEL CLUB – ZLATAN SPINGE PER ANTONIO CONTE, SOLUZIONE PIÙ GRADITA ALLA PIAZZA, IN CERCA DI UN MISTER CON GLI ATTRIBUTI (E LOPETEGUI IN SPAGNA È DETTO “EL CAGON”…) – RIUSCIRÀ IBRA A CONVINCERE LA SOCIETÀ A PUNTARE SU UN TECNICO DALLA PERSONALITÀ STRARIPANTE E MOLTO COSTOSO?

MADONNA? EVITA-LA! – QUELLA VOLTA CHE MADONNA VENNE A ROMA PER LA PRIMA DI “EVITA’’ E SI INCAZZÒ FACENDO ASPETTARE IL PUBBLICO PER UN’ORA E MEZZO - IL PATTO ERA CHE SUA FIGLIA, LOURDES, VENISSE BATTEZZATA NEGLI STESSI GIORNI DAL PAPA ALLA PRESENZA DEL PADRE, CHE SI CHIAMAVA JESUS - IL PRODUTTORE VITTORIO CECCHI GORI CONOSCEVA UN CARDINALE: “PRONTO, AVREI MADONNA, L’ATTRICE, CHE VORREBBE BATTEZZARE LA FIGLIA, LOURDES, COL PADRE, JESUS… E SE FOSSE DISPONIBILE IL PAPA…” – VIDEO

DAGOREPORT - CON AMADEUS, DISCOVERY RISCHIA: NON È UN PERSONAGGIO-FORMAT ALLA STREGUA DI CROZZA E FAZIO. È SOLO UN BRAVISSIMO CONDUTTORE MA SENZA UN FORMAT FORTE CHE L’ACCOMPAGNI, SARÀ DURISSIMA FAR DIGITARE IL TASTO 9. NELLA TV DI OGGI I PRODUTTORI DI CONTENUTI VENDONO CHIAVI IN MANO IL PACCHETTO FORMAT+CONDUTTORE ALLE EMITTENTI - ALLA CRESCITA DI DISCOVERY ITALIA, NEL 2025 SEGUIRA' ''MAX'', LA PIATTAFORMA STREAMING DI WARNER BROS-HBO CHE PORTERÀ A UNA RIVOLUZIONE DEL MERCATO, A PARTIRE DALLA TORTA PUBBLICITARIA. E LE RIPERCUSSIONI RIMBALZERANNO SUI DIVIDENDI DI MEDIASET E LA7 - A DIFFERENZA DI RAI E IN PARTE DI MEDIASET, DISCOVERY HA UNA STRUTTURA SNELLA, SENZA STUDI DI REGISTRAZIONE, SENZA OBBLIGHI DI ASSUNZIONI CLIENTELARI NÉ DI FAR TALK POLITICI - LIBERI DI FARE UN CANALE5 PIÙ GIOVANE E UN’ITALIA1 PIÙ MODERNA, IL PROSSIMO 9 GIUGNO DOVRANNO DECIDERE SE FARE O MENO UNO SPAZIO INFORMATIVO. NEL CASO IN CUI PREVARRA' IL SÌ, SARÀ UN TG MOLTO LEGGERO, UNA SORTA DI ANSA ILLUSTRATA (E QUI RICICCIA L'OPZIONE ENRICO MENTANA)