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DAZI AMARI PER L’ITALIA – IL PROSECCO NEL MIRINO DI TRUMP: A RISCHIO IL SECONDO MERCATO MONDIALE – IL PRESIDENTE DEL CONSORZIO: "PER IL PROSECCO DOC GLI STATI UNITI VALGONO 70 MILIONI DI BOTTIGLIE ALL’ANNO E OLTRE 370 MILIONI DI EURO" – L’ALTRO PERICOLO PUO’ DERIVARE DA UNA HARD BREXIT: IL MERCATO INGLESE ASSORBE IL 35% DELLE ESPORTAZIONI….

Micaela Cappellini per www.ilsole24ore.com

 

PROSECCO

La minaccia dei dazi di Trump sulle importazioni europee arriva come un fulmine a ciel sereno, sui produttori del Prosecco Doc. Da domenica sono presenti in forze al Vinitaly di Verona per festeggiare un 2018 da record, con 2,5 miliardi di fatturato e una crescita del 13,4% a valore rispetto al 2017.

 

 

Nella black list di 14 pagine divulgata dall’amministrazione Usa, al capitolo agroalimentare si parla esplicitamente di “vini frizzanti”: e il Prosecco non solo è uno di questi, ma è anche una delle più significative voci dell’export alimentare italiano negli Stati Uniti.

donald trump

 

 

Stati Uniti secondo mercato mondiale

«Per il Prosecco Doc gli Stati Uniti sono il secondo mercato mondiale: vale 70 milioni di bottiglie all’anno e oltre 370 milioni di euro», calcola il presidente del Consorzio del Prosecco Doc, Stefano Zanette. Considerato che tutto l’export di vino italiano negli Usa ammonta a 1,5 miliardi, stiamo parlando di una denominazione che pesa per oltre un quarto.

 

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Tra i produttori dello stand, nessuno vuole parlare: la notizia di Trump è arrivata nella notte e tutti vogliono prima consultare i loro distributori in America, per valutare bene la portata dell’annuncio. Solo il presidente del più grande dei tre consorzi italiani del Prosecco accetta di farlo: «È indubbio che le minacce di Trump ci preoccupano, per noi quello americano è un mercato importante. Non solo vale il 20% di tutto il nostro export, ma è una piazza che negli ultimi anni ha continuato a crescere in modo importante». Soltanto nel 2018, le vendite americane sono aumentate di oltre il 4%. «Se Trump farà sul serio - aggiunge Zanette - allora saremo obbligati a prendere le nostre contromisure: insieme al resto del mondo agroalimentare italiano e ai principali produttori di vino europei, Francia e Spagna in primo luogo, faremo pressioni a Bruxelles affinché la Ue istituisca i contro-dazi».

 

 

L’altro fronte è legato al rischio Brexit

prosecco

A dispetto del boom delle vendite sui mercati internazionali, questo per il Prosecco non è un momento facile. Le minacce di Trump si aggiungono infatti al pericolo di una hard Brexit: se quella americana è la seconda piazza mondiale per la Doc italiana, quella inglese è la prima e assorbe il 35% delle esportazioni. Una crisi combinata Usa-Regno Unito metterebbe a rischio oltre la metà dell’export del Prosecco. «Resto ottimista - si schermisce Zanette - per ora quella di Trump è solo una minaccia. Se poi le cose dovessero mettersi male, vorrà dire che ci orienteremo di più verso i mercati che oggi per noi si dimostrano più promettenti, come il Nordeuropa e il Far East». Anche la Russia e l’Australia l’anno scorso sono cresciute parecchio, rispettivamente del 30 e del 32%. Eppoi negli Usa il Prosecco si vende bene, dai 13 fino ai 18 dollari alla bottiglia: i produttori hanno un buon margine, «potrebbero persino permettersi di assorbire i dazi senza grossi contraccolpi».

theresa may

 

 

Airbus vero obiettivo di Trump

Il vero obiettivo delle minacce di Trump, come è noto, è Airbus, la rivale europea dell’americana Boeing, accusata di ricevere sussidi che danneggiano il gruppo statunitense. Ma nella lista dei dazi preparata da Washington è finita una serie più lunga di prodotti europei, tra cui parecchio agroalimentare: dall’olio ai formaggi, dagli agrumi al vino.

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L’Italia, ricorda la Coldiretti, è il primo paese fornitore di vino e spumante degli Usa con oltre un terzo del mercato complessivo in valore, davanti alla Francia (28%). Le esportazioni di olio d’oliva made in Italy negli Usa valgono invece 436 milioni, mentre quelle di formaggi ne valgono 273. Il valore complessivo dell’export agroalimentare italiano verso gli Stati Uniti è pari a 4,2 miliardi e rappresenta circa il 10% del totale delle esportazioni nazionali.

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