È FINITA LA PACCHIA PER I BITCOIN? - CONTINUA IL CALO DELLA QUOTAZIONE DELLA CRIPTOVALUTA, ARRIVATA SOTTO QUOTA 31MILA DOLLARI (MENO DELLA METÀ DEI MASSIMI TOCCATI NEL 2021) - I MOTIVI SONO I SOLITI: INFLAZIONE, GUERRA E L'AUMENTO DEI CASI DI COVID IN CINA, CHE HANNO SPINTO LA MAGGIOR PARTE DEGLI INVESTITORI HA SCELTO DI VENDERE AZIONI E CRIPTO PER RIDURRE I RISCHI…

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Marcello Astorri per “il Giornale”

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Una correzione dopo l'altra i bitcoin perdono terreno. La capofila di tutte le criptovalute ieri si è ritirata in modo sensibile ed è arrivata a scendere sotto quota 31mila dollari. Una valutazione ribassata di più del 50% rispetto ai massimi toccati nel novembre del 2021, quando l'euforia per le criptomonete aveva portato i bitcoin a sfiorare quota 69mila dollari, con una capitalizzazione di mercato di 1.250 miliardi.

 

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Oggi, però, il vento sembra essere cambiato. E il trend ribassista ha accelerato il passo con le notizie dalla Federal Reserve, che ha annunciato il rialzo dei tassi d'interesse di mezzo punto e sembra non volersi fermare a questo. L'inflazione morde non solo negli Stati Uniti e ben presto anche la Banca centrale europea adotterà una politica monetaria più restrittiva per cercare di domare la crescita dei prezzi. La guerra e l'aumento dei casi di Covid-19 che sta paralizzando la Cina stanno facendo il resto.

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«Alla luce dei timori per l'inflazione in aumento, la maggior parte degli investitori ha scelto di vendere azioni e cripto per ridurre i rischi» ha commentato Darshan Bathija, chief executive della piattaforma cripto Vauld, parlando con Bloomberg. A pesare è poi anche il rafforzamento del dollaro, con l'indice del suo valore in relazione alle sei principali valute estere arrivato ai massimi degli ultimi 20 anni.

 

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Il quadro pieno di insidie, come prevedibile, ha trascinato verso il basso i cosiddetti mercati tradizionali, come l'azionario e l'obbligazionario. Ma adesso l'orso si sta tirando con sé anche le criptomonete, con una sorta di fuga da quella che durante il lockdown veniva descritta da alcuni come un'asset class decorrelata da tutto il resto. Veniva accostata a una sorta di oro digitale, da utilizzare non tanto come valuta per gli scambi ma come riserva di valore per gli investitori.

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Ora la cosa sembra rovesciarsi, con gli investitori che abbandonano le cripto per mettersi al riparo dai rischi. E fior di aziende che aprono all'utilizzo delle criptomonete per pagare i propri prodotti: Gucci, per esempio, inizierà ad accettare pagamenti in criptovalute in una selezione dei suoi negozi negli Stati Uniti. Saranno accettate oltre 10 criptovalute, tra cui bitcoin, bitcoin cash, ethereum.

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El Salvador, addirittura, è stato il primo stato al mondo a rendere il bitcoin moneta legale. Tesla, invece, ha ritrattato sulla possibilità di pagare in bitcoin le sue automobili, tuttavia sta sperimentando i dogecoin per gli acquisti sul suo Tesla shop. Elon Musk è sempre stato molto interessato al mondo cripto, tanto che a febbraio 2021 aveva investito proprio con Tesla 1,5 miliardi di dollari in bitcoin. Il mago di Omaha, Warren Buffett, sta sull'altra sponda del fiume: infatti, ha detto che se gli offrissero tutti i bitcoin del mondo per 25 dollari non li comprerebbe.

Ancora oggi, però, è difficile dire chi dei due abbia ragione.

 

 

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