trump soldi

FOLLOW THE MONEY. MA QUALI? - IL VERO PROBLEMA DI TRUMP SONO I SOLDI - ANCHE LA FINANZA LO HA SCARICATO: DUE GRANDI BANCHE, LA DEUTSCHE E LA SIGNATURE, GLI CHIUDONO I RUBINETTI - ALTRE AZIENDE, DA AMERICAN EXPRESS A MASTERCARD, INTERROMPONO I FINANZIAMENTI AI REPUBBLICANI - E IL SINDACO DI NEW YORK DE BLASIO INTENDE RESCINDERE I CONTRATTI CON "THE DONALD" CHE PRODUCONO UN REDDITO ANNUO DI 17 MILIONI...

Flavio Pompetti per "Il Messaggero"

 

deutsche bank 1

Dopo Twitter e Facebook, la seconda punizione per il ruolo che Trump ha avuto nel saccheggio del palazzo del congresso una settimana fa arriva da due settori a lui cari e cruciali per la sua attività di imprenditore: la finanza e l'industria.

 

Ieri mattina due delle grandi banche con le quali il presidente uscente ha condotto finora gran parte degli affari, la Deutsche e la Signature, hanno chiuso i conti, e hanno annunciato che nel futuro non avranno più rapporti con lui.

 

trump tower

La decisione è particolarmente gravosa per quanto riguarda l'istituto tedesco, che nel corso degli anni gli ha concesso prestiti per un totale di 2,5 miliardi di dollari. Al momento il debito ammonta a circa 400 milioni, con contratti che prevedono scadenze di pagamento nel 2023 e 2024.

 

I mutui della Deutsche coprono le passività di grandi proprietà di Trump come il Doral Club di Miami e le Trump Tower ed Hotel di Chicago e di Washington. Il presidente ha depositi presso diverse altre banche minori, ma la Deutsche è stata quella che finora lo aveva accompagnato nelle operazioni di maggiore calibro, specialmente quelle effettuate all'estero.

 

DONALD TRUMP USCITA

L'annuncio è giunto nel giorno in cui si è sparsa la notizia della morte di Sheldon Adelson, il magnate degli alberghi e dei casinò di Las Vegas che è stato negli ultimi cinque anni il principale finanziatore delle campagne presidenziali dell'amico-rivale. La sua scomparsa lascia Trump ancora più isolato, in un momento molto delicato per le finanze dell'intero partito.

 

LA REAZIONE

Diverse dozzine delle blue chip, le maggiori aziende degli Stati Uniti, hanno reagito alla violenza di mercoledì scorso, e alla vergogna per aver visto violare il tempio della politica, con la decisione di sospendere tutti i finanziamenti, sia quelli destinati al partito democratico che a quello repubblicano.

 

MASTERCARD

Altre, come American Express, Airbnb, Dow Chemicals, Mastercard, le società di comunicazioni AT&T, Comcast e Verizon, Amazon, General Electric e Morgan Stanley, hanno calato la scure in modo selettivo.

 

Il loro bando ai finanziamenti colpisce il partito repubblicano, e in particolare i 120 deputati conservatori che hanno votato la notte stessa dell'assalto al Campidoglio a favore dell'obiezione voluta da Trump, che avrebbe invalidato il risultato delle elezioni.

 

bill de blasio

La censura non è una presa di posizione nel dibattito politico: le grandi aziende nazionali finanziano di regola in modo uguale i due partiti, perché hanno bisogno del supporto di entrambi quando si trovano a governare il paese. La chiusura dei rubinetti dai quali scorrono i contributi non sarebbe venuta senza la rivolta di Washington, un episodio che ha scosso l'opinione pubblica e ha minato l'orgoglio e l'identità nazionale.

 

donald trump

Persino la città natale del presidente sta considerando di infierire contro di lui. La Trump Organization gestisce a New York alcune proprietà pubbliche, come un campo da golf, una giostra e due piste di pattinaggio, delle quali una a Central Park. Il sindaco de Blasio intende rescindere i contratti che nell'insieme producono un reddito annuo di 17 milioni, sempre sulla base della condanna per quanto è avvenuto nella capitale, e della responsabilità personale che lega il presidente al tentativo di sommossa.

 

Jens Stoltenberg

L'atmosfera di accerchiamento contagia anche la politica estera. Il segretario di Stato Mike Pompeo è stato costretto a cancellare il viaggio che questa settimana l'avrebbe portato a Lussemburgo e a Bruxelles per una serie di incontri con esponenti europei e una cena nella residenza del Segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. Entrambi gli appuntamenti erano stati annullati dagli alleati continentali.

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...