giorgia meloni economia mercati crollo ue borsa mes

GIORGIA MELONI RISCHIA DI FARE LA FINE DI BERLUSCONI NEL 2011 – DOPO GOLDMAN SACHS E MOODY’S, ANCHE LA BANCA AMERICANA “CITI” PIAZZA UNA BOMBA SOTTO LA POLTRONA DELLA DUCETTA: “L’ANDAMENTO DELLA FINANZA PUBBLICA STA ANDANDO NELLA DIREZIONE SBAGLIATA” – SECONDO GLI ANALISTI DELL’ISTITUTO, IL RAPPORTO DEBITO/PIL NON SCENDERÀ, E LO SPREAD SI ALLARGHERÀ ULTERIORMENTE – TRA DEFICIT ZAVORRATO DAL SUPERBONUS, PATTO DI STABILITÀ E IL TAGLIO DELLA BCE AGLI ACQUISTI DI TITOLI DI STATO, QUI RISCHIA DI SALTARE TUTTO. E IL GOVERNO CIANCIA DI RIFORME ISTITUZIONALI! ANNAMO BENE…

Estratto dell'articolo di Francesco Ninfole per “MF – Milano Finanza”

 

uffici citibank

Dopo Goldman Sachs un’altra banca americana mette sotto la lente i conti pubblici italiani evidenziando i rischi per lo spread. In un report sul Paese pubblicato ieri Citi ha osservato che l’andamento della finanza pubblica «sta andando nella direzione sbagliata».

 

Gli analisti hanno sottolineato: «Non riteniamo che il rapporto debito/pil possa scendere in modo convincente nei prossimi anni». Per i Btp, hanno aggiunto, «le prospettive negative dei rating potrebbero aumentare la sensibilità ai fattori di ribasso».

 

giorgia meloni.

[…] Inoltre lo spread con i titoli tedeschi, nonostante il recente allargamento, «sembra ancora più propenso ad allargarsi che a restringersi da qui in avanti». La previsione di Citi è di un divario Btp-Bund a 220 nella seconda metà dell’anno dall’attuale livello di 193.

 

Nei giorni scorsi Goldman Sachs ha detto di attendersi quota 235 a fine anno e ha invitato a preferire ai titoli italiani quelli spagnoli per le migliori prospettive di crescita del Paese iberico. […]

 

Citi ha osservato che, nonostante la crescita oltre le attese, i miglioramenti dei conti del 2021 e 2022 hanno iniziato a cambiare rotta a inizio 2023. Il fabbisogno di aprile è stato 11,7 miliardi. Da inizio anno ha raggiunto i 66 miliardi, quasi tre volte il livello dello stesso periodo dell’anno precedente. L’inflazione, finora un fattore positivo per i conti, sta pesando in termini di rivalutazione delle pensioni e di aumento di salari e costi pubblici.

 

goldman sachs 1

Le entrate risentiranno dei crediti fiscali come il Superbonus. Se il trend sul fabbisogno sarà confermato, l’obiettivo di deficit del 4,5% per quest’anno è «troppo ottimistico» secondo Citi, che invece prevede raggiunga il 5,5%. Una pressione sul deficit arriverà anche dalla spesa per interessi che è già salita dal 3,6 al 4,4% del pil nel 2022 e rimarrà oltre il 4% quest’anno.

 

«Dal punto di vista politico, la riduzione del deficit è più difficile che mai. Dal punto di vista economico, ridurre il deficit rapidamente può essere autolesionista per il rapporto debito/pil», hanno rilevato gli economisti di Citi Giada Giani e Aman Bansal.

 

In questo scenario ci sono alcuni rischi. La Bce ha avviato un graduale Quantitative Tightening: da luglio la Banca d’Italia smetterà di ricomprare titoli scaduti del Quantitative Easing. Il governo deve trovare nuovi investitori, come sta facendo con le emissioni rivolte ai risparmiatori italiani con il Btp Valore e il Btp Italia. […] Nonostante la resistenza degli ultimi dati sul pil, l’economia nel 2024 crescerà meno dei maggiori Paesi Ue secondo Citi che ha evidenziato l’importanza del Next Generation Eu: «Un rischio idiosincratico per i Btp potrebbe essere uno shock dell’offerta se gli esborsi non saranno sbloccati in tempi brevi».

 

citibank 5

Inoltre in Europa «le nuove regole di bilancio dell’Ue aumenteranno l’attenzione sulle traiettorie del debito». Ci sono poi da considerare le agenzie di rating. Per il 12 maggio è previsto il giudizio di Fitch, per il 19 quello di Moody’s. […]Il rating di Moody’s è a un gradino dal livello high yield, con outlook negativo dalla caduta del governo Draghi, ma per Citi non ci sarà declassamento. […] Il rating di Fitch è due gradini oltre il livello non investment grade, con outlook stabile. Il governo Meloni è stato finora prudente sui conti pubblici e in più occasioni l’economia italiana ha fatto meglio delle attese.[…]

giorgia meloni

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)