john elkann carlos tavares emmanuel macron

MACRON SALE IN MACCHINA: IL MAXI PIANO DA 8 MILIARDI DEL PRESIDENTE FRANCESE PREVEDE INNANZITUTTO CHE LE AZIENDE SMETTANO DI DELOCALIZZARE E ASSICURINO I POSTI DI LAVORO DEI DIPENDENTI. ALTRIMENTI NIENTE PRESTITI – GLI INVESTIMENTI NEI MOTORI PULITI, GLI INCENTIVI AGLI ACQUISTI E IL RUOLO DI FCA CHE SI APPRESTA ALLA FUSIONE CON PSA

 

 

 

1 – UN MILIONE DI AUTO ANCORA INVENDUTE MAXI-PIANO DI MACRON DA 8 MILIARDI

Bianca Carretto per il “Corriere della Sera”

 

emmanuel macron nella fabbrica valeo a etaples 1

Un totale di 8 miliardi di euro di aiuti per sostenere la filiera dell' automobile francese, un piano storico, annunciato dal presidente della Repubblica Emmanuel Macron, con l' obbiettivo di fare «della Francia il primo paese produttore di veicoli puliti, in Europa».

Una dichiarazione rilasciata all' interno della fabbrica Valeo, a Etaples, nel nord della Francia «in modo che si possa arrivare ad assemblare, per anno, un milione di vetture elettriche, ibride ricaricabili o ibride, entro i prossimi 5 anni».

 

emmanuel macron jean dominique senard

I due gruppi, Psa e Renault, dovranno impegnarsi a rilocalizzare alcune loro produzioni negli attuali stabilimenti francesi. Immediata la risposta di Psa che ha deciso di costruire la futura Peugeot 3008 elettrica nell' impianto di Sochaux, in 130mila unità, dal 2020, e di Renault che si è impegnata a quadruplicare il volume di auto a zero emissioni, costruite, sempre in Francia, per un totale di 240mila pezzi, entro il 2022. Inoltre raggiungerà il programma di batterie, entrando nel capitale della società costituita da Psa (Peugeot,Citroen,Opel) e il gruppo Saft, filiale di Total.

 

CARLOS TAVARES EMMANUEL MACRON

Carlos Tavares, il ceo di Psa, ha subito sottolineato come «il piano presentato dal Presidente Macron ha perfetta coerenza con la nostra strategia per combattere il riscaldamento climatico, aiutando l' accelerazione del rinnovamento di vetture vecchie con altre più virtuose». In Francia, in questo momento, vi sono invendute circa 400 mila auto ( pressappoco lo stesso numero in Italia), per questo Macron ha deliberato anche il rialzo del bonus a favore della clientela, per riattivare la domanda all' acquisto: un incentivo ai privati passato da 6000 a 7000 euro per le auto ecologiche ( zero emissioni), di 5000 euro per le società e la creazione di un altro bonus di 2000 euro per le ibride ricaricabili, finora escluse da qualsiasi programma di contribuzione.

emmanuel macron nella fabbrica valeo a etaples 3

 

Uno sviluppo parallelo vede la creazione di ulteriori 100mila stazioni di ricarica elettrica distribuite in tutta la nazione. Per favorire la sostituzione del parco circolante obsoleto , costituito da auto benzina e diesel, dal 1 giugno il cliente riceverà un aiuto di 3000 o di 5000 euro se il cambio avverrà con un' auto elettrica, per i primi 200mila contratti.

EMMANUEL MACRON CARLOS TAVARES

 

Macron ha precisato che «tutti i dipendenti dei siti Renault di Maubeuge e Douai, dovranno avere la sicurezza del loro posto di lavoro». Il prestito, di 5 miliardi di euro, promesso al costruttore della Losanga, garantito dallo Stato «sarà consentito solo quando sarà protetto il loro avvenire» (potrebbero essere soppressi 5000 posti, liberati da chi ha i requisiti per andare in pensione, entro il 2024). A soli 15 giorni dalla ripresa industriale francese, dopo il fermo dovuto alla pandemia, il sostegno presentato contempla anche la filiera che potrà investire, grazie ad un fondo di 600milioni di euro e di 200milioni di ulteriori sovvenzioni, per modernizzare e consolidare le strutture.

emmanuel macron nella fabbrica valeo a etaplessaft

 

2 – Auto: Fca, Peugeot, Renault alla prova del bazooka di Stato

Ugo Bertone per www.firstonline.info

 

emmanuel macron nella fabbrica valeo a etaples 2

I fuochi d’artificio sull’auto sono partiti prima ancora che si concludesse il consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo che ha dato il via libera al prestito da 6,3 miliardi di euro nei confronti di Fiat Chrysler garantito dalla Sace all’80%. Ma l’allungo in Piazza Affari di Fca +3,4% ad un soffio dagli 8 euro non bastano ad assicurare la pole position alla scuderia Agnelli superata dalla performance dell’auto francese: Peugeot guadagna il 5,6%, fa lo stesso Renault, nell’attesa del prestito del governo, che è azionista al 15%,   ma anche delle decisioni in arrivo dal quartier generale di Nissan che tra mercoledì e giovedì fisserà i nuovi limiti dell’alleanza franco-giapponese che non sfocerà più, come sognava Carlos Ghosn in una fusione ma si limiterà ad un’alleanza industriale.

CARLOS TAVARES E MIKE MANLEY ANNUNCIANO LA FUSIONE TRA PSA E FCA

 

Ma l’attenzione degli operatori finanziari è concentrata su Etaples, cittadina industriale del Pas-de Calais che si affaccia sulla Manica scelta da Emmanuel Macron per illustrare dalle officine di Valeo il piano industriale per l’auto francese, un progetto che ci coinvolge da vicino a pochi mesi dalla fusione tra Fca e Psa.

jean dominique senard con emmanuel macron

 

Nonché per il ruolo che Luca De Meo, ex Fiat, si accinge ad assumere alla guida di Renault dal primo di luglio. A sottolineare il clima di attesa che circonda il mondo a quattro ruote dopo il crollo delle vendite di aprile è pure il volo di Brembo +7,4% o della Valeo +8% ma anche, per paradosso, la calma che circonda Ferrari -0,44% piuttosto che i Big dell’auto tedesca: Bmw +0,02%, Daimler e Volkswagen +1%. 

 

luca de meo

A muoversi, insomma, sono infatti le società che usufruiranno dei prossimi incentivi di Stato per far fronte alla crisi di liquidità che minaccia il settore (anche se Fca conta ancora su un cuscinetto di 18 miliardi) e, non meno importante, per alimentare le strategie del dopo Covid-19, che non potrà non coinvolgere la componentistica, il cuore di un settore che vale, parlando di sistema Italia, il 10% del Pil dando lavoro ad oltre un milione di persone (oltre 400 mila nella filiera Fca) con un fatturato annuo, per limitarci alla componentistica di oltre 20 miliardi destinati in buona parte ai clienti tedeschi, fortemente legati alle sorti della Motor Valley padana.     

 

luca cordero di montezemolo sergio marchionne e luca de meo

Di qui le ragioni dello scontato via libera di Banca Intesa al finanziamento, già concordato tra le parti, che dovrà ora passare alla Sace (controllata dalla Cdp) per poi approdare al ministero dell’Economia che dovrà emettere un decreto per formalizzare l’atto.  Oggi non si parlerà di sicuro della cedola straordinaria che Fca intende versare alla controllante Exor, secondo i termini di un accordo con Psa “che sta scritto sulla pietra ”come ha ribadito John Elkann.

MACRON RENAULT

 

Il partner francese, cui toccherà la guida operativa dell’alleanza (la quarta al mondo per volumi produttivi) si accinge intanto a recepire il messaggio in arrivo da Macron. Il presidente francese ha previsto una serie di incentivi a partire dall’aumento del premio sulla rottamazione, oggi pari a 3mila euro per le vetture immatricolate prima del 2006.

EMMANUEL MACRON RENAULT

 

Il premio, a differenza di quanto annunciato, non sarà limitato all’acquisto di una vettura elettrica ma riguarderà anche i motori tradizionali più “puliti ed efficienti” e riguarderà anche le auto “quasi nuove”, un modo per allargare la platea degli interessati o dare una mano ai concessionari, travolti dagli stock dell’usato. Ma nel provvedimento non mancano incentivi alla ricerca, sia sul fronte del digitale che della vettura autonoma. Ma c’è un vincolo preciso: Parigi, che ha rinunciato all’idea di chiudere lo stabilimento di Flins, ha stabilito che ogni nuovo investimento nell’auto elettrica o ad idrogeno, nonché nello sviluppo delle batterie, dovrà essere realizzato sul suolo francese. E questo naturalmente vale anche per Psa. A meno che l’Italia non contribuisca per la sua parte.   

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…