nagel del vecchio messina cairo cimbri

IN MEDIOBANCA STAT GENERALI - PAOLO MADRON: “LA RICHIESTA ALLA BCE DA PARTE DI DEL VECCHIO SAREBBE STATA PRESENTATA VENERDÌ SERA, POCHI GIORNO DOPO IL PRIMO ROUND DELL’ARBITRATO TRA RCS DI URBANO CAIRO E GLI AMERICANI DI BLACKSTONE SU VIA SOLFERINO. E POI SIA RCS CHE DEL VECCHIO SONO ASSISTITI DALL’AVVOCATO SERGIO EREDE. NON MI SORPRENDEREI CHE, ANCHE GRAZIE A QUESTO TRAIT D’UNION, CAIRO E IL PATRON DI LUXOTTICA SI STIANO PREPARANDO A RISPONDERE ALL’ASSE DOMINANTE RAPPRESENTATO DA MEDIOBANCA E INTESA SAN PAOLO” – INSOMMA, SE MESSINA-NAGEL-CIMBRI CONQUISTANO UBI, POI TOCCA AL “CORRIERE”...

Andrea Picardi - Formiche.net

 

il direttore di lettera 43 paolo madron

In questa intervista il giornalista, già direttore di Lettera 43, commenta l'indiscrezione, pubblicata da Repubblica, secondo cui l'imprenditore, patron di Luxottica, avrebbe chiesto l'autorizzazione a salire al 20% di Mediobanca con una richiesta presentata alla Bce, venerdì sera, attraverso Bankitalia.

 

“È come se a Leonardo Del Vecchio – che è sempre rimasto seduto compostamente a tavola – a un certo punto non sia più bastato di partecipare al dibattito: in pratica ha deciso che deve essere lui a fare il menù e a organizzare le portate”.

 

LEONARDO DEL VECCHIO NAGEL

In questa intervista con Formiche.net Paolo Madron ha scelto una metafora per così dire culinaria per commentare la notizia di giornata: l’indiscrezione – pubblicata da Repubblica con due articoli a firma di Sara Bennewitz e Giovanni Pons – secondo cui l’imprenditore, patron di Luxottica, avrebbe chiesto l’autorizzazione a salire al 20% di Mediobanca con una richiesta presentata alla Banca centrale europea, venerdì sera, attraverso Bankitalia.

 

miccichè cairo

Una mossa – ha sottolineato il giornalista ed ex direttore di Lettera 43 – che potrebbe preludere a ulteriori novità, in primis in Generali, il colosso assicurativo italiano di cui Mediobanca detiene circa il 13%: “Se l’operazione dovesse concretizzarsi, Del Vecchio si piazzerebbe allo snodo dei vari crocevia che la banca fondata da Enrico Cuccia controlla. Il primo dei quali conduce dritto a Trieste”.

 

Quali scenari si aprirebbero?

Sarebbe la prima volta di un socio privato ha una percentuale così alta del capitale di Mediobanca. Il preannuncio di una battaglia o, comunque, di una ridefinizione degli assetti del capitalismo che si sviluppano lungo la direttrice Milano-Trieste o, se vogliamo rimanere nel capoluogo lombardo, nel quadrilatero della finanza che comprende piazza Cordusio, piazzetta Cuccia e piazza della Scala.

 

Perché Del Vecchio, a suo avviso, si sarebbe risolto per questa operazione?

alberto nagel carlo messina

Perché Mediobanca è una banca d’affari con una grandissima tradizione, advisor di alcune delle principali operazioni della storia del capitalismo italiano. E poi, soprattutto, chi controlla Mediobanca controlla pure Generali, che è il più importante gruppo finanziario italiano così come Fca è il più importante gruppo industriale. Penso che una modifica degli equilibri nel capitale di Mediobanca possa riflettersi sugli assetti in Generali.

 

D’altro canto la liquidità non gli manca considerato, che secondo Forbes, è l’uomo più ricco d’Italia. Non è così?

sergio erede

Sicuramente, e poi in un certo senso è come se dovesse rifarsi dopo la partita dello Ieo, l’Istituto europeo di oncologia, da sempre un luogo in cui i soci si sono in qualche modo scontrati. Un istituto voluto fortemente da Enrico Cuccia rimasto ininterrottamente sotto l’egida di Mediobanca. Quest’ultima, segnalo, si muove ormai spesso in tandem con Intesa San Paolo, come è avvenuto pure nel caso dell’Opa lanciata su Ubi Banca.

 

In che modo questa circostanza sarebbe legata alla decisione di Del Vecchio su Mediobanca?

philippe donnet

Mi limito a sottolineare un paio di elementi: la richiesta alla Banca centrale da parte di Del Vecchio sarebbe stata presentata venerdì sera, pochi giorno dopo il primo round dell’arbitrato tra Rcs di Urbano Cairo e gli americani di Blackstone su via Solferino. E poi sia Rcs che Del Vecchio sono assistiti dall’avvocato Sergio Erede. Non mi sorprenderei che, anche grazie a questo trait d’union, Cairo e il patron di Luxottica si stiano preparando a rispondere all’asse dominante rappresentato da Mediobanca e Intesa San Paolo.

 

Cosa c’entrano Rcs e il Corriere della Sera?

Guardi, per il cosiddetto salotto buono della finanza italiana le partite che contano sono quelle che coinvolgono Generali e i quotidiani. E poi, di solito, queste battaglie hanno sempre riflessi sui giornali, nella fattispecie penso, eventualmente, al Corriere della Sera. Se scontro di potere sarà, non si fermerà alle porte di piazzetta Cuccia ma presumo che investirà una serie ulteriore di soggetti.

 

Come immagina sia stata accolta la decisione di Del Vecchio in Mediobanca?

Mustier

Credo non bene: il management di Mediobanca è sempre stato molto fiero della sua indipendenza e della sua autonomia. E Alberto Nagel in questi anni è riuscito a preservarle: dopo Enrico Cuccia e Vincenzo Maranghi, sia il presidente di Mediobanca, Renato Pagliaro, che Nagel sono riusciti a gestire bene la situazione, anche di fronte a molti appetiti. Pure vicende molto complesse, come quella di Mediaset che ha coinvolto Silvio Berlusconi e Vincent Bolloré, entrambi azionisti di Mediobanca. Non sarà facile, ma immagino che abbiano studiato nel frattempo qualche contromossa.

 

Cosa potrebbe voler fare Del Vecchio?

Mediobanca ha sempre dato un rendimento sul capitale investito molto alto e, quindi, molta soddisfazione ai soci. Da quello che si finora capito, sembra che Del Vecchio la voglia rifocalizzare quasi esclusivamente sul mestiere di banca d’affari e non su quello di player di potere che controlla una serie di snodi. Tra i vari motivi per cui Del Vecchio vuole crescere in Mediobanca non ci sono i conti o l’insoddisfazione dei soci, che al contrario hanno sempre avuto un payout di tutto rispetto.

del vecchio

 

 Dal punto di vista politico come potrà essere accolta questa novità?

Immagino che politicamente si tratti di un socio benvenuto, visto che parliamo di un imprenditore italiano. Gli allarmi recenti ripetuti del Copasir – da cui è derivato il rafforzamento della Golden Power – puntano a ridurre il rischio che alcuni soggetti esteri possano acquisire primarie realtà italiane. E penso che il riferimento fosse soprattutto a Generali e Unicredit.

DEL VECCHIO E LA MOGLIELEONARDO DEL VECCHIO MOGLIE NICOLETTA ZAMPILLO

 

Ultimi Dagoreport

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...

federico freni antonio tajani giorgia meloni francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT - DAVVERO BASTA UN MEZZO TAJANI PER BOCCIARE LA NOMINA ALLA GUIDA DELLA CONSOB DEL SOTTOSEGRETARIO ALL’ECONOMIA FEDERICO FRENI, IN QUOTA LEGA? - DAVVERO DOBBIAMO CREDERE CHE, DOPO QUATTRO ANNI DI IMPECCABILE SERVIZIO, IL “MAGGIORDOMO” DI CASA MELONI, CAMUFFATO DA LEADER DI FORZA ITALIA, SI TOGLIE IL TOVAGLIOLO DAL BRACCIO E SI TRASFORMA IN RAMBO? DAVVERO, IL "VAFFA" A FRENI E' ACCADUTO ALL’INSAPUTA DEI FRATELLINI DI MELONI? – IL GOVERNO HA MOTIVATO IL RINVIO CON UN SIBILLINO: “ULTERIORI APPROFONDIMENTI” - SCUSATE: DA PARTE DI CHI? FORSE QUELLI ATTESI DALLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGA SUL “CONCERTO” TRA I SOCI (LOVAGLIO, CALTAGIRONE, MILLERI) NELLA SCALATA A MEDIOBANCA-GENERALI ATTRAVERSO MPS? - FRENI, CHE PURE NON È INDAGATO, È COLUI CHE PER CONTO DEL GOVERNO HA SEGUITO IN PRIMA PERSONA LA SCALATA - MAGARI, PRIMA DI FAR TRASLOCARE FRENI DAL MEF ALLA CONSOB, E' PIU' SAGGIO ATTENDERE GLI ‘’ULTERIORI APPROFONDIMENTI’’ CHE NEI PROSSIMI MESI, CON GLI INTERROGATORI DELLE ‘’PERSONE INFORMATE DEI FATTI” E DEI TRE INDAGATI (LOVAGLIO-CALTAGIRONE-MILLERI), POTREBBERO EMERGERE DALLA PROCURA DI MILANO…