mion castellucci

MI-ON, CASTELLUCCI OFF - GIANNI MION, RIENTRATO NEL GRUPPO BENETTON, HA CAVALCATO LA RABBIA DI LUCIANO PER LE TREMENDE INTERCETTAZIONI DEL DOPO-PONTE MORANDI E HA PREDISPOSTO LA CACCIATA DI CASTELLUCCI, CHE OGGI SI PRESENTA DIMISSIONARIO AL CDA ATLANTIA - COME DAGO-ANTICIPATO, LE OPZIONI SONO L'INTERIM PER MION O UN COMITATO DI CONSIGLIERI PER GESTIONE COLLEGIALE (TEMPORANEA). IL SOSTITUTO VA ANCORA TROVATO

 

  1. MION HA CAVALCATO LA RABBIA DI LUCIANO BENETTON PER LE PESANTI INTERCETTAZIONI POST-PONTE MORANDI E HA DATO IL COLPO DI GRAZIA A CASTELLUCCI

GIANNI MION 1

DAGONOTA - Gianni Mion, rientrato nel gruppo Benetton, ha colto la palla delle tremende intercettazioni seguite al crollo del Ponte Morandi per liberarsi definitivamente del rivale Castellucci, che si era opposto al suo rientro in Edizione, la cassaforte della famiglia Benetton. Cavalcando la furia di Luciano per questo ennesimo scivolone, che ha riacceso le voci di una revoca delle concessioni, oggi Mion dovrebbe dare il colpo di grazia al manager.

 

Come dago-anticipato ieri sera, il piano non è ancora definito: potrebbe prendere lui le deleghe ad interim, oppure creare un comitato interno al cda per una gestione (temporanea) collegiale. Ovviamente non potrà esserci il nome del successore: se ci fosse, vorrebbe dire che il cambio al vertice era già pronto da tempo (e non lo era).

 

 

  1. AUTOSTRADE, CASTELLUCCI PRONTO A LASCIARE

Laura Galvagni per ''Il Sole 24 Ore''

 

 

Oggi è il giorno della verità. Giovanni Castellucci si prepara a rimettere il mandato da ceo di Atlantia nelle mani del consiglio di amministrazione della società. E al board toccherà decidere come muoversi. Ieri il manager ha chiesto al presidente, Fabio Cerchiai, di convocare un consiglio straordinario e il numero uno ha risposto prontamente mettendo in agenda per oggi pomeriggio la riunione del cda. Riunione che, tra le altre cose, come annunciato dall' azienda, prevede all' ordine del giorno «comunicazioni dell' amministratore delegato».

 

CASTELLUCCI

La società, d' altra parte, è nel mirino degli investitori di Borsa da giorni e dopo il -9,38% segnato venerdì 13 settembre, ieri ha perso un altro 7,8% a 20,44 euro, di fatto fermandosi stabilmente sotto quota 21 euro. Paradossalmente, non più tardi di una decina di giorni fa - per l' esattezza il 6 settembre, quando il neo ministro alle Infrastrutture Paola De Micheli aveva allontanato l' ipotesi di una revoca della concessione - il titolo aveva chiuso a quota 24,6 euro, riportandosi sui livelli del 13 agosto, ovvero alla vigilia del dramma di Genova.

 

Ora il titolo è finito nuovamente al tappeto perché sono tornati forti i timori di un intervento deciso sulle concessioni. Complici i proclami del M5s che, a loro volta, fanno seguito ai recenti sviluppi legali che hanno coinvolto l' azienda, ossia l' arresto di tre dirigenti delle controllate Aspi e Spea (e altre misure cautelari a carico di sei persone) per i rapporti sullo stato di manutenzione di alcuni viadotti della linee a pedaggio gestite dalla controllata di Atlantia.

GIANNI MION

 

Le misure rientrano nell' ambito di un nuovo procedimento penale aperto dalla Procura di Genova nei confronti di dirigenti e tecnici di Aspi e Spea per presunta attività di falso nei rapporti riguardanti le condizioni e le criticità di alcuni viadotti autostradali.

 

Un evento di gravità tale da spingere la stessa Edizione della famiglia Benetton, principale azionista della holding infrastrutturale, a intervenire direttamente annunciando iniziative a salvaguardia della controllata. Iniziative che, si commenta sul mercato, possono passare solo da un cambio di rotta radicale al vertice della compagnia.

 

Il tema, ovviamente, è stato oggetto di un lungo consiglio di amministrazione di Edizione tenuto ieri a Ponzano Veneto. Board durante il quale i vari membri della famiglia si sono confrontati su come muoversi in una fase particolarmente delicata per le controllate. La questione d' altra parte si presta a differenti orientamenti.

 

Se da un lato, dopo i recenti sviluppi, appare difficile proseguire con lo stesso assetto di comando, dall' altro Atlantia è in un momento complesso e un cambio della guardia potrebbe rivelarsi complicato anche alla luce della necessità di mantenere un certo equilibrio nei rapporti di forza con il partner spagnolo Acs.

 

castellucci

Fatte le dovute valutazioni, tuttavia, la famiglia sarebbe in attesa di ricevere un segnale da Castellucci perché, al di là di tutto la convinzione diffusa è che serva una discontinuità significativa. Atlantia, d' altra parte, proprio perché holding è anche attrezzata a gestire nel migliore dei modi contraccolpi simili poiché dispone di una struttura particolarmente articolata e di competenze diffuse. Certo, ci sono alcune tematiche pratiche da risolvere, ma quel che più preme in questo caso è dare un segnale forte. Anche per favorire un rinnovato confronto con le istituzioni politiche, nuovamente agguerrite dopo quanto emerso nell' ambito del nuovo procedimento penale della Procura di Genova.

 

Rispetto a ciò si è espresso anche il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia che, interpellato dai giornalisti in merito alle pressioni esercitate dal M5s per la revoca delle concessioni ad Autostrade per l' Italia, ha sottolineato come «questa vicenda non debba diventare una questione politica, piuttosto deve prevalere il buon senso, la magistratura deve fare il suo corso e dobbiamo evitare polveroni politici che non portano da nessuna parte».

 

 

luciano benetton

  1. L' IPOTESI DEL COMITATO PER REDISTRIBUIRE I POTERI DEL MANAGER

Laura Galvagni per ''Il Sole 24 Ore''

 

 La potenziale uscita di scena di Giovanni Castellucci richiede un intervento tempestivo sul piano della governance. Intervento che, secondo quanto si apprende, sarà comunque una soluzione temporanea in vista di decisioni più radicali.

Gli eventi sono precipitati velocemente e dunque non ci sarebbe stato il tempo per attivare un piano B che possa dare al mercato una risposta netta sul futuro assetto della società. Per questo, è assai probabile che, se Castellucci, come appare al momento plausibile, rimetterà il mandato nelle mani del consiglio di amministrazione, lo stesso board, prendendo atto della cosa, si muoverà di conseguenza.

 

Ma in che modo? Al momento viene dato per assai verosimile che, se verranno accettate le dimissioni, le deleghe oggi in capo al ceo vengano redistribuite all' interno del cda.

È da capire, tuttavia, come ciò potrebbe avvenire. Di certo Fabio Cerchiai, l' attuale presidente, è una figura autorevole e con un' ampia platea di estimatori e per questo il numero uno potrebbe mettersi alla guida di un ristretto numero di persone che prenda le redini dell' azienda.

 

Lo stesso statuto di Atlantia, d' altra parte, prevede che si possa procedere con la nomina di un comitato esecutivo. Comitato che nel caso vedrebbe la partecipazione di altri membri del board. In particolare, l' articolo 28 stabilisce che il cda può delegare al comitato parte dei propri poteri che, peraltro, possono essere parzialmente attribuiti anche al presidente. Del cda fa parte anche Carlo Bertazzo da tempo manager di fiducia della famiglia Benetton che attraverso Edizione ha il 30,25% di Atlantia.

Insomma, si potrebbe immaginare la costituzione momentanea di un organo ristretto che prenda in mano la situazione.

 

oliviero toscani luciano benetton

Da capire se nella cerchia limitata verrà inserito qualche manager, è possibile anche l' indicazione di un direttore generale. In proposito, va ricordato che giusto qualche giorno fa la compagnia ha annunciato che dal primo ottobre assumerà l' incarico di cfo Tiziano Ceccarani. Il manager sarebbe già negli uffici della holding ma evidentemente non sarebbe ancora formalmente operativo. Quel che si sottolinea, in ogni caso, è che Atlantia ha al proprio interno le forze necessarie per sopperire all' uscita repentina dell' amministratore delegato.

 

Uscita, peraltro, sulla quale i membri del cda si starebbero interrogando da qualche giorno.

Tra i componenti del board, secondo quanto riferito ieri da Radiocor, già nei giorni scorsi, si era infatti discusso informalmente della necessità di una discontinuità di governance dopo i nuovi sviluppi dell' inchiesta-bis della magistratura aperta dopo il crollo del Ponte Morandi. Una posizione che risulterebbe condivisa a diversi livelli e che con ogni probabilità verrà ribadita oggi nel corso del consiglio. Da Ponzano Veneto, sebbene il riserbo in questa fase sia assoluto, era già pervenuto un messaggio piuttosto netto nelle scorse ore come testimonia il comunicato diffuso il 14 settembre nel quale si auspicavano «misure doverose e necessarie».

 

Ultimi Dagoreport

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)