ponte morandi luciano benetton fabio cerchiai carlo bertazzo

PEDAGGIO DA PAGARE - L’ANTITRUST HA SANZIONATO AUTOSTRADE PER L’ITALIA CON UNA MULTA DA 5 MILIONI DI EURO PER PRATICA COMMERCIALE SCORRETTA SUI PEDAGGI – LUNEDÌ IN ASSEMBLEA LA RESA DEI CONTI TRA I SOCI: I BENETTON VOGLIONO LIBERARSI DELLA PATATA BOLLENTE E ACCETTARE L’OFFERTA DI CDP, ANCHE A COSTO DI SCONFESSARE I LORO MANAGER, MENTRE I FONDI INSISTONO SUL PREZZO

1 – ANTITRUST: MULTA DA 5 MILIONI AD ASPI, PRATICA SCORRETTA

le carcasse delle auto sotto il ponte morandi

(ANSA) - ROMA, 26 MAR - L'Antitrust ha sanzionato con una multa da 5 milioni di euro Autostrade per l'Italia S.p.A. per pratica commerciale scorretta. Secondo l'Autorità, la società "non ha adeguato né ridotto il pedaggio nei tratti in cui si registrano critiche e persistenti condizioni di fruibilità del servizio autostradale con lunghe code e tempi di percorrenza elevati, causati dalle gravi carenze da parte della società nella gestione e nella manutenzione delle infrastrutture che hanno richiesto interventi straordinari per la messa in sicurezza".

luciano benetton

 

L'Antitrust ha accertato una pratica commerciale scorretta in relazione ad alcune condotte attuate sulle autostrade A/16 Napoli-Canosa, A/14 Bologna-Taranto, A/26 Genova Voltri-Gravellona Toce e, per le parti di sua competenza, A/7 Milano-Serravalle-Genova, A/10 Genova-Savona-Ventimiglia e A/12 Genova-Rosignano.

 

In particolare, spiega una nota, l'Autorità ha appurato una consistente riduzione delle corsie di marcia e/o specifiche limitazioni, per lunghi tratti, della velocità massima consentita. Ciò ha comportato "un notevole disservizio e un forte disagio ai consumatori in termini di code, di rallentamenti e quindi di tempi di percorrenza molto più elevati, senza prevedere un adeguamento o una riduzione dell'importo richiesto a titolo di pedaggio ai consumatori".

 

carlo bertazzo

L'Agcm ha poi rilevato che sono risultate inadeguate le modalità informative sulle eventuali procedure di rimborso, come emerso in relazione all'Autostrada A/14 Bologna-Taranto, "allorché le informazioni fornite sono rivelate omissive, inadeguate, intempestive, insufficienti quanto al modo di diffusione e non idonee a compensare i disagi arrecati agli utenti".

 

Secondo l'Autorità gli elementi raccolti hanno evidenziato che, negli ultimi due anni, i tratti autostradali in questione sono stati spesso interessati da consistenti disagi nella viabilità e nella regolare fluidità della circolazione, a causa di gravi carenze da parte della società nella gestione e nella manutenzione delle infrastrutture ad essa affidate in concessione e ai conseguenti massicci interventi di manutenzione straordinaria e di messa in sicurezza di numerose tratte autostradali.

 

luciano benetton toscani

I disagi si sono verificati, in particolare, nell'area ligure e abruzzese-marchigiana, determinando altresì gravi danni all'economia, soprattutto nei settori secondario e terziario e alle imprese di trasporto, per i maggiori tempi di percorrenza degli operatori e i riflessi sulle imprese destinatarie delle merci. Per l'Antitrust quel che accade è "pienamente ascrivibile alla responsabilità di Aspi e integra una pratica commerciale scorretta in violazione degli articoli 20, 22, 24 e 25 del Codice del Consumo. Per questo l'Autorità ha applicato una sanzione - pari al massimo edittale - di 5 milioni di euro. Autostrade per l'Italia S.p.A. dovrà anche pubblicare un estratto del provvedimento sul proprio sito internet e su uno dei quotidiani a maggiore tiratura nazionale".

il crollo del ponte morandi

 

2 – BENETTON E CRT VOTIAMO L’OFFERTA CDP

Teodoro Chiarelli per “la Stampa”

 

Sarà battaglia al calor bianco. L' assemblea degli azionisti di Atlantia convocata lunedì per prorogare i tempi del progetto di scissione di Aspi si annuncia rovente. I soci della holding sono spaccati sul dossier della concessionaria, con l' azionista di maggioranza relativa, Edizione, e la Fondazione Crt, che hanno già annunciato il proprio no, spingendo invece per l' offerta del consorzio di Cdp.

 

CHRISTOPHER HOHN

Offerta che invece il fondo Tci definisce «illegale», invitando il board di Atlantia a respingerla. Si va alla conta e l' esito non è per nulla scontato. Certo sarebbe clamoroso se l' azionista di maggioranza relativa venisse sconfitto. E Cdp? La Cassa ha tempo fino a domani per migliorare l' offerta presentata il 24 febbraio e già bocciata dal cda di Atlantia perché valutata sotto le attese.

 

Ormai è chiaro. I Benetton vogliono chiudere al più presto e in maniera definitiva la telenovela Autostrade per l' Italia. Anche a costo di sconfessare il lavoro del management di Atlantia (controlla Aspi) che pure hanno nominato e, sin qui, sostenuto. Edizione, holding di partecipazioni della famiglia di Ponzano Veneto, attraverso la controllata Sintonia, ha annunciato che voterà contro la proroga del progetto di scissione di Aspi deliberato il 15 gennaio scorso con il favore del 99% del capitale presente. Piano che senza il via libera degli azionisti il prossimo 31 marzo finirebbe inevitabilmente sul binario morto, lasciando come unica opzione l' offerta di Cdp e dei fondi Macquarie e Blackstone.

CARLO BERTAZZO

La holding dei Benetton sostiene di aver preso atto dell' assenza, allo stato, di proposte di potenziali investitori per l' acquisto di Aspi e «non ritiene utile prolungare l' incertezza». Al contrario «ritiene più opportuno coltivare l' unica operazione espressa dal mercato e, nel ribadire la propria fiducia nell' operato del Cda di Atlantia, auspica che l' offerta venga quindi sottoposta al voto dell' assemblea per la valutazione della stessa da parte di tutti gli azionisti».

 

fabio cerchiai

Contemporaneamente alla presa di posizione di Edizione (e non è certo un caso) è arrivata anche una nota di Fondazione Crt, azionista di Atlantia con il 4,85%, dello stesso tenore e in cui si annuncia il voto contrario lunedì. Fondazione Crt ritiene opportuno «che sia coltivata l' unica operazione a oggi espressa dal mercato, adeguatamente migliorata, e auspica che l' offerta del consorzio di investitori che fa capo a Cdp venga sottoposta al voto dell' assemblea».

 

La holding dei Benetton vale il 30,25% del capitale di Atlantia, cui vanno aggiunte le azioni di Crt per arrivare così oltre il 35%. All' interno dell' azionariato di Atlantia c' è però un vasto fronte anti Cdp. J onathan Amouyal, partner del fondo Tci, socio di Atlantia con il 10%, è furibondo e alza i toni.

 

camion basko ponte morandi

«Noi azionisti di minoranza - spiega - non dovremmo essere costretti ad accettare un' offerta illegale solo perché l' accordo proposto dal governo italiano ha imposto la vendita a Cdp». Secondo Amouyal, i 9,1 miliardi proposti da Cdp insieme a Blackstone e Macquarie sono molto al di sotto delle valutazioni indipendenti fornite ad Atlantia.

 

demolizione ponte morandi 1

«L' offerta - insiste - dovrebbe essere respinta con forza. Ed Edizione dovrebbe svelare le stime imparziali che ha ricevuto per giustificare l' offerta di Cdp. Inoltre Crt, che insieme ad altre fondazioni è azionista di Cdp, è in conflitto e si dovrebbe astenere dal voto». A raccomandare la scissione ci sono anche alcuni "proxy advisor", società indipendenti che esprimono raccomandazioni di voto ai fondi.

 

Che succederà? La proposta di Cdp dovrà essere analizzata e soppesata. Sicuramente non ci sono i tempi per farla eventualmente votare all' assemblea di bilancio di Atlantia convocata per il 28 aprile. Posto che l' offerta venga giudicata finalmente adeguata, il cda di Atlantia dovrà convocarne una ad hoc presumibilmente entro il 10 maggio. Sempre che non spuntino nuove sorprese.

camion basko ponte morandicamion basko ponte morandi

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…