self service benzina

POMPA, CHE DOLORE! - VOLA IL PREZZO DEL PETROLIO (+15%) ED E’ IN ARRIVO LA SOLITA STANGATA SULLA BENZINA - L'ATTACCO CON I DRONI ALLE RAFFINERIE SAUDITE HA FATTO SCHIZZARE IL BRENT A QUASI 70 DOLLARI AL BARILE: SE PROSEGUIRÀ LA CORSA DELLE QUOTAZIONI, CI POTREBBERO ESSERE RINCARI FINO A 320 EURO L'ANNO PER FAMIGLIA…

Lucio Cillis per “la Repubblica”

 

POMPA DI BENZINA

Uno shock per i listini del petrolio che non si vedeva da 28 anni e che potrebbe scaricarsi nelle prossime 24/48 ore sui prezzi alla pompa. Ieri, nel giro di pochissimi minuti il Brent, petrolio di riferimento europeo, ha messo a segno un' accelerazione bruciante guadagnando quasi il 20% sulla chiusura della settimana precedente e raggiungendo i 72 dollari al barile prima di stabilizzarsi poco sotto i 70 dollari (+15,33%). Una reazione dei mercati che ci riporta al 1991, alla Guerra del Golfo.

 

L'attacco con droni che ha colpito nel fine settimana due raffinerie saudite a Khurais e Abqaiq - da dove passa l' esportazione del 70% del petrolio del Regno - ha messo le ali ai prezzi in un settore sempre molto sensibile alle dinamiche geo-politiche. Le accuse degli Usa all' Iran, Paese sospettato da Donald Trump di essere il mandante del sabotaggio, hanno spinto gli acquisti di azioni dei colossi energetici, quelli dell' oro "nero" ma anche dell' oro "vero", bene rifugio per eccellenza che ha messo a segno forti richieste dagli investitori.

POMPA DI BENZINA

 

Il taglio alla produzione dell' Arabia Saudita è pari al 50%, per un impatto negativo complessivo sulle forniture di greggio mondiali del 5%. In assenza di interventi diretti dei Paesi produttori, questa riduzione forzata delle esportazioni porterà ad un surriscaldamento dei prezzi finali con un forte impatto sulla vita di tutti i giorni degli italiani. Con rincari che potrebbero collocarsi in una forbice tra il 5 e l' 8% e ripercussioni sui prezzi dei beni di prima necessità trasportati su gomma.

arabia saudita droni

 

Il primo segnale più evidente tocca direttamente le tasche degli automobilisti che potrebbero dover sborsare nelle prossime ore dai 3 ai 5 euro in più per il pieno di verde o di gasolio. Il Codacons, ad esempio, avverte del rischio di una stangata «fino a 320 euro l' anno a famiglia» se proseguirà la corsa delle quotazioni e i danni non verranno riparati in tempi rapidi.

 

Secondo Paolo Uniti, segretario nazionale della Figisc, la Federazione di Confcommercio che riunisce i gestori stradali di carburanti, «al momento non risultano aumenti di rilievo presso gli impianti. Ma è anche probabile che le tensioni sul mercato e quindi i prezzi registrati nelle ultime ore, si riversino sulle quotazioni dei prodotti raffinati nel giro di circa 24 o 48 ore». Ma secondo Uniti, «la sensazione è che non ci saranno aumenti "importanti" per benzina e gasolio».

 

arabia saudita droni

Va infatti ricordato come non sempre le oscillazioni dei prezzi del petrolio si trasferiscano immediatamente sul mercato dei prodotti raffinati trattati nel Mediterraneo. In genere servono due o tre giorni prima che gli incrementi del greggio arrivino sul mercato del prodotto finito e poi al distributore. Lo stesso segretario della Figisc, però, avverte del pericolo di una nuova fase di stagnazione per i carburanti: «Ad ogni crisi o incremento dei prezzi negli impianti - conclude - segue una riduzione dei consumi. Una parabola discendente che non fa bene al settore». Oltre ai danni immediati e tangibili, è molto probabile infine che si materializzi l' ennesimo slittamento della quotazione di Saudi Aramco dopo l' attacco che ha preso di mira la sua principale raffineria.

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…