dividendi banche utili

IL PROFITTO NON BASTA MAI - LE BANCHE ITALIANE HANNO CHIUSO IL 2021 CON 8,5 MILIARDI DI UTILI, IN GRAN PARTE DISTRIBUITI AI SOCI. MA GLI INVESTITORI NON SI ACCONTENTANO. NE È UN ESEMPIO LA REAZIONE AL PIANO 2025 DI INTESA SANPAOLO. IL GRUPPO È STATO MOLTO GENEROSO CON GLI AZIONISTI, MA A LORO NON È PIACIUTO CHE GLI UTILI DISTRIBUIBILI NON SIANO SALITI OLTRE IL 70% ATTUALE - CHE SUCCEDERÀ CON LA GUERRA IN UCRAINA?

Andrea Greco per “la Repubblica - Affari & Finanza”

 

RISULTATI NETTI DELLE MAGGIORI BANCHE ITALIANE NEL BIENNIO 2020-2021 A CONFRONTO

Cedole da lusso. Mercati gonfi di miliardi, pronti a elevarti e bastonarti. Fusioni per mangiare e non essere mangiati. In sei mesi l'asticella per i banchieri italiani si è parecchio alzata: gli investitori dei fondi, azionisti di riferimento, si fanno esigenti. Chi non li soddisfa rischia di perdere l'autonomia, e pur di soddisfarli il gioco si sta facendo duro, tra contabilità infiocchettate, "promesse" e manovre di sponda.

 

reazione delle borse alla guerra tra russia e ucraina 5

Questo è il mondo fino a prima dell'invasione russa in Ucraina. Le banche europee, e più le italiane, hanno chiuso un 2021 memorabile, in cui il rimbalzo delle Borse e i sostegni pubblici post pandemia hanno aumentato le commissioni a livelli record e minimizzato il costo del rischio di credito. Il bottino, sommando le ultime righe dei bilanci degli istituti quotati - la gran parte - è oltre 8,5 miliardi di profitti, laddove un anno prima Covid e lockdown li azzerarono.

 

intesa sanpaoo

Soprattutto, il 2021 passa agli archivi come l'anno della Grande distribuzione ai soci. Nel 2020 la Bce in Europa li aveva forzati alla dieta, ma da qualche mese si rifanno con gli interessi tra cedole di vario tipo e - per le due big e Mediobanca - riacquisti azionari. Intesa Sanpaolo e Unicredit hanno offerto ai soci rendimenti 2021 oltre il 10%, e nei recenti piani strategici hanno promesso laute distribuzioni triennali: 22 miliardi la capoclasse, 16 la rivale.

 

carlo messina

Le inseguitrici come Banco Bpm e Bper provano ad adeguarsi, per non essere snobbate dal "mercato", sempre più protagonista e giudice. Alzare l'asticella, nella spirale ascendente di redditività-remunerazione-quotazione, è anche un modo per tenere a bada rivali più aggressivi o soci critici (come in Mediobanca).

 

Il caso Banco Bpm è un altro compendio: dopo il piano ambizioso di dicembre e la presentazione di bilancio più ambiziosa l'8 febbraio, l'azione è entrata sotto lo scudo della Borsa, con un +24% in una settimana che l'ha protetta dai preparativi di Unicredit per comprarsela, coronando i disegni di rafforzamento italiano dopo il naufragio del dossier Mps.

BORSA GUERRA RUSSIA UCRAINA

 

Ma la Borsa dà e toglie: e dagli assestamenti del settore dopo le scosse della guerra ucraina dipenderanno molte delle prossime strategie. Le reazioni degli investitori al piano 2025 di Intesa Sanpaolo, il 4 febbraio, scolpiscono la nuova stagione.

 

La strategia, che ha il merito rivendicato di essere "più industriale che finanziaria", disegna il gruppo nel prossimo decennio e contiene la crescita del risparmio gestito per 100 miliardi, la riconversione digitale per migliaia di dipendenti, investimenti per 5 miliardi in tecnologia di cui 650 milioni nella banca digitale Isybank, che farà risparmiare 800 milioni l'anno e diventerà il marchio commerciale di riferimento dei 13,5 milioni di clienti.

reazione delle borse alla guerra tra russia e ucraina 4

 

Il gruppo non ha certo trascurato gli azionisti, con cui ha una tradizione decennale di generosità. Ma l'azione in Borsa ha chiuso peggio dell'indice di settore, con un calo del 2,26% perché agli investitori non è piaciuto che gli utili distribuibili non siano saliti oltre il 70% attuale. L'ad Carlo Messina, incalzato dalle domande degli operatori, ha avuto il suo dire che il 70% è «il livello più alto tra le banche in Europa», che equivale a un 8-9% annuo di rendita e che la banca valuterà di anno in anno eventuali distribuzioni ulteriori.

 

jean pierre mustier elkette

«Non voglio impedire a nessuno di sognare, noi manteniamo gli impegni e le promesse». Un istante, plastico, che ha chiuso il cerchio di fuoco acceso due mesi prima da Andrea Orcel, il nuovo capo di Unicredit chiamato a recuperare dopo che la gestione sparagnina di Jean Pierre Mustier ha fatto precipitare la banca "paneuropea" alla quarta posizione di mercato nel Nord Italia, dov' è nata.

 

A inizio dicembre, nella sua strategia triennale battezzata non a caso Unicredit unlocked, Orcel aveva sprigionato molta redditività per gli azionisti, approfittando della maggiore patrimonializzazione, misurata dal 15,03% di capitale primario (Cet1) in rapporto agli attivi di rischio, e più alto di Intesa e quasi tutti i gruppi europei.

 

giuseppe castagna

Nel piano, come in ogni uscita da nove mesi, Orcel si era mostrato laico sulle acquisizioni, viste sempre come strumento per rafforzare la redditività e le prospettive di guadagno dei soci (una classica impostazione da capo di una public company, quale è Unicredit). Ma dietro il velo di laicismo il banchiere che furoreggiò come regista delle più grandi fusioni bancarie europee dal 2000 sa bene che serve una leva più lunga in Italia, dove con l'11% del mercato Unicredit pesa per quasi metà della rivale di sempre.

 

È un assunto strategico che vale nonostante nei prossimi tre anni in Italia chiuderanno circa 2.500 sportelli (1.050 solo di Intesa Sanpaolo): perché gli sportelli magari valgono poco, ma depositi e clienti valgono eccome. Per questo risulta che Orcel e la sua squadra facciano girare, da sei mesi, fogli Excel con i numeri che mostrano l'eventuale convenienza delle principali combinazioni.

 

THE ECONOMIST SULLE BANCHE ITALIANE

E per questo Banco Bpm, che ha poche sovrapposizioni con Unicredit e consentirebbe di raddoppiare fino al 20% il peso nella ricca Lombardia, è ritenuta una preda ideale. Ma i prezzi di Borsa non sono una variabile secondaria, dato che queste operazioni si fanno in buona parte scambiando azioni. Nel secondo semestre 2021 Unicredit s' era parecchio rafforzata rispetto a Banco Bpm, rendendo più allettante il blitz, che infatti secondo più fonti stava per partire ai primi di febbraio.

 

reazione delle borse alla guerra tra russia e ucraina 3

Ma due elementi hanno colmato parte del divario, rialzando del 24% in poche sedute l'azione Banco Bpm. Prima, l'8 febbraio, la diffusione di conti e cedole in rialzo, con l'aumento dal 40% al 50% degli utili distribuiti (e una promessa fino al 70% dall'ad Giuseppe Castagna, piuttosto ottimistica secondo alcuni analisti, insieme all'obiettivo di raddoppiare l'utile a 1 miliardo nel 2024). Il secondo elemento è la fuga di notizie che adombrava la possibile acquisizione ad horas.

 

È bastato perché la speculazione gonfiasse l'azione Banco Bpm a livelli che hanno fatto desistere Unicredit. Secondo fonti attendibili, la motivazione "tecnica" espressa da Orcel, benché irritato per la fuga di notizie seguita al dialogo con la Banca d'Italia sulla compatibilità dei "modelli interni" delle due banche, riguarda proprio il diverso assorbimento di capitale che sta a fronte degli attivi di Unicredit e di Banco Bpm.

Andrea Orcel

 

I modelli, asseverati dalla vigilanza, sono un modo per allocare meno capitale basato sulle probabilità di perdita e le serie temporali. Unicredit, anche a causa della svendita di 17,7 miliardi di sofferenze nel 2017, ha un modello interno molto "denso", per cui a fine 2021 gli attivi ponderati per il rischio sono il 73,6% degli attivi totali (vedi tabella).

 

Banco Bpm, meno colpita da passate pulizie di bilancio, ha un 58,3% di densità, in linea con gli istituti di seconda fascia, mentre Intesa Sanpaolo è al 70%. La densità degli attivi è una funzione decisiva, secondo quel che Orcel avrebbe detto ai pochi consulenti, per valutare la solidità prospettica di una banca, quindi la sua capacità di distribuire utili futuri.

 

louise tingstrom jean pierre mustier

E la prospettiva di una densità discendente per Unicredit, mentre quella di Banco Bpm potrebbe aumentare, è un argomento che secondo il banchiere romano non è tenuto abbastanza in conto dal mercato. Può darsi che sia vero, e lo vedremo. Ma il "mercato" si ricorda che le ultime due acquisizioni bancarie a Piazza Affari, Ubi e Creval, sono state valutate tra 0,5 e 0,6 volte i mezzi propri. E dopo i ribassi di settimana scorsa Banco Bpm sta a 0,43, Unicredit a 0,52 e Intesa Sanpaolo a 0,85.

Ultimi Dagoreport

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…