LA RETE UNICA? LA SCOPRIREMO SOLO VIVENDI! – L’AD DEL GRUPPO FRANCESE, ARNAULT DE PUYFONTAINE, SI SPERTICA IN LODI PER PIETRO LABRIOLA: “L’AZIENDA ORA HA UNA GUIDA CHE SA COSA FARE. APPOGGIAMO IL SUO PIANO”. MA C’È UN MA: “SE LA VALUTAZIONE NON SARÀ ADEGUATA, CONSIDEREREMO ALTRE OPZIONI. L’ITALIA PER NOI È SICURAMENTE UN PAESE CHIAVE”

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ARNAUD DE PUYFONTAINE ARNAUD DE PUYFONTAINE

VIVENDI: SE VALUTAZIONE TIM NON ADEGUATA, ALTRE OPZIONI

(ANSA) - Vivendi appoggia il piano di Pietro Labriola per Tim ma se nel progetto di fusione della rete con Open Fiber "la valutazione non sarà adeguata, considereremo altre opzioni". Lo ha detto l'ad di Vivendi Arnault de Puyfontaine in occasione della presentazione dei conti del gruppo francese alla comunità finanziaria. "Quello di cui siamo sicuri è il nostro impegno e la disponibilità al dialogo" ha aggiunto.

 

PIETRO LABRIOLA PIETRO LABRIOLA

"Come avete letto - dice riferendosi alle indiscrezioni di stampa - siamo determinati a garantire livelli di valutazione adeguati, che riflettano accuratamente il valore reale di questo asset, altrimenti prenderemo in considerazione altre opzioni. Quello che ora sappiamo per certo, quello che sappiamo per certo è che rimaniamo fedeli al nostro impegno di promuovere il dialogo costruttivo nel migliore interesse del team e dei suoi stakeholder. Portare il valore aggiunto della nostra posizione di azionista industriale all'interno dell'azienda. L'Italia è sicuramente un Paese chiave per Vivendi".

 

TIM: DE PUYFONTAINE, NON SOLO FUSIONE, LABRIOLA HA PIANO B

(ANSA) - Vivendi non intende vendere Tim, non è questa l'opzione alternativa a cui il ceo Arnaud De Puyfontaine si riferisce quando ipotizza che non si riesca ad arrivare a una giusta valutazione e a un accordo per la rete unica. Il manager, rispondendo a una domanda diretta di un analista ricorda come lo stesso ad di Tim Pietro Labriola, per il quale l'integrazione con Open Fiber è la soluzione migliore, abbia anche un piano B. Se non si arriverà a un'offerta "sosterremo le altre opzioni che sono state menzionate e sviluppate da Labriola" e tra queste ricorda anche l'interesse dei fondi

 

BOLLORE' DE PUYFONTAINE BOLLORE' DE PUYFONTAINE

TIM:DE PUYFONTAINE, AZIENDA HA UNA GUIDA CHE SA COSA FARE

(ANSA) - Vivendi, azionista forte di Tim, appoggia il management e il ceo francese Arnaud De Puyfontaine si spende per l'ad Pietro Labriola. "Ci sono molti rumors ma quello che so è che questa azienda ora ha una guida, che è un uomo che sa di affari di comunicazione. E la sua squadra sa come gestire l'azienda e c'è una visione all'interno della complessità attuale ma anche della diversità e, a mio avviso, la potenziale creazione di valore a lungo termine.

 

DE PUYFONTAINE BOLLORE DE PUYFONTAINE BOLLORE

Quindi tante opzioni a disposizione per quanto riguarda il futuro di Telecom Italia" spiega in conference call. "E' una questione di affidabilità e fiducia, numero uno. Punto due, è la capacità di gestire le efficienze dei costi giornalieri per gestire l'evoluzione del mercato altamente competitivo dal lato dei consumatori. E accelerare la crescita lato B2B" aggiunge. Quella tra Vivendi e Tim "è una lunga storia ma è ancora un storia che crediamo possa creare valore e siamo la spalla di riferimento per Tim dietro il management team per farlo funzionare e finalmente essere in grado di dimostrare che questa azienda ha un valore molto più grande dell'attuale prezzo delle azioni".

 

ARNAUD DE PUYFONTAINE ARNAUD DE PUYFONTAINE pietro labriola sul tetto della sede milanese di tim a via negri pietro labriola sul tetto della sede milanese di tim a via negri pietro labriola pietro labriola FRANCO BERNABE' ARNAUD DE PUYFONTAINE FRANCO BERNABE' ARNAUD DE PUYFONTAINE

 

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CON QUESTI NUMERI, A CDP CONVIENE FARE UN’OPA SU TUTTA TIM! – L’ANNUNCIO DELLO SPIN-OFF DELLA RETE AVREBBE DOVUTO FAR EMERGERE IL VALORE INTRINSECO DEI VARI PEZZETTI DELL’EX TELECOM. A NON È SUCCESSO, ANZI: AI VALORI ATTUALI DI MERCATO TUTTA LA COMPAGNIA VALE 4,5 MILIARDI, MENTRE VIVENDI SPARA CIFRE MONSTRE SULLA RETE (PIÙ DI 30 MILIARDI) – CON LA CADUTA DI DRAGHI E L'USCITA DI SIRAGUSA E DI STEFANO, IL PROGETTO DI RETE UNICA FINISCE NELLA PALUDE. PER FORZA: COME SI FA A FARE UN'OFFERTA SE NON È BEN DEFINITO L'OGGETTO DELLA VENDITA?