amara descalzi

L’ENI ESPLODE SULLA GRANATA! - IL "PATTO DELLA RINASCENTE" PER FAR SALTARE IL PROCESSO NIGERIA E SALVARE L'AD DESCALZI DA UN EVENTUALE ARRESTO - LO RACCONTA PIERO AMARA, AVVOCATO ESTERNO DELL'ENI, E ACCUSA CLAUDIO GRANATA (TOP MANAGER ENI, STRETTISSIMO COLLABORATORE DI DESCALZI, NDR) DI ESSERE L’IDEATORE DEL DEPISTAGGIO: “DESCALZI IN PERSONA MI DISSE CHE ENI AVREBBE AVUTO BISOGNO DI UN AVVOCATO COME ME IN OGNI PARTE DEL MONDO CONFERMANDOMI IL MANDATO DI GRANATA"

descalzi

Gianni Barbacetto per il Fatto Quotidiano

 

Il "patto della Rinascente" piomba sul processo milanese in cui Eni e il suo amministratore delegato Claudio Descalzi sono imputati di corruzione internazionale in Nigeria. Lo racconta Piero Amara, avvocato esterno dell' Eni, arrestato, indagato dalle Procure di Roma, Messina e Milano e che ha già patteggiato una pena di tre anni per corruzione in atti giudiziari. A Milano, Amara è accusato di essere il regista del "complotto" organizzato facendo sponda tra le Procure di Trani e di Siracusa, per depistare le indagini milanesi sulle tangenti che - secondo l' accusa - Eni avrebbe pagato in Nigeria e in Algeria.

vincenzo armanna

 

Per difendere se stesso, ora Amara attacca i vertici della compagnia petrolifera. Raccontando un paio di incontri avvenuti nei pressi di piazza del Duomo a Milano. Obiettivo: salvare Descalzi. "Il dottor Claudio Granata (top manager Eni, strettissimo collaboratore di Descalzi, ndr) mi convocò per una riunione che avvenne nei pressi della Rinascente (luogo dove solitamente, soprattutto il sabato pomeriggio, ero solito incontrare il dottor Granata). Oggetto della riunione era verificare il modo di gestire il problema Armanna".

 

Vincenzo Armanna è un ex manager Eni che nel 2011 era project leader nell' operazione di acquisizione del campo petrolifero nigeriano Opl 245. Aveva cominciato a parlare con i magistrati milanesi, raccontando di 50 milioni di dollari contenuti in due trolley consegnati nel 2011 per essere "retrocessi" al top management Eni, dopo un incontro nella residenza presidenziale nigeriana fra l' allora capo dello Stato Jonathan Goodluck e l' allora ad di Eni Paolo Scaroni.

 

piero amara

"Le dichiarazioni di Armanna", scrive Amara, "scossero il mondo Eni che temeva che la Procura di Milano potesse emettere delle richieste di custodia cautelare nei confronti dello stesso Descalzi". "Il dottor Granata", continua Amara, "mi diede un duplice incarico: tentare di gestire Armanna" spiegandogli che "la sua presa di posizione rendeva impossibile" la sua riassunzione nella compagnia.

 

Scaroni Descalzi Bisignani

E "tentare, contestualmente, di registrarlo qualora Armanna dicesse qualcosa di utile per incastrarlo. Io chiesi a Granata se si trattava di una sua iniziativa, ma lui mi disse che aveva la copertura di Descalzi. Quindi chiamò Descalzi con una videochiamata", "me lo presentò e Descalzi in persona mi disse che Eni avrebbe avuto bisogno di un avvocato come me in ogni parte del mondo confermandomi il mandato di Granata".

 

Queste parole sono contenute nelle "Note difensive" di Amara che ieri sono state depositate (in parte), dai pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, agli atti del processo Eni Nigeria in cui oggi proprio oggi viene interrogato Armanna.

 

Descalzi Scaroni

"Dopo il patto della Rinascente", continua Amara, "il comportamento di Armanna nei confronti di Descalzi cambiò radicalmente, come è noto alla Procura di Milano (ma anche di Siracusa)".

Infatti "in data 25 maggio 2016 il dottor Armanna, improvvisamente, deposita una memoria" nella quale "inserisce tre punti direttamente concordati con Granata e Descalzi".

 

pietro amara al centro

Sono "totalmente inventati", continua Amara, e "furono consegnati dal dottor Granata al dottor Armanna nel corso di un incontro avvenuto nei pressi della Rinascente". È il secondo incontro. "Erano presenti: Amara, Armanna, Granata, l' avvocato Giuseppe Calafiore (nei pressi ma non partecipò all' incontro)". Granata in quella occasione "rappresentò ad Armanna che un suo atteggiamento accomodante nei confronti di Descalzi avrebbe aiutato il percorso della sua riassunzione. Al termine dell' incontro, i due si abbracciarono e sembravano due fratelli riconciliati".

Claudio Granata

 

"La memoria di Armanna aveva uno scopo processuale ben preciso: Granata e Descalzi ritenevano che nessuno degli imputati del procedimento" Eni Nigeria "avrebbe potuto essere assolto Allineando la posizione di Armanna a quella di Descalzi sarebbe stato invece possibile salvare Descalzi sul piano personale e 'gettare a mare tutti gli altri'".

 

Un piano, insomma, per salvare l' ad, lasciando nei guai i suoi coinputati italiani (il predecessore Paolo Scaroni, i manager Eni Roberto Casula e Ciro Antonio Pagano, gli intermediari Luigi Bisignani e Gianfranco Falcioni).

 

Continua Amara: "Il piano di gestione del processo Opl 245 prevedeva poi che l' Armanna si sarebbe dovuto avvalere in dibattimento della facoltà di non rispondere, in modo tale che le dichiarazioni da lui rese in precedenza non sarebbero state utilizzate nei confronti degli altri indagati (ma lo sarebbero state nei confronti di Armanna), mentre sarebbe rimasta traccia, attraverso opportuno deposito, della memoria di Armanna che scagionava Descalzi".

Claudio Granata

 

Amara dice di aver sconsigliato Armanna dall' accettare il patto: "Ormai amico di Armanna, lo invitai a non accettare quella proposta. Ero certo, infatti, che Eni non avrebbe mai aiutato Armanna nonostante le rassicurazioni di Granata, perché ne conosco metodi e obiettivi. Tentai di dissuadere in tutti modi Armanna (anche al fine di evitare che Armanna, soggetto estremamente vicino ai servizi americani, deluso, potesse additare responsabilità a me stesso)".

 

Armanna però non ascolta i consigli: "Si trovava in gravissime condizioni economiche" e così "si sentì costretto ad accettare: 'Ho figli piccoli, sono fuori da tutto a causa di questa vicenda, non ho nessun contratto, devo vivere in qualche modo'". Amara, in conclusione, annota: "Il dottor Granata, in effetti, a partire dall' anno 2014 pose in essere, per sua stessa ammissione, un' attività finalizzata a creare terra bruciata nei confronti di Armanna per piegarne la volontà e la vis accusatoria. Qualunque porta Armanna cercasse per trovare lavoro risultava sbarrata".

Claudio Granata

 

Questo il racconto di Amara. Oggi Vincenzo Armanna è chiamato in aula a confermarlo o smentirlo. Con effetti sul processo per l' acquisto dell' Opl 245 in Nigeria, ma anche sull' inchiesta in corso sul "complotto".

 

 

 

 

 

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?