giorgia meloni giancarlo giorgetti titoli borsa banche

SDENG! LA COMMISSIONE EUROPEA RIVEDE AL RIBASSO LE STIME DI CRESCITA PER L’ITALIA: IL NOSTRO PAESE CRESCERÀ DELLO 0,7% NEL 2024. È UNA BORDATA PER IL GOVERNO, CHE NELLA NADEF AVEVA PREVISTO UN PIL AL +1,2%, CHE FARANNO MELONI E GIORGETTI? PREPARANO GIÀ LA MANOVRA CORRETTIVA?  - SCENDE ANCHE LA CRESCITA DELLO SCORSO ANNO: IL PIL, SECONDO GLI UFFICI DI BRUXELLES, È CRESCIUTO SOLO DELLO 0,6% - PESANO LA DISCESA DEI CONSUMI PRIVATI E IL RALLENTAMENTO DEGLI INVESTIMENTI

Estratto da www.ilsole24ore.com

 

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI

La Commissione Ue rivede al ribasso le stime di crescita per l’Italia. Il nostro Paese crescerà dello 0,7% nel 2024 (rispetto allo 0,9% previsto dalle stime Ue dell’autunno). Limata al ribasso anche la stima di crescita dello scorso anno: il Pil, secondo la Ue, è cresciuto nel 2023 dello 0,6% (rispetto alla precedente stima dello 0,7%).

 

Le previsioni d’inverno della Commissione Ue rivedono al ribasso la crescita sia nella Ue che nell’Eurozona: nel 2024 il Pil crescerà dello 0,9% nella Ue (rispetto alla stima precedente dell’1,3%) e dello 0,8% nell’Eurozona (rispetto all’1,2% della stima precedente). Nel 2025 l’economia tornerà in una nuova fase espansiva e crescerà dell’1,7% nella Ue e dell’1,5% nell’Eurozona.

 

giorgia meloni ursula von der leyen vertice italia africa

Secondo le nuove stime Ue, l’inflazione si ridurrà più velocemente del previsto. Nella Ue passerà dal 6,3% del 2023 al 3% del 2024 e al 2,5% del 2025. Nella zona euro diminuirà dal 5,4% del 2023 al 2,7% del 2024, al 2,2% del 2025. In Italia l’inflazione è stimata al 2% nel 2024 e al 2,3% nel 2025 come effetto di un atteso aumento dei salari, spinto dal settore pubblico.

 

[…] L’analisi sul quadro economico italiano

Nel 2023 il Pil viene stimato dalla Commissione europea in crescita dello 0,6% leggermente al di sotto delle previsioni precedenti (0,7%) a causa del rallentamento degli investimenti e della moderazione del consumo privato a causa dei costi di finanziamento più alti e della graduale uscita dei crediti fiscali per il rinnovo delle abitazioni (bonus edilizio).

 

meloni gentiloni

Dopo essere diminuito dello 0,3% nel secondo trimestre, il Pil è aumentato nel terzo e nel quarto trimestre, fornendo un effetto «marginale» positivo nel 2024. Si prevede che la produzione continuerà a crescere lentamente nel 2024, con il potere d’acquisto delle famiglie che dovrebbe beneficiare della disinflazione e dell’aumento dei salari, in un contesto di mercato del lavoro resiliente. Gli investimenti sono destinati a riprendersi, guidati da progetti infrastrutturali finanziati dal governo e dal Pnrr che compensano il freno derivante dalla minore spesa per la costruzione di alloggi.

 

[…] Si prevede un’accelerazione degli investimenti nel 2025, man mano che l’attuazione dei progetti sostenuti dal Pnrr accelera, stimolando sia la spesa per le infrastrutture che l’acquisto di beni materiali e immateriali delle imprese, che si prevede trarranno vantaggio anche dal miglioramento delle condizioni finanziarie.

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI

 

Si prevede che questa impennata nella spesa in conto capitale si tradurrà in una crescita più forte delle importazioni, al di sopra delle prospettive leggermente in miglioramento per le esportazioni.

 

Quanto all’inflazione è diminuita costantemente lo scorso anno rispetto al picco del 2022, guidato dal rapido calo dei prezzi dell’energia passando gradualmente agli altri beni, ma anche dai limitati incrementi dell’inflazione dei servizi.

 

 Nel quarto trimestre del 2023 l’inflazione è scesa all’1% su base annua ed è rimasta al di sotto dell’1% a gennaio. Gli aumenti salariali moderati hanno finora contribuito a tenere sotto controllo i prezzi. Con il graduale rinnovo dei principali contratti collettivi di lavoro, ci si aspetta che i lavoratori recuperino le passate perdite di potere d’acquisto.

PAOLO GENTILONI - GIANCARLO GIORGETTI

 

[…] Nel 2024 in Germania la crescita del Pil più bassa, 0,3%

[…] Nel 2024 sarà della Germania la palma dell’economia che cresce meno sia nell’Eurozona che nella Ue: 0,3%, seguita (nell’area euro) da Olanda con 0,4%; Estonia, Austria e Finlandia con 0,6%. L’Italia crescerà dello 0,7%, la Francia 0,9%, la Spagna 1,7% (confermato il buon trend di crescita che dura dal 2021), il tasso di crescita più alto tra le grandi economie del continente. Nel 2025 l’Italia e la Germania, con un tasso di crescita del pil dell’1,2% si collocheranno all’ultimo posto seguite da Francia (1,3%), Olanda (1,4%). La Spagna crescerà del 2%.

 

raffaele fitto giancarlo giorgetti paolo gentiloni

[…] È soprattutto il conflitto in Medio Oriente a far temere gli effetti peggiori per l’economia. Un nuovo drastico rallentamento del commercio internazionale, provocato dalle chiusure nel Canale di Suez, potrebbe riaccendere i prezzi dei trasporti e dell’energia, costringendo le Banche centrali a correre ai ripari. Per questo la Bce non ha fretta di annunciare il primo taglio dei tassi. «Anche se sull’inflazione stiamo andando nella giusta direzione, non dobbiamo agire prematuramente», ha detto De Guindos. «Ci vorrà ancora del tempo prima di avere le informazioni necessarie che confermino che l’inflazione sta tornando al target del 2%», ha aggiunto, allontanando l’attesa svolta di politica monetaria che analisti e mercati si aspettano prima dell’estate. Francoforte lascia i riflettori accesi su diversi «fattori di rischio», tra cui la pressione dei salari che «resta elevata e non abbiamo abbastanza dati per confermare che si stia allentando».

giorgia meloni ursula von der leyen vertice italia africa

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