fisco tasse

SIAMO IN MUTANDE E CI SPENNANO PURE - NO ALLA PROROGA DELLA SOSPENSIONE DEI DEBITI VERSO IL FISCO: SVANISCONO LE SPERANZE DI PARTITE IVA E PICCOLE IMPRESE - DA GIOVEDÌ 16 OTTOBRE UNO TSUNAMI DI 9 MILIONI DI CARTELLE È PRONTO AD ABBATTERSI SUI CITTADINI E AZIENDE - SIA L'AGENZIA DELLE ENTRATE CHE GLI AGENTI LOCALI E I COMUNI POTRANNO COSÌ RIPRENDERE LE ATTIVITÀ USUALI, INCLUSI I PIGNORAMENTI DI STIPENDI O PENSIONI…

GDeF. per “il Giornale”

fisco 32

 

«Ho detto all'Agenzia delle Entrate che adesso bisogna ripartire con grande gradualità». Il ministro dell' Economia, Roberto Gualtieri, intervenendo ieri a Rainews 24, ha frustrato le residue speranze di partite Iva e piccole imprese circa un' ulteriore proroga della riscossione coattiva. «Parliamo di debiti verso il fisco di anni precedenti che non c' entrano niente con il coronavirus e che è giusto che i contribuenti saldino, ma nel tempo che sarà necessario», ha aggiunto ricordando che «abbiamo rinviato molte tasse e abbiamo anche sospeso per parecchi mesi tutte le cartelle» e adesso «ci sarà la necessaria gradualità».

 

Secondo il titolare del dicastero di Via XX Settembre, le rimostranze delle opposizioni sono esagerate. «Nessuna tragedia epocale, come viene annunciata ma una normale ripresa graduale di un' attività di riscossione che è fisiologica e avviene in tutti i Paesi», ha chiosato sminuendo i timori di chi considera il riavvio rapido delle procedure esecutive un macigno sulla strada della ripresa.

 

fisco 5

E così da giovedì 16 ottobre uno tsunami di 9 milioni di cartelle è pronto ad abbattersi sui cittadini e aziende. Sia l' Agenzia delle Entrate - Riscossione, guidata da Ernesto Maria Ruffini (foto), che gli agenti locali e i Comuni potranno così riprendere le attività usuali, inclusi i pignoramenti di stipendi o pensioni. L' amministrazione finanziaria è tenuta, infatti, a procedere all' esecuzione di cartelle di pagamento, accertamenti esecutivi, accertamenti doganali e ingiunzioni fiscali.

 

«I professionisti hanno dovuto ugualmente sborsare circa 3mila euro per le rate Inps e Inail, e per il 65% delle partite Iva italiane a dicembre si sommeranno anche i debiti fiscali rateizzati: circa 6mila euro in media di tasse da versare in varie forme, al fisco», ha commentato il capogruppo di Forza Italia al senato, Anna Maria Bernini che l' ha definito «un salasso per molti impossibile da sostenere».

fisco 1

 

I dati del ministero dell' Economia, però, evidenziano come le casse dell' erario stiano per svuotarsi. Nel periodo gennaio-agosto 2020, le entrate tributarie sono ammontate a 271,5 miliardi di euro, con un calo del 5,8% rispetto allo stesso periodo dell' anno scorso. Contestualmente le entrate derivanti da attività di accertamento e controllo si sono fermate a 5,5 miliardi (-29,9%). Insomma, i decreti emergenziali hanno prodotto un «buco» che finora è stato coperto solo con il deficit e che ora deve essere in qualche modo riparato senza fare sconti.

 

Le bozze della Nadef, circolate ieri prima del Consiglio dei ministri, non lasciano spazio alla fantasia: la leva fiscale sarà l' architrave delle prossime mosse del governo perché ci sono molte incertezze sul futuro. Gualtieri ha tenuto a precisare che non ci sarà «nessun passo indietro sulla riforma fiscale e stiamo valutando di anticipare alcuni pezzi». Ecco perché «presenteremo un disegno di legge delega che sia operativa dal primo gennaio 2022».

fisco 55

 

Gualtieri ha cercato di usare l' arma dell' ironia. «Ho letto con divertimento alcune ricostruzioni sulla stampa, secondo cui prima avremmo fatto una riforma storica, poi il governo ha deciso di rinviare la riforma; noi non abbiamo mai cambiato opinione», ha detto. La verità, testimoniata dalla ripresa della riscossione, è che senza aumentare il prelievo fiscale non si può fare niente.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…