uber bancomat

SILICON BANKING - PURE UBER LANCIA LA SUA MONETA E SI FA LA SUA BANCA. A DIFFERENZA DI FACEBOOK, CHE PER ORA HA FATTO FLOP CON LIBRA (MA TORNERÀ ALL'ATTACCO) UBER HA UNA BASE DI CLIENTI GIÀ PRONTA: I SUOI QUATTRO MILIONI DI AUTISTI, CHE APRENDO IL CONTO ''DENTRO CASA'' AVRANNO PAGAMENTI IMMEDIATI E SCONTI SUL CARBURANTE...

Sandra Riccio per “la Stampa

 

Anche Uber prova a fare la banca. Il colosso americano, che ha ideato il servizio di autisti privati via app e che gestisce anche le consegne di cibo a domicilio, ha annunciato la nascita della sua divisione «Uber Money». La nuova struttura proporrà conti correnti, carte di pagamento, wallet (portafogli elettronici) e programmi fedeltà ai soli autisti e fattorini, una «popolazione» che oggi può contare su oltre quattro milioni di persone in tutto il mondo.

 

Gli utenti attivi, invece, sono oltre 110 milioni. Anche per loro ci sono vantaggi dalla novità appena annunciata.

uber

Il nuovo sistema renderà la vita più facile ai tanti autisti e ai fattorini che potranno subito incassare, monitorare e gestire quello che guadagnano.

Oggi devono attendere una settimana prima di avere a disposizione il proprio incasso.

 

La novità è introdotto direttamente nell' app di Uber che poi è quella utilizzata per gestire gli «ordini». Questo favore è però previsto, a patto di avere un conto e una carta di debito Uber. Il nuovo strumento è supportato da Visa e da Green Dot, colosso delle carte prepagate. Non ci sono costi fissi.

 

In aggiunta c' è invece un generoso premio: gli autisti e i driver che utilizzano la carta, avranno a disposizione un programma di cashback (di rimborsi) sulle spese di carburante tra il 3 e il 6%. In questo modo chi lavora per Uber non avrà la necessità di avere un secondo conto corrente per i pagamenti e resterà all' interno del portale perché premiato. Per ora Uber Money sarà testato negli Stati Uniti per raggiungere, in una seconda fase, Messico e Brasile, due mercati vicini agli Usa e molto sensibili a questo nuovo tipo di servizio.

UBER CONTRO TAXI

 

I benefici per gli utenti? Tra le novità c' è anche il portafoglio elettronico, l' Uber Wallet, che coinvolge anche la clientela e che è, pure questo, integrato nell' app. Gli utenti, con questo borsellino digitale, possono monitorare le spese fatte nel mondo Uber. E' prevista però anche una carta di credito, in collaborazione con Barclays. Anche qui non manca l' incentivo economico: gli utenti che la utilizzano riceveranno un cashback del 5% sulle cifre spese su Uber, Uber Eats, Jump (il marchio delle bici e dei monopattini elettrici condivisi) e Copter (il servizio con cui s prenotano voli da Manhattan all' aeroporto Jfk).

 

La proposta è ricca e minaccia il mondo delle banche. Lo sconfinamento di Uber nel mondo dei servizi finanziari potrebbe essere solo un primo passo. In rampa di lancio potrebbe esserci già una super-app con offerte anche nel mondo delle polizze o dei micro-investimenti o alla previdenza. Il raggio d' azione del colosso nato con i taxi privati è grande: il «gross booking» (cioè quanti soldi transitano dalle app) ha superato i 30 miliardi di dollari nei primi sei mesi del 2019.

uber stelline per autisti e passeggeri

 

La mossa di Uber non è una novità. Già altri grandi gruppi del mondo delle nuove tecnologie stanno provando a mettere nel mirino il ricco mondo dei servizi finanziari. L' elenco di incursioni è lungo e parte da Google, per arrivare a Samsung, Apple, fino a Facebook.

 

L' obiettivo, nella fase iniziale, non è però intercettare un nuovo flusso di incassi. «Si tratta piuttosto di un nuovo filone aperto dai big di Internet che con i sistemi di pagamento fatti in casa cercano di accrescere il legame relazionale che hanno con il proprio cliente - spiega Carlo Alberto Carnevale Maffè, Docente di strategia aziendale e studioso di monetica all' Università Bocconi di Milano -. In pratica è un modo per circondare di attenzioni il cliente, tenerselo stretto ma allo stesso tempo è anche una sofisticata macchina di raccolta dati».

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)