generali leonardo del vecchio alberto nagel philippe donnet francesco gaetano caltagirone

SORPRESA! “REPUBBLICA” SCOPRE CHE LE AZIONI GENERALI CHE MEDIOBANCA HA PRESO A PRESTITO (A CHE PREZZO?) PER AVERE PIÙ DIRITTI DI VOTO NELL’ASSEMBLEA CHE IL PROSSIMO APRILE RINNOVERÀ IL CDA, E CHE VEDE L’ISTITUTO DI NAGEL IN CONTRAPPOSIZIONE CON DEL VECCHIO, CALTAGIRONE, CRT E BENETTON, SONO FRANCESI. LE AZIONI SONO STATE PRESTATE DALLA BANCA PARIGINA BNP, E SAREBBERO DI PROPRIETÀ DEL COLOSSO ASSICURATIVO AXA (DOVE DONNET HA INIZIATO LA SUA CARRIERA): TUTTO NORMALE? – MESSINA HA MOLLATO NAGEL?

1 -  MEDIOBANCA, ASSIST FRANCESE È BNP PARIBAS A PRESTARE IL 4,3% DI GENERALI A NAGEL

Sara Bennewitz per “la Repubblica”

Francesco Saverio Vinci DG Mediobanca Alberto Nagel Ad e Renato Pagliaro Presidente di Mediobanca 0_pr

 

È la prima banca francese l'intermediario che per conto di Mediobanca ha messo insieme un pacchetto pari al 4,3% dei diritti di voto di Generali, e che così facendo ha fatto salire la presa di Piazzetta Cuccia sul Leone dal 12,9 al 17,2%. 

 

Bnp Paribas, per conto di alcune importanti istituzioni finanziarie sue clienti (tra di loro si fa anche il nome di Axa), avrebbe organizzato quello che in gergo si chiama prestito titoli. Un prestito che servirà all'ad di Mediobanca Alberto Nagel ad avere munizioni nell'assemblea di aprile, quando voterà la lista del cda che il board del Leone sta stilando per rinnovare il management. 

LEONARDO DEL VECCHIO NAGEL

 

È abbastanza comune presso le grandi assicurazioni e i fondi istituzionali di lungo termine avere nelle gestione di portafoglio e tra gli investimenti di lungo termine azioni di società assicurative, e Generali rispetto alle sue rivali europee è quella che ha uno dei rendimenti maggiori rispetto al dividendo; pertanto è l'investimento azionario ideale per garantire polizze assicurative o grandi patrimoni nel lungo periodo. 

 

PHILIPPE DONNET ALBERTO NAGEL

Interpellata su chi le abbia prestato i titoli di Generali, Mediobanca si è trincerata dietro un "no comment". Il contratto che ha un valore di 5-10 milioni è infatti coperto da un accordo di riservatezza, e se anche Nagel conosce il nome della banca che ha fatto da tramite, non può sapere chi sono i clienti per cui questa si muove. 

 

Il prestito titoli tra l'altro solleva la banca francese e alcune istituzioni transalpine, dall'imbarazzo di andare a votare a favore (o ancor peggio contro) Philippe Donnet, manager che ha iniziato la sua carriera proprio in Axa e da anni alla guida di un rivale come Generali. La stessa Generali non voterebbe contro i rinnovi dei vertici delle sue rivali e verosimilmente altrettanto faranno Axa, Allianz, Groupama, Amundi e altri investitori, che erano presenti anche alle all'ultime assemblee del Leone con quote frazionali. 

CALTAGIRONE NAGEL GALATERI

 

Intanto ieri Leonardo Del Vecchio, primo azionista di Mediobanca con il 19%, e terzo del Leone dopo Piazzetta Cuccia e Francesco Gaetano Caltagirone (6,2%), è tornato a comprare Generali. Tra il 24 e il 27 settembre, ovvero i giorni in cui si svolgevano il comitato nomine e il cda del Leone per dare il via libera alla procedura per preparare la lista del board, la Delfin ha comprato altre 863 mila azioni (lo 0,055%) salendo al 5,188% di Generali. 

 

E così il patto di consultazione in vista del rinnovo dei vertici di Trieste, che lega Del Vecchio, Caltagirone e la Fondazione Crt (1,23%) è salito al 12,62%. Gli acquisti su Trieste e il cambio della governance di Mediobanca chiesto martedì da Del Vecchio, ieri hanno fatto salire sia le Generali (+0,93% a 18,42 euro), sia i titoli di Piazzetta Cuccia (+2,73% a 10,34 euro). 

 

axa

Il Leone, per effetto dello scontro con i soci, ha fatto in questi mesi un balzo del 20% tornando sui massimi che non vedeva dal 2010, e sopra i prezzi di carico di Mediobanca ( 18,25 euro per azione). In Mediobanca, infine, dopo la disdetta dei Benetton (2,1%), il patto di consultazione "light" è all'8,6%.

 

philippe donnet all axa

A breve non sono attese nuove defezioni, anche se Mediolanum (3,28% del capitale) considera la partecipazione come finanziaria, e quindi in teoria disponibile per la vendita. Potrebbe invece entrare nel patto la famiglia Monge (cibo per animali), che ha l'1% della banca.

 

2 - MEDIOBANCA ALLARGA IL PATTO DEI SOCI NUOVI INGRESSI PER TORNARE OLTRE IL 10%

Francesco Spini per “La Stampa”

 

ALBERTO NAGEL CARLO MESSINA

L'uscita dei Benetton dal patto di Mediobanca sarà sostanzialmente indolore. Già oggi, in occasione della riunione degli aderenti all'accordo di consultazione dimagrito all'8,63% dopo il forfait del 2,1% di Treviso, si potrebbero registrare nuovi ingressi e arrotondamenti tali da riportare l'intesa ad aggregare di nuovo più del 10% del capitale. Pronta ad entrare, con il suo 1%, ci sarebbe anzitutto la famiglia Monge. Alcuni azionisti come per esempio Gavio, Lucchini, Vittoria sarebbero poi pronti a ritoccare all'insù le proprie quote. 

luciano benetton nudo sulla copertina di panorama

 

Altri ingressi potrebbero registrarsi nei prossimi mesi, tali da ingrossare le fila dei soci storici, molti dei quali (si pensi a Unipol) rimangono fuori dal patto. Ma a dettare il ritmo borsistico di Piazzetta Cuccia resta il «quadro speculativo» che resta «vivace», per dirla con gli analisti di Equita, per via della vicenda delle Generali: il titolo di Piazzetta Cuccia balza del 2,73%. 

 

E lo deve in buona parte all'attivismo mostrato da Leonardo Del Vecchio il quale, in vista dell'assemblea del 28 ottobre, ha chiesto modifiche allo statuto per eliminare l'obbligo di presenza in cda di tre manager e per aumentare i posti riservati alle minoranze. Una storia che si intreccia con la battaglia delle Generali. 

 

MARIO MONGE

Qui Mediobanca ufficializza alla Consob la salita da poco meno del 13 al 17,24% attraverso un prestito titoli, mentre sempre Del Vecchio torna a comprare azioni di Trieste: arriva al 5,19% e porta il patto di consultazione (che contesta la lista del cda e la ricandidatura di Philippe Donnet) stretto con Francesco Gaetano Caltagirone e Crt al 12,62%. Un braccio di ferro destinato a continuare fino ad aprile, quando si terrà l'assemblea per rinnovare il cda. 

 

Piazzetta Cuccia, in quest' ottica, si prepara a difendere il proprio interesse economico su Trieste tutelandosi di fronte a tutte le eventualità. Sia che si concretizzi, come spera, la lista del cda, sia che alla fine tocchi ancora a lei farla (da posizioni di maggioranza o anche di minoranza), Mediobanca col 17% ha già la ragionevole certezza di avere un proprio rappresentante in cda. In tal modo potrà continuare a consolidare le Generali in quella che considera una difesa degli interessi dei propri azionisti, visto che il Leone dà a Piazzetta Cuccia circa un terzo degli utili ed è calcolato nel piano. 

 

MEDIOBANCA

Ma soprattutto Mediobanca continuerà a difendere la soluzione della lista del consiglio: un sistema che considera moderno, apprezzato dal mercato e diffuso in società prese a modello anche dai soci privati delle Generali come ad esempio Zurich e Axa. L'unanimità? Non è prevista da nessuna regola. Tanto più che la lista, è il ragionamento, è stata promossa in questo caso anzitutto dai rappresentanti di Assogestioni, ossia dai fondi. 

 

Le possibilità che si arrivi a un accordo sono molto affievolite non solo dalla determinazione del consiglio ma anche perché, si ragiona nell'istituto, un incontro tra azionisti comporterebbe rischi di concerto, visto le quote elevate raggiunte dai protagonisti della vicenda. C'è chi intravede ora un rischio che la battaglia vada oltre l'assemblea di aprile. Molto dipenderà dal livello di gradimento che il mercato riserverà alla lista del consiglio che, si scommette tra i suoi sostenitori, mediamente è più elevato di qualsiasi compagine proposta dagli azionisti.

 

Carlo Acutis Vittoria Assicurazioni

3 - MEDIOBANCA: PATTO RISALE AL 10% CON INGRESSO MONGE ++ 

 (ANSA) - L'accordo di consultazione di Mediobanca si riporta a circa il 10% del capitale, dopo la disdetta arrivata dai Benetton per il loro 2,1%, che avrà efficacia dal primo gennaio prossimo, grazie all'ingresso di Monge & C con l'1,09% e all'arrotondamento degli altri storici partecipanti. 

 

Beniamino Gavio

Gavio è salito all' 1,25% (da 0,6%) e Lucchini allo 0,53% (da 0,38%). Inoltre Angelini e Vittoria Assicurazioni (Acutis) risultavano già saliti rispettivamente allo 0,45 e allo 0,25%. E' quanto emerge dal comunicato diffuso dopo l'assemblea del patto che ha approvato all'unanimità l'arrivo di Monge. 

 

L'assemblea dei partecipanti all'accordo parasociale, riunita stamane in Piazzetta Cucciaa sotto la presidenza di Angelo Casò, oltre ad approvare all'unanimità l'ammissione di Monge & C. Spa, azienda di Cuneo attiva nel cibo per animali, già azionista della banca con l' 1,09%, ha preso atto di una serie di variazioni. 

 

cimbri

Vittoria Assicurazioni nel corso del mese di giugno ha acquistato e apportato all'accord 1 milione di azioni e la partecipazione è salita allo 0,25% del capitale sociale. Il Gruppo Gavio nel periodo 8-19 luglio 2021 con Aurelia ha acquistato e apportato 1 milioni di azioni facendo aumentare la partecipazione allo 0, 48% del capitale e quella del Gruppo Gavio allo 0,77%) Il Gruppo Lucchini il 27 settembre ha chiesto di apportare ulteriori 1,1 milioni di azioni di proprietà Gilpar (100% della famiglia) e parallelamente, Sinpar ha acquistato e apportato 173 mila azioni. 

 

DIEGO DELLA VALLE CHIARAR FERRAGNI

La partecipazione del Gruppo siderurgico è pertanto oggi pari allo 0,53%. Infine Angelini Partecipazioni Finanziarie nel corso del mese di settembre ha effettuato operazioni di mercato su ulteriori 4 milioni di azioni (0,45%), che non rientrano nell'accordo. Per effetto di tali movimenti - si legge in una nota - la percentuale vincolata all'accordo sale temporaneamente dal 10,73% al 12,08%. 

 

L'assemblea del patto ha nel contempo preso atto della disdetta ricevuta da Schematrentatre (Edizione) per il 2,1% del capitale, avente efficacia dal prossimo 1°gennaio 2022. "Per effetto di tale disdetta, salve altre variazioni, la percentuale rappresentata dall'accordo si attesterà a circa il 10%", conclude il comunicato.

 

4 - MEDIOBANCA: PATTO PRONTO AD ALLARGARSI ANCORA

VINCENT BOLLORE GIOVANE

 (ANSA)- L'accordo di consultazione di Mediobanca "potrebbe allargarsi entro fine anno: c'è disponibilità degli attuali soci a salire e sono attese manifestazioni di interesse anche dall'esterno". Lo ha detto una fonte del patto al termine della riunione. "C'è inoltre l'appoggio di soci esterni all'accordo che hanno circa il 5%" ha aggiunto, riferendosi a Unipol, Bollorè, Della Valle e Bertazzoni, che "apprezzano il piano della banca e ne condividono la strategia". Nella riunione odierna non si è parlato nè delle richieste di Delfin nè di Generali. "Abbiamo apprezzato i risultati e il piano", ha detto uno dei partecipanti.

 

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