rete tim giorgia meloni giancarlo giorgetti

SOVRANISTI NELLA RETE – LE OPPOSIZIONI VANNO ALL'ATTACCO DEL GOVERNO MELONI PER IL VIA LIBERA ALLA CESSIONE DELLA RETE TIM AL FONDO AMERICANO KKR – PATUANELLI (M5S): “UN'INFRASTRUTTURA STRATEGICA NON PUÒ ESSERE  LASCIATA IN MANO AI PRIVATI, SOPRATTUTTO SE STRANIERI. IL GOVERNO SVENDE TUTTO IL VENDIBILE PER FARE CASSA” – IL PD: “L'ESECUTIVO DEVE RIFERIRE SUBITO AL PARLAMENTO DOPO AVER CONSEGNATO A UN SOGGETTO ESTERO IL CONTROLLO DELLA RETE DI TELECOMUNICAZIONI”

TIM: PATUANELLI, 'GOVERNO STA SVENDENDO ASSET NAZIONALI, CADE ENNESIMO VELO'

 

stefano patuanelli

(Adnkronos) - "Nei piani del Governo c'è una maxi  opera di privatizzazioni volta a recuperare decine di miliardi di euro  svendendo tutto il vendibile. Oggi è il turno della rete di  telecomunicazioni, ceduta al fondo americano Kkr.

 

Ricordo molto bene  quando, mentre si stava costruendo il progetto di rete unica sul  modello Terna, Giorgia Meloni ci attaccava perché stavamo, secondo  lei, svendendo gli asset nazionali. Cosa, ovviamente, non vera. Ora,  passati al Governo dopo gli anni tuonanti dell'opposizione nei quali  hanno racimolato ogni voto possibile, cade l'ennesimo velo". Così  Stefano Patuanelli (M5S), su Facebook.

 

RETE TIM - FONDO KKR

"La leader di Fratelli d'Italia solo nell'agosto del 2022 diceva: 'Seguire esempio di tutte le grandi democrazie occidentali a garanzia  della sicurezza nazionale. Un'infrastruttura strategica non può essere  lasciata in mano ai privati, soprattutto se stranieri'.

 

Questo Governo  di destra-centro è ormai avviluppato nel tentativo, molto ben  riuscito, di smentire tutto ciò che hanno propagandato. Svendita asset  nazionale, rimozione di ogni incentivo alle imprese, accettazione di  un Patto di Stabilità europeo penalizzante, crescita ormai certificata  allo zero virgola".

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI

 

"È una combinazione micidiale per il Paese, il Governo non gioca ad  alcun tavolo internazionale se non in maniera remissiva,  accondiscendente, con la sindrome dell'ultimo della classe. Questo è  un Governo eterodiretto che non tutela gli interessi nazionali, ormai  non c'è più alcun dubbio", conclude.

 

TIM: PELLEGRINI (M5S), 'GRAVISSIMA CESSIONE RETE TLC ALL'ESTERO, SOVRANISTI GENUFLESSI'

il dito medio di marco pellegrini alla camera

(Adnkronos) - ''Il M5S lo aveva denunciato  immediatamente. Purtroppo siamo arrivati alla gravissima decisione del  Governo Meloni di autorizzare la cessione della rete di  telecomunicazioni da parte di Tim a un veicolo partecipato dal fondo  americano Kkr in compagnia del fondo sovrano di Abu Dhabi. I sedicenti  sovranisti, che hanno speculato in campagna elettorale sul  patriottismo economico e sulla difesa delle infrastrutture italiane,  si sono quindi genuflessi per l'ennesima volta di fronte ai desideri  di alcuni poteri economico-finanziari ubicati all'estero, di fatto  cedendo un asset a dir poco strategico come la rete di  telecomunicazioni". Così Marco Pellegrini (M5S), componente della  Commissione difesa della Camera e del Copasir.

 

RETE TIM - FONDO KKR

"La nuova società che deterrà la rete, vedrà lo Stato italiano messo  all'angolo con uno striminzito 20% - continua - mentre il veicolo  estero partirà dal 65% con la concreta possibilità di salire intorno  al 73-75%. Nella nuova società della rete, infatti, Kkr potrà  conferire anche la sua partecipazione in FiberCop, la società della  rete secondaria già costituita all'epoca dagli americani con Tim. Nel  pacchetto di cui è stata autorizzata la cessione, al momento, è  compresa anche Sparkle, la società degli strategici cavi sottomarini".

 

"Siamo di fronte a una catastrofica ritirata dei patrioti alla  vaccinara da uno degli asset più importanti per lo sviluppo  tecnologico e la sicurezza dello Stato. E' un gravissimo regalo della  rete di telecomunicazioni all'estero, un regalo che polverizza anni di  ipocrita narrazione sovranista. La subalternità totale del Governo  Meloni ai poteri forti esteri rischia di svendere pezzetti di Italia  neanche fossimo tra le bancarelle di un mercato'', conclude.

 

TIM: PD, 'GOVERNO CONSEGNA ASSET A PRIVATO ESTERO, RENDA CONTO IN PARLAMENTO'

antonio misiani

(Adnkronos) - "Il governo Meloni ha autorizzato la  cessione della rete TIM al fondo infrastrutturale americano KKR,  rinunciando all'attivazione del golden power. È una decisione di  enorme portata, che consegna ad un soggetto privato estero il  controllo della rete di telecomunicazioni, un asset strategico di  fondamentale importanza per l'Italia. È indispensabile che il governo  renda conto al più presto di fronte al Parlamento sui termini  dell'operazione, a partire dagli strumenti previsti per tutelare gli  interessi nazionali e su come si intende salvaguardare i livelli  occupazionali e gli investimenti sulla rete". Così Antonio Misiani,  responsabile Economia del Pd, su twitter.

giuseppe conte stefano patuanelli

antonio misiani giuseppe conte

RETE TIM

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…