henry kravis salvatore rossi pietro labriola vincent bollore tim kkr

TIM DELLE MIE TRAME - KKR STRINGE SUI TEMPI DELL'OPERAZIONE: TRA QUIRINALE E INCERTEZZA SUL FUTURO DEL GOVERNO, RISCHIA UNO STALLO DI MESI – I CONTRASTI TRA IL PRESIDENTE ROSSI E IL DG LABRIOLA APRONO SPAZI SULLA RICHIESTA DEL FONDO AMERICANO DI UNA VERIFICA DEI CONTI. SENZA IL PARERE DEL BOARD DI TIM, IL GOVERNO NON PUÒ AMMETTERE CHE GLI AMERICANI PROCEDANO – PER IL CDA DEL 26 GENNAIO UNA NUOVA PROPOSTA DI KKR? - NEL CASO KKR FACESSE SCATTARE L’OPA, VIVENDI PRONTA A DIFENDERSI, MAGARI LANCIANDO UN'ALTRA OPA IN CUI POTREBBERO ESSERE AFFIANCATI DA ALTRI FONDI

Francesco Semprini per “La Stampa”

 

kkr

Kkr cerca sponde nell'amministrazione americana sull'operazione con Telecom Italia, ma Washington preferisce non intervenire. È quanto riferiscono a La Stampa fonti informate alla luce degli ultimi sviluppi e, soprattutto, delle attese sulla vicenda in vista del Cda di Tim fissato il 26 gennaio.

 

Il super fondo di investimento Usa - spiegano le fonti - si starebbe muovendo con l'amministrazione guidata da Joe Biden per aver supporto nelle manovre italiane che puntano all'entrata diretta in Tim e, soprattutto, stringere sui tempi dell'operazione. Anche se la manifestazione di interesse di Kohlberg, Kravis, Roberts & Co. è amichevole e senza scadenze - affermano alcuni osservatori - il fondo ha probabilmente un budget allocato o pensato per essere investito di soggetti privati che non sono disposti a tenerlo fermo ad oltranza.

 

salvatore rossi foto di bacco (1)

Ben inteso, come da prassi soprattutto sulle infrastrutture all'estero Kkr non vuole procedere in maniera ostile, ma sempre cercando un'interlocuzione, e nel caso di Tim, nel rispetto delle tre condizioni poste dagli stessi americani, ovvero la luce verde di Cda, governance aziendale e governo italiano. Non si può tuttavia neppure ipotizzare pazienza infinita - spiegano le fonti - perché il capitale ad un certo punto lo devi investire, non lo puoi tenere fermo più di tanto.

 

pietro labriola

E se si è fatto sufficiente "scouting" si può procedere. Quando? Il 26 gennaio è in calendario una riunione del Cda per esaminare le linee guida del piano industriale, ma quell'appuntamento potrebbe essere sfruttato da Kkr per introdurre al board una nuova proposta d'acquisto per Tim con meno paletti rispetto a quella di novembre.

 

In quell'occasione il fondo Usa aveva presentato una manifestazione di interesse dicendosi disponibile a presentare un'Opa sul gruppo condizionata a una due diligence di quattro settimane, e, appunto, al supporto del management e al gradimento del board, nonché ovviamente al via libera del governo che detiene i poteri di golden power.

 

BOLLORE' DE PUYFONTAINE

Nel caso partisse l'Opa tuttavia, al momento si tratterebbe di azione ostile non solo al Cda di Tim, ma anche al governo perché l'esecutivo non può ammettere che gli americani procedano senza che il Cda di Tim si sia espresso e senza il parere di Vivendi, ovvero l'azionista di riferimento. Il governo lascerà fare al mercato certo, ma potrebbe intervenire in fase successiva a protezione degli azionisti attuali di Tim. A maggior ragione perché rimangono alcuni nodi, come quello sul futuro dei 45 mila lavoratori.

 

Un'azione di Washington su Roma potrebbe essere uno stimolo in merito, magari in nome del rinnovato spirito atlantista. Mentre però per l'operazione tra Kkr e Fibercop ci fu un certo attivismo del dipartimento di Stato, ad ora non ci sarebbe volontà di muoversi perché per Foggy Bottom si tratta di una vicenda di mercato e come tale deve essere trattata.

henry kravis

 

Oltre al fatto che la finestra temporale della seconda metà di gennaio - fatta filtrare da più parti forse anche con l'obiettivo di stimolare il Cda di Tim - appare complicata dalla coincidenza con l'elezione presidente della repubblica italiana, che viene osservata con rigore e attenzione da Washington.

 

Le strategie di Kkr si incrociano con il lavoro del direttore generale di Tim Pietro Labriola sul piano industriale, che potrebbe già comprendere un progetto di scorporo della rete e di riassetto generale del gruppo, e con la volontà del socio pubblico Cassa Depositi e Prestiti di accelerare sul progetto della rete unica di banda larga combinando gli asset di Tim con quelli di Open Fiber.

 

thierry bollore'

Labriola - che vedrà i sindacati il 12 gennaio- sta lavorando al piano alternativo che mira a far emergere il valore dentro Tim (per cui è evidente ad alcuni che l'offerta degli americani è troppo bassa).

Ma cercherà anche di capire se c'è modo affinché si faccia partecipare Kkr, assieme a Vivendi e Cdp, al piano industriale di sviluppo di Tim che prevede la separazione della rete, partendo dai diversi obiettivi, con Cdp e Kkr più interessati alle infrastrutture e Vivendi più ai servizi.

 

Il gruppo guidato da Vincent Bolloré è pronto a seguire Cdp, a procedere alla separazione della rete a concentrarsi su «Serco», la società di servizi dove sarebbero pronti ad investire e anche fare acquisizioni, spiegano fonti vicine alle vicende francesi. Ma nel caso Kkr facesse scattare la manovra sono pronti a difendersi, magari lanciando un'altra Opa in cui - riferiscono le fonti - potrebbero essere affiancati da altri fondi.

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?