UNICREDIT, CERCASI PRESIDENTE - NEI PROSSIMI GIORNI SI RIUNIRÀ IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PER LA NOMINA DEL PRESIDENTE CHE PRENDERÀ IL POSTO DEL COMPIANTO SACCOMANNI. L’AD MUSTIER, ATTRAVERSO L’IMMARCESCIBILE MAURIZIO BERETTA, HA PROPOSTO AI CONSIGLIERI LA NOMINA DEL SUO VICE CESARE BISONI. LA PROPOSTA NON HA RACCOLTO GRANDI CONSENSI, ANZI PARECCHI MUGUGNI PER IL METODO USATO…

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JEAN PIERRE MUSTIER JEAN PIERRE MUSTIER

DAGOREPORT

Nei prossimi giorni si riunirà il consiglio di amministrazione di Unicredit. All’ordine del giorno la nomina del presidente che prenderà il posto del compianto Saccomanni. Nelle ultime settimane, la nuova passione dell’Ad Mustier è l’immarcescibile Maurizio Beretta, responsabile della comunicazione del gruppo. Il suo compito è stato quello di proporre a tutti i consiglieri di amministrazione la nomina del commercialista di Modena e attuale vicepresidente vicario Cesare Bisoni – un dirigente perfetto per Mustier perché non gli ha mai fatto ombra.

maurizio beretta maurizio beretta

 

La proposta non ha raccolto grandi consensi, anzi parecchi mugugni per il metodo usato, in quanto è risaputo che la BCE affida al ruolo di presidente più importanza rispetto al passato e soprattutto non può essere deciso dal’Ad. Per questa volta è molto probabile che passi Bisoni visto che resterà in carica solo per un anno e mezzo fino al prossimo rinnovo del CDA. A Mustier viene altresì contestato la selezione dei futuri consiglieri attraverso la società di “cacciatori di teste” Egon Zhender.

 

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business

LO SCONTRO IN CASA DE BENEDETTI SI SCRIVE GEDI E SI LEGGE CIR - LA CASSAFORTE CIR DETIENE IL 43,7% DEL GRUPPO EDITORIALE E, VISTO IL CROLLO DEL VALORE DEL TITOLO (DA 1,23 EURO A 25 CENTESIMI), NEL BILANCIO C’E’ UN ROSSO POTENZIALE CHE SUPERA I 200 MILIONI - PAVESI: “IL BUCO NON SARÀ MAI COLMABILE DEL TUTTO, LA SOLUZIONE PIÙ LOGICA SAREBBE SCORPORARE IN UNA BAD COMPANY ‘LA REPUBBLICA’ CON ‘L'ESPRESSO’, COSÌ CHE LA PARTE BUONA (RADIO E TESTATE LOCALI) POSSA VALORIZZARSI…”

CARLO NON FARLO! – DE BENEDETTI PER “REPUBBLICA” SOGNA LA FONDAZIONE MODELLO “GUARDIAN” CHE IN 7 ANNI HA ACCUMULATO PERDITE PER 444 MLN DI EURO – MA, A 85 ANNI, PUNTAVA SOLO A FARE CASINO PER ESSERE DI NUOVO AL CENTRO DELLA SCENA, ACCREDITARSI COME “QUELLO CHE DECIDE”, QUANDO NESSUNO SE LO FILA PIÙ - L’UNICA COSA CHE È RIUSCITO A FARE È, NELLA SOSTANZA, METTERE LA GEDI SUL MERCATO QUANDO I FIGLI NON AVEVAMO NESSUNA INTENZIONE DI VENDERE (CATTANEO E MARSAGLIA SONO STATI GENTILMENTE ACCOMPAGNATI ALLA PORTA)