porto taranto cina ferretti group

LA VIA DELLA SETA PASSA DA TARANTO – ECCO COME I CINESI SI SONO PRESI IL PORTO PUGLIESE, CON L’AIUTO DEL GOVERNO! - LO SCORSO ANNO LA GESTIONE DEL TERMINAL CONTENITORI È STATA AFFIDATA AI TURCHI DI YILPORT, SOCIA DELLA COMPAGNIA DI STATO CINESE. NON SOLO, L’AREA DELL’EX YARD BELELLI STA PER FINIRE AL FERRETTI GROUP, CONTROLLATO DALLA SOCIETÀ DEL DRAGONE WEICHAI, CON 15 MILIONI DI FONDI PUBBLICI - I DUBBI DEL COPASIR SULLA SICUREZZA E IL RUOLO DEL SOTTOSEGRETARIO M5S MARIO TURCO

porto taranto 3

 

Estratto dell’articolo di Giuliano Foschini per “la Repubblica”

 

(…) Ma l'Ilva non è tutto. Il nuovo centro di Taranto è il mare, il suo porto, tra i più importanti del Mediterraneo, che si trova oggi a essere centro della partita geopolitica più importante, quella tra l'Occidente e la Cina.

 

mario turco giuseppe conte

Come ha raccontato ieri Repubblica - con un articolo del direttore, Maurizio Molinari - i porti sono uno dei due tasselli (con il 5G) attorno al quale si gioca in Italia la partita fra Cina e Stati Uniti. E lo sono perché il porto di Taranto sta finendo sotto l'influenza cinese.

 

porto taranto

Tutto è cominciato lo scorso anno quando è stata affidata, per i prossimi 49 anni, la gestione del terminal contenitori (prima controllato da una società di Taiwan) ai turchi di Yilport Holding. Un'informativa dell'Aise, il nostro servizio di intelligence estera, ricostruisce come Yilport sia socia della Cosco, compagnia di Stato cinese.

 

ferretti group

Sempre a Taranto sta per chiudersi poi l'operazione per l'affidamento dell'area dell'ex yard Belelli, una delle più grandi del porto (220mila metri quadrati), al Ferretti group, oggi controllato per l'85 per cento dai cinesi del Weichai Group. Dovranno costruire scafi e realizzare un centro di ricerca.

 

(…) I cinesi vogliono Taranto perché è cruciale - come Genova e Trieste, dove però le operazioni a oggi sono più complesse - nella via della Seta, il mastodontico programma di investimenti infrastrutturali che dovrebbe collegare Europa ed estremo Oriente. Taranto rappresenta storicamente, però, uno snodo fondamentale per i Paesi Nato, oltre a essere una dei porti principali della Marina militare italiana.

 

L'ex Belelli che finirebbe nelle mani cinesi dista meno di dieci miglia dall'insediamento Nato da cui partono le operazioni più delicate e sensibili del Mediterraneo. Per questo il Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, ha chiesto ai nostri servizi un dossier, preoccupata per le ripercussioni che un'operazione come quella di Taranto potrebbe avere sulla sicurezza nazionale. Anche perché il tutto non nasce per caso.

 

XI JINPING GIUSEPPE CONTE

Ma è, invece, frutto di una scelta politica ben precisa del governo e di un rappresentante in particolare, il sottosegretario alla presidenza, il senatore tarantino Mario Turco, esponente dei 5 Stelle, assai vicino al premier Giuseppe Conte. Turco ha la responsabilità del Cis, il Comitato istituzionale per l'area di Taranto, un miliardo di euro complessivi.

 

L'investimento Ferretti godrà di un aiuto pubblico importante, con una bonifica grazie a fondi pubblici da 15 milioni e un investimento di reindustrializzazione da poco meno di 100 milioni, in parte del Cis. «Sono investimenti che serviranno a far rinascere la città», dice il sindaco, Rinaldo Melucci, imprenditore che arriva proprio dal mondo portuale. «E a compensare quei posti di lavoro che Ilva sta lasciando per strada».

mario turco

 

(…) «La situazione a Taranto è molto delicata», dice il presidente di Confindustria, Antonio Marinaro. «La città ha bisogno di investimenti e di lavoro, Non ci possiamo permettere di soffermarci sulla provenienza degli investitori. Ma sulla loro serietà». (…)

weichai sponsor di ferraricosco shipping 2porto di taranto porto di genova 1container al porto di genova Il porto di Taranto porto taranto 4Il porto di Taranto porto di taranto porto di taranto ferretti group yacht ferretti group weichai

 

ferretti group yachtporto taranto 2porto taranto

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…