francesco milleri leonardo del vecchio hubert sagnieres

PER UNA VOLTA, GLI ITALIANI SI PRENDONO UN’AZIENDA FRANCESE! - LEONARDO DEL VECCHIO OGGI S’IMPORRÀ UNA VOLTA PER TUTTE COME PADRONE DI “ESSILUX”, DOPO AVER DETTO AU REVOIR ALLA GOVERNANCE PARITETICA CON SAGNIÈRES - GLI AZIONISTI OGGI VOTERANNO UNA NUOVA COMPOSIZIONE DEL CDA, PER LA MAGGIORANZA DALLA PARTE DEL PAPERONE DI AGORDO, E IL SUO BRACCIO DESTRO FRANCESCO MILLERI DOVREBBE ESSERE CONFERMATO DEFINITIVAMENTE COME AD…

Leonardo Martinelli per “La Stampa”

Leonardo Del Vecchio

 

Scocca l' ora degli «italiens» ai vertici di Essilux, il colosso mondiale franco-italiano, nato dalla fusione di Essilor (lenti) e di Luxottica (montature per occhiali). O meglio, scocca l' ora di Leonardo Del Vecchio che oggi, all' assemblea del gruppo, s' impone una volta per tutte come il «padrone»: gli azionisti voteranno una nuova composizione del Cda, per la maggioranza dalla sua parte. E il braccio destro di Del Vecchio, Francesco Milleri, già amministratore delegato di Essilux (ma in maniera provvisoria), dovrebbe essere confermato definitivamente al suo posto.

 

HUBERT SAGNIERES E LEONARDO DEL VECCHIO

Abituati piuttosto al contrario (i francesi che conquistano i «gioielli» del made in Italy), stavolta sono gli italiani a imporsi e stiamo parlando di un gruppo da 16 miliardi di euro di fatturato e 140mila dipendenti in tutto il mondo.

 

Il settimanale francese «Obs» ha dedicato alla vicenda un lungo articolo dal titolo: «Come l' Italia ha preso il controllo di uno dei fiori all' occhiello del Cac 40», il listino principale della Borsa di Parigi. Il giornale riduce gli scontri tra le due componenti (francese e italiana) nei primi tre anni di fusione, operativa dal 2018, a una «commedia dell' arte».

Milleri Del Vecchio

 

Ma in realtà dal principio Del Vecchio era il maggiore azionista (con il 32% del capitale più il 2% del suo alleato Giorgio Armani). Era stato nominato Ceo e numero 2 l' allora patron di Essilor, Hubert Sagnières, ma con gli stessi poteri dell' italiano. In quale azienda del mondo il «vice» conta quanto il capo? All' assemblea di oggi naufraga l' illusione un po' ipocrita di una «governance paritaria».

 

Da quando è stato chiaro, alla fine dell' anno scorso, che Del Vecchio e Milleri avessero vinto la loro battaglia, l' azione in Borsa è decollata (ieri ha segnato un rialzo del 2,65% a 141 euro, vicina al record di 144,7 del gennaio 2020, ma nel frattempo, nel novembre scorso, era scesa ai 106 euro), grazie anche a una performance di Essilux a livello di business davvero ottima: il primo trimestre del 2021 si è chiuso con un fatturato in aumento del 14,3% su base annua e dell' 1,9% superiore a quello del primo trimestre del 2019 (l' emergenza Covid è stata già digerita).

Milleri Del Vecchio

 

Intanto, martedì scorso i sindacati di Essilor in Francia hanno proclamato uno sciopero (seguito solo da alcune centinaia di dipendenti), che partiva dalla protesta contro la decisione di accorpare la produzione di quattro impianti in un nuovo stabilimento in costruzione nella regione di Parigi.

 

I sindacalisti hanno anche puntato il dito contro la supposta volontà di Del Vecchio a spostare in Italia la sede di Essilux, che dagli inizi è stata installata in Francia. All' assemblea di oggi una decisione di questo tipo non è in programma.

 

Ma, come indicano fonti vicine alla dirigenza di Essilor a Parigi, «lo statuto attuale dell' impresa lo potrebbe già permettere». Forse è solo questione di tempo.

Ultimi Dagoreport

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)