pokemon diamante lucente e perla splendente

DAGOGAMES BY FEDERICO ERCOLE - CIAO MAMMA, ME NE VADO IN CERCA DI POKÉMON, ANCORA UNA VOLTA! SONO USCITI PER SWITCH I RIFACIMENTI “LUCENTI E SPLENDENTI” DI DIAMANTE E PERLA CON LA LORO INDIMENTICABILE QUARTA GENERAZIONE DI CREATURE FANTASTICHE. UNA FONTE DI MERAVIGLIA PER I BAMBINI, UNA POSSIBILE DELUSIONE PER QUEGLI ADULTI CRESCIUTI CON I POKÉMON CHE NON TROVANO PIÙ LA FANCIULLEZZA INTERIORE NECESSARIA PER STUPIRSI... - VIDEO

Federico Ercole per Dagospia

 

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I videogame dei Pokémon dovrebbero essere considerati un rito di passaggio fondamentale attraverso il confine tra gioco infantile o adolescenziale e quello adulto. Sarebbe quindi necessario, quand’anche doloroso, decidere di abbandonarli crescendo, a meno che non li si esperisca con una ricercata e ritrovata giovinezza interiore. 

 

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Le regioni dei Pokémon sono come l’isola che non c’è, può essere difficile rintracciarne la strada da grandi e risulta bizzarro ed egoistico che le generazioni che sono cresciute con le creature inventate da Satoshi Taijiri venticinque anni fa, oggi esigano che queste crescano con loro, che i videogame dei Pokémon si adattino alla loro età invece di continuare a deliziare il loro pubblico di riferimento, quello dei bambini ancora in grado di reperirvi motivi di meraviglia e divertimento. 

 

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Se non si gioca ai Pokémon con uno sguardo giovane è inevitabile provare sentimenti di delusione, desiderare una mutazione, dimentichi della loro originale qualità che rimane intonsa per appagare nuove schiere di bambini che saranno poi quelli che in futuro preferiranno uno Shin Megami Tensei V a Fortnite.

 

E a proposito di trentenni e quarantenni disillusi da Pikachu e compagnia, l’apocalittico, mistico e mitologico Shin Megami Tensei V, appena uscito per Switch, è proprio una specie di Pokèmon per adulti, giocateci per ritrovare l’ebbrezza perduta invece che intristirvi con un videogame che potrebbe alimentare tristi nostalgie. 

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Se continuo a giocare, scrivere e a divertirmi con i Pokémon è perché vivo i loro videogame attraverso gli occhi di mio figlio, cogliendo la sua passione che diviene contagiosa. Così sono le ragioni di un ragazzino di undici anni quelle che ho tentato di tradurre ogni volta che negli ultimi anni ho scritto qualcosa sui Pokémon, innestate inoltre con quelle dei suoi amici e compagni che vi stanno giocando nello stesso periodo.

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Anche adesso ho ceduto quindi i controller a mio figlio, limitandomi ad osservare Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente, remake per Nintendo Switch dei videogiochi originali sulla quarta generazione usciti nel 2006 per DS.

 

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ANCORA UNA VOLTA IN VIAGGIO

Ambientato nella regione di Sinnoh, vagamente ispirata all’isola di Hokkaido, i rifacimenti di Pokémon Diamante e Perla cominciano con il consueto viaggio di una giovane allenatrice o allenatore poco più che bambino. Si saluta la mamma, si acquisisce la prima creatura –qui si sceglie tra la tartaruga-fogliolina Turtwig, lo scimpanzé fiammante Chimchar o l’algido pinguinetto Piplup- e si parte incrociando talvolta il solito amico/antagonista, sfidando un capo palestra dopo l’altro e tentando questa volta di sventare i complotti criminosi del Team Galassia. 

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Come sempre le due edizioni differiscono per un ridotto numero di Pokémon esclusivi e soprattutto per la creatura leggendaria principale, in Diamante c’è il controllore del tempo Dialga e in Perla il distorsore dello spazio Palkia. 

 

La veste grafica delle ambientazioni è volutamente “retro” ma risulta deliziosa e gradevole così come lo sono i tenerissimi modelli dei personaggi umani , compresi quelli dei cattivi, che le abitano. Davvero accattivanti sono le superfici acquatiche, un elemento realistico in una rappresentazione dello spazio così cartoonesca e “naive”.  

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Sono state velocizzate rispetto all’originale le numerosissime battaglie tra i Pokémon (si ricorda che questi non muoiono, ma si arrendono esausti se sconfitti) che risultano quindi assai più godibili anche dopo decine di ore. I modelli dei Pokémon sono assai più affascinanti che nell’originali, sebbene quasi identici a quelli della celeberrima applicazione per smartphone, Pokémon Go.

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Gli scontri, almeno fino a quelli più ostici delle Lega a fine gioco, non sono mai troppo complessi ma richiedono comunque un pensiero strategico e la conoscenza delle abilità e delle caratteristiche elementali di decine di creature, una cosa che tanti danno per scontata ma che non è immediata per un giocatore alla sua prima esperienza, giovane o adulto che sia. D’altronde si tratta sempre di un gioco di ruolo con combattimenti a turni, dove la tattica è cosa fondamentale. 

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Utile e gratificante per approfondire l’ecologia dei Pokémon è la possibilità di osservare la loro dimensione in rapporto a quello del protagonista in una pagina del menù di gioco, ci si potrebbe trascorrere curiosi numerosi minuti di fanta-studio.

 

Sempre motore di divertimento e gratificazione è l’attività culinaria virtuale; più che spassoso è invece il gioco ritmico delle Super Gare, esibizioni danzanti dei Pokémon durante le quali è assai utile decorare le pokéball che li contengono, un’altra attività appassionante che appaga lo sguardo e dona profondità estetica all’esperienza. 

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ECOSISTEMI DELLA MERAVIGLIA

La generazione dei Pokémon di Sinnoh permane una delle più ispirate, vantando esemplari buffi come il castorino “topaffuto” Bidoof, il dapprima tenero e poi austero felino elettrico Shinx, l’inquietante spettro Spiritomb, lo “squaloterra” Gibble che diventerà il fortissimo Garchomp, il festoso ed efficace Togekiss ovvero l’evoluzione del dolce folletto Togepi.  Oltre ai Pokémon della quarta generazione ci sono altri innumerevoli esemplari delle precedenti, comuni, misteriosi o leggendari, componendo il solito bestiario favoloso, immenso e sofisticato.

 

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Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente merita dunque di essere giocato o rivissuto ancora una volta nella sua nuova e bella veste, l’occasione ideale per scoprire o riscoprire queste meravigliose creature, per imparare le regole dei giochi di ruolo giapponesi classici affinché un giorno i bambini possano godersi i tanti capolavori di questo genere. Ed è ancora una grande avventura fantastica per quegli adulti che ricercano un fanciullesco stupore perduto o forse solo ritenuto tale.

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