CAFONALINO ANOTHER "BRICS" IN THE WALL – ALLA SAPIENZA DI ROMA SI RITROVANO A DISCUTERE DI “BRICS E NUOVO ORDINE MONDIALE” IL PRESIDENTE DELLA CONSOB, PAOLO SAVONA, L'INTRAMONTANBILE LAMBERTO DINI, OLIVIERO DILIBERTO E GIANCARLO ELIA VALORI, PRESIDENTE DELLA “FONDAZIONE DI STUDI INTERNAZIONALE E GEOPOLITICA” – AVVISTATI ANCHE L'AVVOCATO GIORGIO ASSUMMA, L'AMBASCIATORE UMBERTO VATTANI E L'EX SOTTOSEGRETARIO FILO-CINESE MICHELE GERACI – VIDEO + FOTO BY DI BACCO

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Foto di Luciano Di Bacco per Dagospia

Estratto dell’articolo di Paola Bergamo per per-italia.it

 

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Dal rischio di un terzo conflitto mondiale o che già si sia nel mezzo di in una Guerra Grande come sostiene Limes, fatto sta che, comunque la si voglia chiamare viene combattuta su molteplici piani: quello economico, quello informatico, quello militare, quello psicologico. Ci si affronta pure nel Cyberspazio, estremamente politicizzato, in cui l’Uomo ha trasferito sfide, rivalità, rapporti di forza.

 

Tra guerre convenzionali, ibride e asimmetriche sono così tanti i movimenti e sommovimenti in atto che, se può apparire difficile e complesso il nostro tempo, in realtà tutto è prodromico di un nuovo futuro assetto del Mondo.

 

paolo savona foto di bacco (1) paolo savona foto di bacco (1)

L’Occidente, Vecchio e Nuovo, dà la percezione di far fatica a districarsi tra le tante sfide e  registriamo un disordine mondiale, ciò accade per la forza crescente della  BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) divenuta importante player nello scacchiere mondiale . Di questo tema si è parlato il 30 Novembre scorso al convegno “ BRICS e  il Nuovo Ordine Mondiale”,  tenutosi all’Università La Sapienza di Roma, sotto gli auspici della Fondazione di Studi Internazionali e di Geopolitica di cui è Presidente il Prof. Giancarlo Elia Valori. Si sono analizzate cause ed effetti del faticoso passaggio da una realtà unipolare (dominata dagli Usa per molto tempo garanti dell’ordine del mondo) ad un sistema multipolare dove i rapporti tra attori  sono e sempre più saranno all’insegna della multilateralità.

 

giancarlo elia valori ricorda henri kissinger foto di bacco giancarlo elia valori ricorda henri kissinger foto di bacco

Gli interventi di relatori come Giancarlo Elia Valori, Paolo Savona,   Lamberto Dini, e Oliviero Diliberto hanno descritto e approfondito sotto ogni angolo prospettico cosa sia davvero la BRICS. Partiamo dalle parole di Henry Kissinger, scomparso due giorni fa a 100 anni, proferite al suo ritorno dal viaggio in Cina luglio scorso: “gli Usa si sforzino d’andare d’accordo con Pechino”. E mettiamo in relazione quelle sue parole a quanto detto da  Xi Jinping  a San Francisco il 16 novembre scorso innanzi a Biden: “il Mondo è abbastanza grande per la presenza di due superpotenze”. Queste due corrispondenze sono alla base dell’invocato nuovo ordine mondiale. Come ci arriveremo è sotto gli occhi di tutti che è piuttosto faticoso.

 

oliviero diliberto lamberto dini donatella zingone foto di bacco oliviero diliberto lamberto dini donatella zingone foto di bacco

Oliviero Diliberto, moderatore del convegno è partito da una ricognizione storica: Yalta e l’ ordine mondiale che  allora ne discese, fu determinato da paesi profondamenti diversi, vincitori del secondo conflitto mondiale. Diliberto ha quindi ricordato come la Caduta del Muro di Berlino avesse indotto a speranze in un mondo nuovo. Ma furono speranze non poggianti su una reale condivisione di visione, determinando crepe e vanificando quell’idea stessa di una possibile  “fine della storia”. Così si era espresso il politologo Francis Fukuyama sostenendo che nel XX secolo il processo di evoluzione sociale, economica e politica dell’umanità avesse raggiunto il proprio acme con l’affermazione della democrazia liberale vincente su autocrazie, monocrazie, oligarchie e totalitarismi. Invece le nostre democrazie sotto i colpi di pandemie, crisi economico-finanziarie e conflitti, tra cui i più recenti russo-ucraino e israelo-palestinese, hanno rivelato che il sistema vacilla.

 

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In effetti l’ordine scaturito da Yalta non è più capace di contenere le tante spinte endogene ed esogene e se l’Europa ha vissuto 78 anni di relativa pace e prosperità, poggiando sul “Washington Consenus”, termine coniato dall’economista John Williamson, oggi quell’ordine viene messo in discussione.

 

La percezione tutta europea di una lunga pace confligge con la verità di un mondo in cui  non si sono mai fermati i conflitti dal 1945 in poi ( è del 1948 il conflitto arabo-palestinese, del 1950 il conflitto in Corea, del 1964 fino al 1973 il conflitto in Vietnam, del 1967 la guerra dei 6 giorni, del 1973 la guerra del Kippur , del 1980 fino al 1989 la guerra tra Iran e Iraq, del 1982 la guerra delle Falkland, del 1990 la guerra del Golfo) ma  pure in Europa vi è stata guerra basti ricordare quella di  30 anni fa, all’indomani della morte di Tito, durata dal 1991 al 2001 determinando la dissoluzione della Jugoslavia. Dei giorni nostri è il conflitto  Russo Ucraino,  guerra di identità e sopravvivenza così come il recente conflitto Israelo-Palestinese dopo l’attacco terroristico di Hamas contro Israele del 7 ottobre scorso.

michele geraci oliviero diliberto foto di bacco michele geraci oliviero diliberto foto di bacco

 

Molto interessante è stata l’osservazione di Paolo Savona a proposito della BRICS, che si è soffermato su due importanti concetti: quello di modello competitivo e quello di modello cooperativo. Secondo Savona i due modelli anziché porsi in concorrenza tra loro, come di fatto accade, dovrebbero convergere migliorando il progresso economico e sociale. Vero è che i due modelli permangono in contrapposizione poiché lo vuole una politica distorta e distonica oltre che ideologica, mentre non sarebbero in contrapposizione per loro intrinseca natura.

giorgio assumma oliviero diliberto foto di bacco giorgio assumma oliviero diliberto foto di bacco

 

Sulla scorta di questa riflessione ecco che allora molta della instabilità del mondo fonda su un modo iniquo di gestire le risorse mentre serve più cooperazione tra gli uomini e tra i popoli. Competizione e cooperazione sono due modalità, due facce della stessa moneta coniata per gli individui, le imprese e gli Stati. Savona ha rimarcato che il problema grande è che si tenta di passare da un modello all’altro attraverso una competizione a blocchi e che questo processo difficilmente potrà essere governato dalla politica a cominciare dalla partita sulle valute.

 

E’ però mia convinzione che la politica arranchi proprio perché l’uomo economico e tecnologico improvvisatosi rottamatore del passato s’è scordato dell’importanza della Storia e delle Utopie che, promanando anche dall’universo filosofico, si ponevano domande diverse da quelle spacciate oggi come unici angoli prospettici. Servono le idee, non basta la matematica. Mancano quei percorsi di giustizia, giustizia sociale che è madre della libertà, fonte di uguaglianza e di vere pari opportunità tra gli uomini, uniche ricette foriere di pace.

 

giorgio assumma giancarlo elia valori il nipote daniele e la moglie elisabetta foto di bacco giorgio assumma giancarlo elia valori il nipote daniele e la moglie elisabetta foto di bacco

Ci sono state iperboli nel pensiero dell’uomo, sognando società poggianti sulla felicità dell’uomo, ispirando la politica e talune Costituzioni poi disattese dalle azioni dell’uomo che troppo spesso predica bene e razzola male. “LoStatodellecose” è quello di un mondo dominato da rapporti di forza in cui la competizione continua a prevale sulla cooperazione, l’ingiustizia sulla giustizia generando tra gli individui e i popoli lo squilibrio delle forze, fonte di esponenziale instabilità preludio di guerre ultimo tassello del disordine mondiale. Nulla di ciò che accade è nuovo, sono dinamiche note, espressione del “continuum” della Storia e la Politica, ma anche gli individui e i popoli, non possono prendersi il lusso di essere smemorati o ciechi.

 

umberto vattani antonella polimeni foto di bacco umberto vattani antonella polimeni foto di bacco

Bene ha fatto Lamberto Dini a sottolineare come la BRICS abbia la forza di ridurre l’influenza dell’Occidente persino in ambito Onu e questo non solo in ambito di Consiglio di Sicurezza ( si pensi al diritto di veto) ma anche nell’Assemblea Generale dove l’andamento del voto, esempio recente è  il caso della guerra in Ucraina, rivela che sommando  votanti e astenuti 2/3 della popolazione del pianeta la pensa diversamente dall’Occidente. Ed è pericoloso oltre che dannoso che i Paesi della BRICS ci percepiscano molto più “fragili” di quello che siamo.

 

Le conclusioni dei lavori son stati rimessi al Professor Giancarlo Elia Valori, che ha radiografato cosa sia la BRICS e i reali obbiettivi.

Valori ha indicato alcune caratteristiche dei 5 paesi fondatori della BRICS:

1) la  Cina è al primo posto al mondo in termini di Pil, è un enorme esportatore di beni e possiede le maggiori riserve di valute estere del mondo.

giancarlo elia valori lian sheng victor wong e greta foto di bacco giancarlo elia valori lian sheng victor wong e greta foto di bacco

2) l’India è al terzo posto in termini di Pil, è la più popolosa del pianeta, dispone ampie  risorse umane di altissimo profilo intellettuale.

3) la Russia è al quinto posto in termini di Pil e di spone di un territorio vastissimo ricco di risorse minerarie.

4) il Brasile è all’ottavo posto in termini di Pil e riveste grande importanza in materia come l’agricoltura.

5) il  Sudafrica è al trentesimo posto in termini di Pil e dispone di grandi risorse naturali […]

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