andrea giani

GENERAZIONE DI FENOMENI – ANDREA GIANI, UNO DEI SIMBOLI DELL’ITALVOLLEY DI VELASCO, FA 50 ANNI: "SOGNO LA PANCHINA DELLA NAZIONALE. MI SONO TROVATO NELLA SITUAZIONE STRANISSIMA DI AFFRONTARE L'ITALIA DA CT DI GERMANIA E SLOVENIA. E QUANDO SENTI CHE IL TUO INNO SUONA PER LA SQUADRA CHE HAI DI FRONTE TI SCAPPA UNA LACRIMA" – LO STOP DEL CAMPIONATO, LE DELUSIONI OLIMPICHE, “L’IDOLO” ANDREA LUCCHETTA E LO SPOT "MAXICONO" – VIDEO

 

Elia Pagnoni per “il Giornale”

 

Un curriculum per cui servirebbe un' edizione straordinaria, una bacheca infinita piena di scudetti, coppe, ori e trofei, un passato e un presente al centro della pallavolo italiana, un nome e un cognome che sono storia e leggenda di questo sport. Andrea Giani soffia sulle 50 candeline, guardando al passato ma soprattutto al futuro del volley che si prepara già alla difficile sfida della ripartenza nella prossima stagione, dopo che questa è finita nel buco nero del coronavirus.

andrea giani 4

 

Cinque scudetti, distribuiti tra Parma e Modena, cinque coppe Italia, due coppe dei Campioni con Modena, un' altra decina di coppe internazionali, e poi tre Mondiali e quattro Europei con la Nazionale degli anni d' oro oltre a due medaglie d' argento e una di bronzo alle Olimpiadi che in mezzo a tanta gloria suonano più come rimpianti che come trionfi. E adesso la festa per i 50 anni da celebrare rigorosamente in casa, in un' atmosfera che non avrebbe mai immaginato...

«Una situazione stranissima, che ti fa scoprire cose mai fatte. Per esempio le serie tv, la televisione in genere, perché quando sei impegnato con la pallavolo dalla mattina alla sera non hai tempo per guardarla».

andrea giani 8

 

La pallavolo ha annullato tutti i campionati con un po' di polemiche tra lega e federazione. Lei è d' accordo con questa decisione?

«Lo stop era obbligato, ma sulla ripartenza si poteva ragionare. Certo, non sarebbe stato logico giocare i playoff senza finire la regular season. Forse, se si potesse ripartire a fine maggio, ci sarebbe anche stato il tempo per fare tutto, ma i problemi organizzativi non sarebbero stati pochi. A questo punto giusto concentrarci sulla prossima stagione».

 

E il volley italiano rischia di ripartire più povero, anche di giocatori.

«Sicuramente non ripartiremo con i budget attuali. Il calcio può far conto sui diritti tv, noi dobbiamo pensare ad altre risorse. E nella prossima stagione non sappiamo se e quanto potremo far conto sul pubblico: per una società come Modena il botteghino rappresenta gran parte degli introiti, senza i tifosi sarà difficile onorare i contratti. Bisognerà trovare accordi con i giocatori...»

 

Con il rischio che qualcuno vada all' estero e che nessuno arrivi in Italia.

andrea giani 5

«Sì, possibile. Però non è nemmeno detto. Oggi chi può permettersi di pagare i giocatori come li pagavamo noi fino alla chiusura?

Germania e Francia sono paesi ricchi ma non hanno campionati forti. La Russia ha già chiuso tutti i roster e al massimo avrà un paio di posti liberi per gli stranieri. E la Cina farà il campionato? Insomma non vedo molte possibilità per andarsene via».

 

Facciamo un bel passo indietro: come ha fatto un napoletano ad appassionarsi alla pallavolo?

«Ma io sono napoletano solo di nascita, perché è la città di mia mamma. In realtà noi abitavamo a Sabaudia e sono cresciuto lì, dove mio papà faceva canottaggio (capovoga dell' otto azzurro a Tokyo '64, ndr) e dove anch' io feci questo sport da ragazzino. Ma a Sabaudia c' era anche una squadra di volley di A2 e io scoprii questo sport».

 

Da Sabaudia a Parma per il salto di qualità.

«Si erano stupiti che un ragazzino di 14 anni giocasse già nel campionato di A2. Mi chiamarono per un provino e andai a Parma, la grande Maxicono. Partii dalla squadra di serie C allenata da Montali, ma l' anno dopo ero già in serie A e in Champions. Parma è stata la squadra dei miei primi grandi successi, quella che mi ha portato in Nazionale. Undici anni meravigliosi».

andrea giani 6

 

E quando Parma chiude passa ai rivali storici di Modena.

«Era la squadra in cui mi sentivo più rappresentato, quella che avevo sempre ammirato, per i derby che avevamo giocato, per come la città viveva la sua squadra.

E così è diventata la mia squadra, quella in cui lavoro tuttora».

 

Parma, Modena, ma soprattutto Nazionale. Lei è stato uno dei cardini della grande Italia di Velasco.

«Un ciclo straordinario. Abbiamo vinto tutto, ci è sfuggito incredibilmente solo l' oro olimpico. L' unica cosa che abbiamo sempre inseguito e mai raccolto».

 

Delle due finali perse, quale rimpiange di più?

«Sicuramente quella di Atlanta, nel '96, in cui avevamo più chance, perché eravamo forti tanto quanto l' Olanda. Ad Atene, otto anni dopo, il Brasile effettivamente aveva qualcosa più di noi. Oggi se rivedo a freddo le statistiche me ne rendo conto: nel 2002 avevamo già perso con loro nei quarti del Mondiale e da allora in poi li avevamo battuti poche volte. Qualcosa vorrà dire».

 

La partita indimenticabile della sua carriera?

«Domanda difficile. Dovrei dire tutte le finali perché per arrivare a giocarle passi attraverso sacrifici e sogni. Per importanza dovrei dire il primo scudetto, il primo Mondiale e la prima finale olimpica, insomma tutte le prime volte, quelle che segnano il percorso di un atleta».

 

Come tecnico, invece, i suoi capolavori per ora sono gli incredibili argenti europei da ct della Slovenia prima e della Germania poi.

«Sì, in contesti diversi, ma frutto della stessa programmazione.

In tornei brevi, di sei sette partite, se arrivi in grandi condizioni puoi fare risultato anche se le differenze tecniche in campo sono grandine».

andrea giani 3

 

Slovenia, Germania, resta solo la panchina dell' Italia...

«Beh, allenare la squadra del tuo Paese è l' obbiettivo di ogni tecnico, soprattutto per chi, come me, ha vinto tanto con quella maglia. Io poi mi sono trovato nella situazione stranissima di affrontare l' Italia, battendola sia con la Germania, sia soprattutto con la Slovenia nella semifinale del 2015. E quando senti che il tuo inno suona per la squadra che hai di fronte ti trovi in una situazione di conflitto esagerata, non nego che qualche lacrima ti scappa. È un' emozione stranissima. Poi per fortuna si gioca e passa tutto».

 

Che giocatore è stato Andrea Giani?

«Un giocatore molto utile per gli allenatori, perché mi cambiavano ruolo spesso per poter avere sempre squadre vincenti. E io mi sono sempre adattato, con un po' di fortuna e tanto sacrificio».

 

L' allenatore a cui deve di più?

«Ho la fortuna di avere avuto dei grandi: Julio Velasco, ma anche Bebeto e Montali all' inizio della mia carriera».

 

Da ragazzo aveva un idolo?

«Sì, Andrea Lucchetta».

 

La più bella soddisfazione che le resta dopo quasi 40 anni di pallavolo?

«Il fatto di essere comunque e sempre rimasto me stesso. Con il mio carattere e il mio modo di essere. Con il mio modo di vivere e la possibilità di divertirmi».

 

La pallavolo la diverte ancora?

«Un casino».

andrea gianiandrea giani 2

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...