banksy

TUTTE LE STREET ART PORTANO A ROMA - BANKSY IN MOSTRA DA OGGI A PALAZZO CIPOLLA - LA PUR BELLA ESPOSIZIONE, UNA VOLTA MUSEIFICATA, STONA CON IL LINGUAGGIO “SPORCO E CONTAMINATO” DELL'ARTISTA INGLESE - L'“ANTI-SISTEMA” BANKSY VENDE (E BENE) AI COLLEZIONISTI

Luca Beatrice per “il Giornale”

BANKSY PALAZZO CIPOLLABANKSY PALAZZO CIPOLLA

 

«Guerra, capitalismo e libertà». Sono questi i temi su cui è impostata la mostra-evento di Banksy, che apre oggi al Palazzo Cipolla di Roma, curata da Stefano Antonelli, Francesca Mezzano e Acoris Andipa, il dealer che detiene il maggior numero di opere del misterioso artista di Bristol. Si tratta della prima esposizione personale in uno spazio museale italiano, promossa da Fondazione Terzo Pilastro e dal suo presidente Emmanuele Emanuele.
 

emmanuele emanuele  emmanuele emanuele

L' impresa non è certo semplice, a cominciare dal fatto che Banksy non risulta coinvolto in nessun modo: i lavori, per condivisibile scelta curatoriale, non sono stati presi dalla strada ma provengono unicamente da collezioni private, a conferma del fatto che esiste un mercato, e anche abbastanza florido, di un personaggio che invece vorrebbe svincolarsi da qualsiasi genere di compravendita e far parlare di sé per le proprie mirabolanti imprese, a cominciare dall' identità celata dietro il nick name che lo ha reso un mito, soprattutto per le giovani generazioni.
 

Suona dunque come un po' contraddittorio questo allestimento così pulito, per certi versi sacrale, di un artista dal linguaggio sporco, contaminato, borderline, la cui poetica all' interno di un palazzo aulico appare meno incisiva rispetto al contesto urbano da dove proviene.
 

BANKSY PALAZZO CIPOLLABANKSY PALAZZO CIPOLLA

L' operazione dunque è soprattutto didattica, ben confezionata e ricca di spunti, eppure c' è il rischio che la forza corrosiva di Banksy si riduca a una più semplice illustrazione di concetti, resi con il suo segno grafico particolare e le immagini immediatamente riconoscibili.
 

BANKSY PALAZZO CIPOLLABANKSY PALAZZO CIPOLLA

La scelta dei soggetti è assolutamente completa e ben organizzata attorno ai tre filoni proposti: ci sono le scimmie minacciose che avvisano Laugh Now But One Day I' ll Be in Charge (Ridete ora, ma un giorno saremo noi a comandare), i topi che infestano le metropoli, le scene di guerra, lo sberleffo al potere, la contestazione al dio denaro, la filosofia del «produci, consuma, crepa», la politica, i bambini, Kate Moss «trattata» come una Marilyn tanto da far parlare, giustamente, di Banksy come l' Andy Warhol del terzo millennio.

E scopriamo una certa varierà di supporti su cui l' artista lavora, le rare pitture su tele tra cui un inedito autoritratto, le serigrafie, gli stencil, frammenti di installazioni, le oltre 40 copertine di dischi, per esempio la miliare Think Thank dei Blur.
 

I cacciatori di identikit, che proprio non ci stanno a non sapere chi in realtà egli sia, sono sempre più convinti che c' entri qualcosa tal Robin Gunningham, un artista anche lui di Bristol. Ipotesi probabile ma non certa, uno dei tanti misteri che attraversa la cultura pop come gli indizi sulla morte di Paul McCartney. La leggenda che si è costruita attorno a lui lo vuole nato nel 1974.

 

BANKSY PALAZZO CIPOLLABANKSY PALAZZO CIPOLLA

Dalla prima mostra del 2000, Banksy ha privilegiato azioni improvvise e repentine, sul modello di una guerriglia urbana fortunatamente pacifica e qualche volta pericolosa, ai limiti della legalità, come quando dipinse sulla striscia di Gaza nel 2009, oppure il progetto di «occupare» New York per un mese, facendo vendere provocatoriamente e senza avviso alcune sue opere sulle bancarelle a 60 dollari, fino all' operazione più mediatica, ovvero il parco cupo e depresso di Dismaland, le cui strutture alla fine sono state trasferite a Calais per ospitare i rifugiati.
 

BANKSY PALAZZO CIPOLLABANKSY PALAZZO CIPOLLA

Da Banksy in avanti la Street Art, esplosa negli anni '80 con il successo di Basquiat ed Haring, ha compiuto la propria definitiva mutazione genetica, uscendo dalla pittura muraria, dalla tag (segno urbano per eccellenza) sposando altresì linguaggi contemporanei e temi attuali, vicini alla cronaca più che alla storia. Oltre alle differenze di carattere tecnico e linguistico, ciò che oggi resta del graffitismo di un tempo è un sistema di segni complesso e articolato, un mix tra cultura pop e politica alternativa.

 

C' è chi pensa, non a torto, che sia rimasto l' unico genere artistico atto a veicolare contenuti scomodi e, soprattutto, il solo a parlare alla popolazione giovane. Seppur «controculturale» Banksy si muove come una piccola industria che magari non riesce a controllare tutto ciò che si produce sotto il suo nome, ma che allo stesso tempo sfrutta la popolarità a macchia d' olio che gli reca la moltiplicazione degli oggetti. Un autore che insomma supera la condizione autoriale, tipica della cultura occidentale, salvo poi riutilizzarla al bisogno.
 

BANKSY PALAZZO CIPOLLABANKSY PALAZZO CIPOLLABANKSY PALAZZO CIPOLLABANKSY PALAZZO CIPOLLABANKSY PALAZZO CIPOLLABANKSY PALAZZO CIPOLLAmostra   banksy  romamostra banksy romaBANKSY PALAZZO CIPOLLABANKSY PALAZZO CIPOLLAmostra banksy romamostra banksy romamostra  banksy romamostra banksy romamostra   banksy    romamostra banksy romaBANKSY PALAZZO CIPOLLABANKSY PALAZZO CIPOLLA

C' è una linea che parte da Warhol e si evolve in Koons e in Murakami, dove Banksy trova perfetta collocazione, ibridandola giusto con un pizzico di cultura militante. E infatti, per questa caratteristica, dentro un museo la sua arte finisce per soffrire un po', perdere l' impatto che provoca quando te la trovi di fronte all' improvviso. La verità è che senza sistema non esiste l' arte.

 

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....