coatto trash kitsch

BELLO FUORI E ROTTO DENTRO: IL CALCIO ITALIANO E' LA METAFORA PERFETTA DELL'ITALIA DI OGGI - DEBITI AL 120% DEI RICAVI; CONTI SEMPRE IN DEFICIT E SOCIETA’ CON UN RAPPORTO CAPITALE DEBITI 1 A 10, UN PO’ COME TANTE PMI ITALIANE SOTTOCAPITALIZZATE...

Estratto dell'articolo di Fabio Pavesi per Il Fatto quotidiano

abete tavecchio

 

 

E se il calcio italiano, oggi grande assente ai mondiali la vetrina più importante del football globale, non fosse altro che una straordinaria metafora del sistema Paese? Una sorta di specchio fedele dei vizi e delle virtù dell’italica patria?

 

 

 E’ nei suoi risultati economico-finanziari, nei suoi conti, che le similitudini con le gioie e le disgrazie della Repubblica si fanno calzanti. Ricco e sfavillante nei suoi ingaggi e nelle sue finanze private, gracile nei suoi conti pubblici. Che il calcio sia affare ricco per i suoi protagonisti che scendono in campo ogni domenica è indubbio.

 

Così come è un fatto che i conti privati delle famiglie italiane brillino di ricchezza, sicuramente in parte nascosta e mal distribuita, ma presente. Come non ricordare che la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane veleggia da anni attorno ai 4mila miliardi. Il doppio del debito pubblico……

 

 

pallone da calcio

Come non pensare agli stipendi dei calciatori. Stipendi dorati che insieme ai costi vari finiscono per valere tutto il monte ricavi del calcio professionistico italiano. L’ultimo rapporto Pwc Arel sul pianeta calcio ci dice proprio questo. Nell’ultima stagione 2016-2017 il calcio professionistico italiano (serie A, B, lega pro) ha avuto un giro d’affari di 3,2 miliardi di euro, tutti mangiati dai costi che si sono attestati a 3,35 miliardi. Se fosse un’industria come un'altra peccherebbe e molto in efficienza. Da anni il calcio nel suo insieme produce solo perdite. I costi finiscono puntualmente per superare i ricavi, complice il forte peso degli stipendi dei calciatori.

 

Negli ultimi 5 anni il calcio professionistico ha cumulato perdite per quasi 1,7 miliardi. Con perdite attestatesi mediamente a un valore medio annuo che pesa per il 10% dei ricavi. Ogni 100 euro prodotte il calcio ne brucia 10. Un’industria che produce costantemente deficit. Un po’ come la Repubblica che finisce ogni anno in perdita per quei 70 miliardi che costa la spesa per interessi sul debito. Già il debito. È proprio qui che la similitudine con i conti pubblici italiani si fa calzante.

CALCIO GIOVANILE

 

 

I debiti del calcio superano costantemente i ricavi. Un po’ come quel rapporto debito/pil che affanna da sempre l’Italia. L’anno scorso i debiti cumulati del calcio sono saliti a quota 4 miliardi. Valgono il 120% dei totale dei ricavi aggregati. Pesano sul conto economico per la spesa sugli interessi come accade per i conti pubblici italiani. Anche qui la similitudine è imbarazzante. I conti pubblici italiani da anni chiudono con un avanzo primario (rapporto tra entrate e uscite) positivo, ma vanno in rosso per la spesa per interessi che vale 70 miliardi. Ebbene per il calcio funziona uguale. Tra entrate e uscite ordinarie il saldo è stato positivo nell’ultima stagione per 39 milioni di euro. Ma poi vanno sottratti gli interessi sul debito costati ben 95 milioni di euro e voilà il risultato di bilancio finisce in deficit.

 

CALCIO MARCIO

 

…..Altra costante è il livello di sottocapitalizzazione della pelota italica. Un po’ come il livello di scarsa patrimonializzazione che connota il sistema industriale italiano. Ebbene a fronte di 4 miliardi di debiti totali, il capitale che li sostiene è solo di di 358 milioni. Meno del 10%. Con un livello di rapporto debito equity che assomiglia alla struttura patrimoniale di molte pmi italiane, dove l’imprenditore mette capitale di rischio per 10 e si indebita per 90. Tra l’altro c’è stato nell’ultima stagione un forte miglioramento della struttura finanziaria. Ci sono stati anni passati in cui il capitale delle società calcistiche pesava tra il 2 e il 5% del passivo.

 

CALCIO DIRITTI TV

Capitalismo calcistico senza capitali verrebbe da dire. Un vizietto mutuato evidentemente dalla struttura finanziaria di molte imprese che vanno a leva finanziaria in modo dissennato attingendo a piene mani al debito bancario. Il calcio italiano sotto il profilo finanziario non ci fa una bella figura. Debiti che valgono il 120% del giro d’affari. Capitale tenuto ai minimi termini e costi totali che finiscono per mangiarsi tutti i ricavi producendo ogni anno che passa solo perdite. E il confronto con altri paesi è impietoso….

 

Mentre la nostra serie A chiude in perdita costante da anni, le serie maggiori tedesche e spagnole grondano profitti ogni stagione. Non solo ma a livello di struttura patrimoniale il calcio degli altri paesi non ha il livello di sotto-patrimonializzazione che connota l’Italia. Mentre come abbiamo visto il calcio italico vanta capitale su debiti che non va oltre (quando va bene) il 10%, il calcio degli altri non lesina risorse proprie. Il calcio tedesco ha capitale che vale il 40% del passivo. In Spagna le società hanno patrimonio al 25% delle passività e in Inghilterra il patrimonio dei club vale il 36% del bilancio. Anni luce lontani dal mesto calcio italico scoppiettante quanto a immagine e campioni, gracile quanto a debiti, perdite a go go e capitali che mancano costantemente all’appello.

LE TASSE PAGATE DAL CALCIO ITALIANOLE TASSE PAGATE DAL CALCIO ITALIANO

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”