pantani

“PANTANI FU UCCISO. GLI HANNO TAPPATO LA BOCCA PERCHE’…” - IL J’ACCUSE DI MAMMA TONINA: “A MADONNA DI CAMPIGLIO QUALCUNO VOLLE FARLO SQUALIFICARE. E CI RIUSCÌ! DISTRUGGERE MIO FIGLIO ERA VANTAGGIOSO. MI VENNE DETTO CHE IL TEMA ERA QUELLO DELLE SCOMMESSE CLANDESTINE”- LA LETTERA DI VALLANZASCA, I CONTRASTI CON LA FEDERAZIONE E LE ULTIME ORE A RIMINI: "SONO CONVINTA CHE MARCO NON FU UCCISO IN QUEL RESIDENCE, MA ALTROVE. IL SUO CORPO ERA PIENO DI BOTTE ED EMATOMI COME SE…" - IL SILENZIO DELL'EX COMPAGNA...

PANTANI MAMMA TONINA

Una canzone di Marco Baccini scritta insieme a Enrico Nascimbeni, un amico scomparso troppo presto, in onore di Marco Pantani, che suona così: "È proprio lui, guardalo lì / sembra che dorma è fermo lì / respira o no? che brutta fine ha fatto... / Guardalo lì, tiralo su, muovilo un po' / non serve a niente. non c' è più / chissà dov' è... è proprio andato via / Vai, vai, vai, pirata sei tutti noi / oh oh oh mai, mai, mai e poi mai la pioggia ti fermerà. / Vai, vai, vai, in fuga da tutti noi / oh oh oh mai, mai, mai e poi mai / la notte ti prenderà".

 

pantani madonna di campiglio 4

La notte, quel 14 febbraio del 2004, ha portato via un grande campione, Marco Pantani. Distrutto, lapidato quattro anni prima, quando stava vincendo a mani basse il Giro d' Italia. I valori dell' ematocrito erano di poco più alti della media, così scatto la squalifica. E poi il buio. Quel buio che ancora avvolge una vicenda umana e giudiziaria che pare non possa dare giustizia a un nostro campione.

 

La mamma Tonina cerca la verità, combatte contro tutti e tutte le forze in gioco. Il ciclismo è un luogo dove girano interessi importanti e, forse, Marco non era omologo a loro. Ma la verità, per la mamma di Pantani, è già chiara ed è diversa da quella giudiziaria. Dalla squalifica di Madonna di Campiglio fino alla morte a Rimini, il racconto di una mamma coraggiosa capace di combattere per ridare dignità al proprio figlio.

MARCO PANTANI

 

Giovanni Terzi per "Libero quotidiano"

 

«Sono stato un po' lontano dal mondo della bicicletta, perché come ben tutti sapete hanno fatto in modo che fosse così. E non ho ancora voglia di smettere di correre perché mi sento di potere e volere decidere del mio futuro senza che lo faccia qualcuno per me, e ad oggi ci sono diverse possibilità. Però, andando a vedere quali sono le mie aspirazioni, mi piacerebbe andare in un gruppo che faccia i grandi giri e le corse di Coppa del Mondo importanti. In questo momento c' è qualcosa che sta maturando».

 

Qui sopra, Tonina Belletti di fianco a un cartonato di suo figlio Marco Pantani, campionissimo del ciclismo italiano morto in circostanze mai del tutto chiarite il 14 febbraio 2004 in un residence di Rimini: il decesso fu attribuito a overdose di cocaina e psicofarmaci, ma sono molte le circostanze che hanno sollevato dubbi e sospetti Queste le parole di Marco Pantani a fine novembre del 2004, sei mesi dopo aver corso l' ultimo suo giro d' Italia e tre mesi prima di essere trovato morto a Rimini nel residence "Le Rose" all' interno della sua stanza, la 115.

marco pantani

 

Nella stessa intervista Pantani dichiarava, in piena forma fisica e psichica: «Non ho ancora voglia di smettere perché sento ancora l' entusiasmo, la voglia», per poi terminare dicendo: «La cosa che mi rimane da fare è quella di non arrendermi, o comunque di non uscire di scena come vogliono i miei nemici».

 

Possono essere queste le dichiarazioni di una persona che solo tre mesi dopo verrà trovato morto per intossicazione acuta da cocaina e psicofarmaci con conseguente edema polmonare e cerebrale, così come accertato dall' autopsia?

 

«Marco è stato ucciso»: sicura e combattiva da sempre, di questo è convinta Tonina Belletti, la mamma di Marco Pantani, che da quel 14 febbraio del 2004 ricerca caparbiamente la verità su ciò che è accaduto a suo figlio. Sono passati diciassette anni e questa verità pare emersa nel sentimento collettivo, ma non ancora suo piano giudiziario.

 

Tonina, perché secondo lei suo figlio è stato ucciso?

«Perché lui voleva parlare e far emergere ciò che esisteva dietro al ciclismo in quegli anni».

 

Mi può spiegare meglio?

«Marco fu squalificato dal giro d' Italia del 1999 per valori alti di ematocrito. Prima di tutto, è stata una squalifica su cui esistono ancora controversie incredibili in quanto Marco, sia la sera che il giorno dopo, aveva valori regolari. Inoltre, e nessuno lo sa, fu proprio Marco, insieme a qualche altro corridore, a proporre e ottenere che ci fosse un limite massimo consentito di ematocrito nel sangue».

 

Dunque fu lui a costringere di fatto la Federazione a mettere quei limiti?

PANTANI 7

«Certamente. Fu messo il limite in quanto, prima, si poteva avere qualsiasi tipo di valore senza problemi. Marco lo fece perché vedeva che c' erano dei problemi di salute nei ciclisti dovuti al doping, e si batté affinché questo venisse regolamentato e controllato. E sa una cosa? Dopo sei mesi dalla squalifica di Marco, il limite a 50 di ematocrito fu tolto!».

 

Lei ha sempre dichiarato che quel giorno a Madonna di Campiglio, il giorno in cui Marco fu trovato positivo al controllo anti-doping, fu costruito tutto a tavolino. Perché?

«Innanzitutto perché fu Marco stesso, arrivato a casa dopo la squalifica, a dirmelo. Era sconvolto. Inoltre tutti si controllavano la sera prima il valore di ematocrito, e così fece mio figlio, risultando nella norma. Marco è sempre stato un uomo corretto che si assumeva, da campione, le proprie responsabilità. A Madonna di Campiglio qualcuno volle farlo squalificare. E ci riuscì! Inoltre, le indagini seguenti fecero comprendere come fosse vantaggioso, per qualcuno, distruggere mio figlio».

Speciale Marco Pantani Pantani

 

Lei, Tonina, si riferisce alla lettera a lei inviata da Renato Vallanzasca?

«Anche quello fu un momento importante per far comprendere che ci fu una cospirazione voluta da qualcuno nei confronti di mio figlio. Mi venne detto che il tema era quello delle scommesse clandestine».

 

Speciale Marco Pantani Tonina con Miradossa

Ricordiamo che l' 8 novembre del 2007 Renato Vallanzasca inviò per l' appunto una lettera a Tonina, in cui il famoso boss della mala milanese sostenne come un suo amico, habitué delle scommesse clandestine (peraltro intercettato al telefono da successive indagini), lo avesse avvicinato cinque giorni prima dei fatti di Madonna di Campiglio, consigliandogli di scommettere sulla sconfitta di Pantani per la classifica finale e assicurandogli che «il Giro non lo vincerà sicuramente lui».

 

Ci fu altro, Tonina?

«Mi venne riferito di persone alla partenza del Giro in un ristorante e vestite di scuro che già parlavano della possibile squalifica di mio figlio. Il mondo del ciclismo in quegli anni era spietato, e sono convinta che Marco pagò anche il rifiuto di passare a un' altra importante squadra».

 

Armstrong Pantani 2

Marco era un grande campione, sarà stato cercato da tante squadre...

«A una in particolare disse di no. E penso che quel diniego fu pesante per la carriera e per la vita stessa di mio figlio».

 

Marco era innamorato del ciclismo: che cosa diceva prima di quel maledetto giorno della squalifica a Campiglio?

«Ho il ricordo netto e forte di una frase che dice tutto: "Vado a correre con la paura di vincere". Penso che questa frase sia di una tristezza assoluta. Marco a volte fu sgridato per le sue vittorie».

 

Da chi?

«Preferisco non rispondere».

 

La verità sull' ematocrito alto di suo figlio verrà a galla?

MANUELA RONCHI E MARCO PANTANI

«Credo che sia già emersa nei fatti. Ma lei deve sapere che il ciclismo è uno sport che si autotutela, e sino a quando dei protagonisti di quegli anni, a conoscenza della verità, non parleranno, sarà difficile far emergere ciò che successe davvero».

 

Tonina, l' altra data tragica è quella del 14 febbraio del 2004, quando suo figlio venne trovato morto.

«L' ho detto in partenza: Marco è stato ucciso. Gli hanno tappato la bocca perché voleva raccontare i retroscena nel ciclismo».

 

Ci sono dei fatti oggettivi in base ai quali dice questo?

MARCO PANTANI VINCE IL TOUR DE FRANCE

«Innanzitutto è impressionante la testimonianza del volontario del 118, il quale ha dichiarato che quando lui arrivò, per primo e insieme ad altre due persone, nella stanza di Marco e vi rimase 45 minuti, non c' era cocaina in giro e tutto era pulito. Inoltre, non vide nemmeno il sangue per terra e sul corpo di Marco. Le pare poco? Io sono convinta che non fu ucciso in quel residence, ma altrove. E poi portato lì».

 

Che cosa non le torna?

«Innanzitutto il modo in cui hanno dipinto mio figlio, un pazzo cocainomane. Marco sicuramente quando cadde in depressione fece uso di sostanze stupefacenti, ma non ai livelli di cui si parlò quando morì. Inoltre, il suo corpo era pieno di botte ed ematomi come se fosse stato picchiato. Per concludere con la reticenza di tante persone a voler parlare per chiarire l' accaduto».

pantani

 

Lei vuole dire il personale dell' albergo?

«Dal proprietario fino alla persona della reception, tutti si sono trincerati dietro un silenzio che non aiuta a scoprire la verità, ma fa capire come qualcosa di strano sia accaduto. Poi le devo dire una cosa...».

Mi dica, Tonina...

«Un giorno mi venne riferito che una persona, morta poi in uno strano incidente stradale, aveva visto salire gente conosciuta da Marco in quel residence. Insomma, Marco non era solo quella notte».

 

Che fine hanno fatto le persone vicine a suo figlio, come la manager Manuela Ronchi?

pantani

«Scomparsa dalla nostra vista. Posso solo raccontare qualche fatto. Appena morto mio figlio, lei mi disse di aprire una Fondazione. Lo feci versando dei soldi ma poi, visto un andazzo che non mi piaceva, dovetti chiuderla, perdendoci denaro. Inoltre, non apprezzai che pochi mesi dopo la morte di Marco fece uscire subito il suo libro, "Un uomo in fuga"».

 

marco pantani bagno

La compagna di Marco invece la sente?

«Nemmeno lei, purtroppo. L' ho cercata, ma non vuole parlarmi».

 

È come se tutti avessero paura dell' ombra di Marco?

la stanza di marco pantani in hotel

«Forse è così. Io so solo che mio figlio non mi vuole accanto a lui in cielo, perché devo combattere per lui sulla terra. Marco voleva la verità e io la cercherò per lui, affinché una volta individuati i responsabili io e il mondo li si possa guardare negli occhi».

marco pantani marco pantani Marco PantaniChristine Jonsson PANTANITOMBA DI MARCO PANTANItonina pantani 3Pantani mollicapantani, 10 anni dalla morte del pirata 8pantani, 10 anni dalla morte del pirata 9TONINA PANTANIpantani, 10 anni dalla morte del pirata 7tonina pantanipantani, 10 anni dalla morte del pirata 6PANTANI TOURpantani, 10 anni dalla morte del pirata 15pantani, 10 anni dalla morte del pirata 2pantani, 10 anni dalla morte del pirata 14pantani, 10 anni dalla morte del pirata 16la stanza di marco pantani in hotelpantani, 10 anni dalla morte del pirata 11pantani, 10 anni dalla morte del pirata 13pantani, 10 anni dalla morte del pirata 12pantani, 10 anni dalla morte del pirata 1PANTANI

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