alex zanardi daniele bennati

“PERCHÉ CORREVANO? NON ERA UNA GARA” - PER L’EMERGENZA SANITARIA IN CORSO, LE GARE CICLISTICHE SONO VIETATE FINO ALL’1 AGOSTO E UN’EVENTUALE RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE PER LO SVOLGIMENTO DI UNA GARA CICLISTICA SAREBBE STATA RIGETTATA - IL SINDACO DI PIENZA HA RIBADITO DI ”NON AVER RICEVUTO ALCUNA COMUNICAZIONE UFFICIALE DEL PASSAGGIO DI MANIFESTAZIONI SPORTIVE”

Cristiano Pellegrini per “la Stampa”

alex zanardi

 

Due le direttrici su cui si muove la procura di Siena: la dinamica con cui Alex Zanardi ha perso il controllo della sua handbike scontrandosi con il camion che proveniva in senso opposto; e l’eventualità che la staffetta tricolore si possa essere trasformata, per un eccesso di confidenza e agonismo, in una gara di gruppo senza autorizzazioni su strada e a traffico aperto.

 

A supportare questa ipotesi, c’è una frase: «Perché si sono messi a correre, non era una gara». Questo avrebbero sentito urlare alcune persone presenti negli attimi successivi all’incidente, tra i ciclisti che sopraggiungevano.

 

La grande staffetta di Obiettivo 3 avrebbe dovuto raccontare da nord al sud dell’Italia il messaggio di rinascita dopo il Covid-19 attraverso lo sport. Una passerella con oltre 50 atleti paralimpici che dal 12 al 28 giugno dovevano essere i protagonisti di un evento a tappe per l’Italia.

 

la handbike di alex zanardi

Organizzata da Obiettivo 3, il progetto ideato proprio da Zanardi per avviare all’attività sportiva soggetti con disabilità, e patrocinata dalla Federazione ciclistica italiana e dal Comitato italiano paralimpico, nell’idea dei promotori il viaggio doveva essere una “staffetta” con tappe, arrivi e partenze a orari prestabiliti ma senza obbligo di autorizzazioni, invio di comunicazioni di passaggi e richieste di “scorte” alle autorità di polizia locali.

 

Anche perché, proprio per l’emergenza sanitaria in corso, le gare ciclistiche sono vietate fino all’1 agosto e viceversa un’eventuale richiesta di autorizzazione per lo svolgimento di una gara ciclistica sarebbe stata rigettata. Per il codice della strada «i ciclisti - qualora non siano autorizzati a svolgere una gara - devono procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila». Tutt’altro da quel che le immagini delle tappe emiliane e toscane sembrerebbero mostrare in questi giorni.

incidente alex zanardi il camion

 

La forza del messaggio di solidarietà e la presenza di Zanardi sono state così travolgenti da coinvolgere professionisti della bicicletta, atleti, macchine e furgoni al seguito di quella che anche gli organizzatori stessi hanno più volte definito una vera e propria carovana. Senza magari rendersi conto, al netto della bontà dell’iniziativa, delle conseguenze che un movimento simile avrebbe potuto avere su strade a traffico aperto e prive di un servizio di scorta organizzato.

 

Su questi punti come sulle comunicazioni inviate ai Comuni, il sostituto procuratore Serena Menicucci, con gli interrogatori di questi giorni, sta provando a fare chiarezza per capire eventuali mancanze nella gestione della staffetta. Il Comune di Pienza con il sindaco Manolo Garosi ha ribadito di «non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale del passaggio di manifestazioni sportive».

alex zanardi 1

 

Parole che troverebbero riscontro in comunicazioni inviate tramite messaggi privati alle pagine Facebook dei Comuni dove gli atleti “locali” preannunciavano, in modo informale, l’arrivo della staffetta con la richiesta di “una foto e un saluto” per documentare il passaggio e a cui faceva seguito, una volta ricevuto il via libera dei Comuni l’invio del materiale di comunicazione, media kit e comunicato stampa per promuovere l’evento. Gli accertamenti stabiliranno se eventuali altre comunicazioni “ufficiali” sono state fatte pervenire agli uffici protocollo delle amministrazioni.

ZANARDIalex zanardiricostruzione incidente alex zanardiENRICO FABIANELLI ALEX ZANARDI DANIELE BENNATIalex zanardizanardi 1incidente alex zanardi1alex zanardi

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)