alinovi francesca

BOLOGNA AL “FRISCO” - POLEMICHE SOTTO LE DUE TORRI PER LA MOSTRA DI “FRISCO” CONDANNATO PER L’OMICIDIO DELLA CRITICA ALINOVI NEL “DELITTO DEL DAMS” DEL 1983: “A VOLTE PENSO CHE DOVREI ESSERE IO AD AVERCELA CON QUALCUNO, PER COME SONO ANDATE LE COSE”

Marco Manzo per “il Fatto Quotidiano

  

ONE HUNDRED WOMAN FRISCOONE HUNDRED WOMAN FRISCO

“Frisco” (Francesco Ciancabilla) ritorna a Bologna, la città che nel bene e nel male ha segnato il suo destino e, forse, anche quello delle avanguardie italiane, con One Hundred Woman, personale del suo lavoro dedicata all'universo femminile. Pescarese, cresciuto artisticamente tra Berlino, Bologna e New York, sotto le Due Torri non ha più esposto perché condannato per l’omicidio della critica internazionale Francesca Alinovi del 1983. Adesso torna, parallelamente alla Fiera Internazionale di Arte Contemporanea Arte e Fiera.

FRISCO-ALINOVIFRISCO-ALINOVI

  

La storia artistica di Ciancabilla, 56 anni, precursore dello stile dei primissimi graffitisti newyorchesi, comincia al Dams di Bologna nel 1980 imbrattando fotografie, fotocopie, muri e tele. Fu subito un grande successo di pubblico e di critica, grazie proprio a Francesca Alinovi, uno dei critici d’arte più brillanti degli anni Ottanta di cui era allievo al Dams e protégé.

alinovi francesca alinovi francesca

 

Francesca, 35 anni, fu trovata morta nel suo appartamento in via del Riccio colpita da 47 pugnalate il 15 giugno 1983. Assolto per insufficienza di prove in primo grado, Ciancabilla scappa nel 1985 durante la camera di Consiglio del processo d’Appello che lo condannerà a 15 anni (sentenza confermata in cassazione) per omicidio preterintenzionale. La latitanza durò 14 anni. Visse da prima in Sudamerica (Brasile e Argentina) e poi in Spagna. Nel 1998 venne arrestato a Madrid: era tra i 20 latitanti più ricercati d'Italia. Durante la fuga continuò a dipingere, smise soltanto quando, a San Paolo, una coppia di turisti italiani riconobbe i suoi lavori.

FRISCOFRISCO

  

Pittore enfatista, Ciancabilla ha ripreso a dipingere da due anni, dopo aver pagato il suo conto con la giustizia. Dell’omicidio Alinovi, passato alla storia della cronaca nera come il “Delitto del Dams” si è sempre proclamato innocente e non ha alcuna intenzione di parlarne. La morte di Francesca Alinovi, tuttavia, amica di Andy Warhol, Jean Michel Basquiat e Keith Haring, che le dedicò anche una tela, è una ferita ancora aperta in città. Per la famiglia della vittima, ovvio, ma anche per Ciancabilla e per quella Bologna alternativa di cui la professoressa dark era la musa e massima rappresentante. Per questo c'è grande attesa per l'opening di “Frisco” domani, in via del Pratello 23 a Bologna.

delitto alinovidelitto alinovi

  

Ciancabilla, come ci si sente a esporre nella sua Bologna?

   Bologna significa ricominciare. Per me ha una grande importanza affettiva riproporre il mio lavoro in una città dove sono cresciuto e dove ho iniziato a dipingere, tanti anni fa. Mi rendo conto che non è una città allettante dal punto di vista dell’arte contemporanea, nè come luogo di produzione, né come cassa di risonanza, come luogo di promozione o di diffusione. Ma è pur sempre la città in Italia che io sento più mia. Un buon punto di partenza per riprendere l’avventura d’artista.

  

Darà fastidio a qualcuno?

   A volte penso che dovrei essere io ad avercela con qualcuno, per come sono andate le cose. A Bologna ho tantissimi amici e anche parecchi estimatori. Per il resto non ho ricevuto attacchi da parte di nessuno, anche se mi sono giunte voci di qualcuno che nell’ambiente artistico si è mosso per ostacolare una mia eventuale mostra a Bologna.

FRISCO OPERAFRISCO OPERA

  

Inaugurerà la sua personale esattamente nel weekend di Arte e Fiera, è una provocazione?

   Una provocazione ma anche un caso. Mi avevano promesso di farmi esporre in ArtCity, la manifestazione di Arte e Fiera distribuita in spazi del centro. Poi, non so. Hanno ritirato l’offerta ed io espongo in questo spazio bellissimo di un amico, uno dei più grandi restauratori d’Italia, Camillo Tarozzi, in via del Pratello e una mia giovane amica ha preparato per la vernice una performance che sarà una sorpresa anche per me, ispirata ai miei lavori su tela.

  

Cosa significa dipingere?

   Questa domanda è di quelle che imbarazzano tantissimo. Io mi esprimo visivamente. Tutto qui. Se non dipingessi dovrei fare illustrazione o grafica editoriale o design di interni. Oppure vorrebbe dire che starei muto come un pesce. Le immagini sono le mie parole, il mio modo di raccontare e interpretare il mondo.

  

Dove e come nascono le idee dei suoi lavori?

ALINOVIALINOVI

   Le immagini di questa mostra nascono da miei ricordi, da donne che ho conosciuto o che ho incontrato durante la mia vita. Non a caso la mostra s'intitola Cento Donne non perché vi siano presenti 100 quadri ma perché è un lavoro in divenire, di ricerca nei ricordi, tra vecchie foto sbiadite. Forse un lavoro che si potrà arricchire di nuovi ritratti femminili. Intanto mi sono divertito a usare qui le tante varianti stilistiche che ho utilizzato nel mio lavoro nel corso di anni, e ho ridotto notevolmente le dimensioni delle mie tele, per renderle più accessibili a tutti.

  

Andrea Pazienza, suo amico e compagno d’università al Dams, diceva che “non c'è niente di più meraviglioso per un uomo che riposare una testa sconvolta in un grembo di madre o ragazza amato e conosciuto”. Chi sono queste donne?

   Quelle che espongo possono essere donne che ho amato alla follia oppure che ho appena incrociato per un istante per strada. Anche se parto da una ricerca nei miei ricordi, è un omaggio a tutte le donne, forse allo sguardo della Donna, sguardo materno ma anche sguardo alieno e straniante, sguardo seduttore e sguardo interrogatore.

  

Le piace qualche artista italiano? Segue qualcuno?

   In Italia abbiamo avuto tanti grandi artisti dall’arte concettuale e informale fino agli Anni Ottanta, poi mi sembra che ci sia stato un momento di stallo anche nella creatività. Degli artisti più contemporanei io sento una grande affinità con gli street artist, quali, ad esempio, Blu o Millo... arte non da galleria ma da strada, vibrante ed energica, di grande impatto comunicativo e spesso con contenuti politici.

  

Lei è stato uno dei precursori...

FRANCESCA ALINOVIFRANCESCA ALINOVI

   Io sono stato uno dei precursori quando qui in Italia il graffitismo era considerato solo un reato vergognoso (e anche adesso non è che la cosa sia cambiata molto, se proprio qui a Bologna Alice Pasquini, una giovane street artist molto interessante, ha ricevuto una multa salatissima per aver lasciato un disegno sullo sportello di lamiera dei contatori del gas di un edificio in centro). Ma ho sempre esposto principalmente in galleria perché era l’unico modo di guadagnare e di poter continuare a lavorare. Adesso, invece, al di là della solita repressione contro le manifestazioni artistiche ‘da strada’, ci sono anche Comuni o privati che diventano committenti per la street art, e questa è una cosa bellissima perchè permette di riqualificare zone urbane degradate e allo stesso tempo di incentivare le nuove generazioni di artisti.

  

frigidaire andrea pazienzafrigidaire andrea pazienza

Si ha l’impressione che la sua carriera sia ancora in fase di decollo, è l’anno buono?

   Parafrasando Picasso ogni momento può essere buono, ma deve incontrarci al lavoro. Ho ripreso a dipingere da appena un paio d’anni e sono anche abbastanza schivo rispetto all'ambiente di galleristi e critici. Nonostante ciò i miei lavori piacciono e vendo bene. Che altro potrei desiderare?

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…