giuseppe conte ponte morandi benetton autostrade

AUTOSTRADE PERDUTE – L'EMENDAMENTO PER CANCELLARE LA NORMA SULLE CONCESSIONI È STATO BOCCIATO, MA NON È DETTO CHE POTREBBE ESSERE RIPRESENTATO – NEL FRATTEMPO PERÒ IL GOVERNO STA CONTINUANDO LA SUA TRATTATIVA PARALLELA CON I BENETTON – ATLANTIA POTREBBE VENDERE IL 38% DI ASPI, SCENDENDO AL 50. MA A CHI? E A QUANTO? – QUELLA QUOTA FA MOLTA GOLA, VISTI I FLUSSI DI CASSA COSTANTI E I MARGINI OPERATIVI. E NELL’OPERAZIONE POTREBBERO ENTRARE LE FONDAZIONI BANCARIE, AZIONISTE SIA DI CDP SIA DEL FONDO F2I DI RAVANELLI

1 – MILLEPROROGHE ANCORA IN STALLO PER AUTOSTRADE

Sarina Biraghi per “la Verità”

 

giuseppe conte paola de micheli

Coronavirus, Sanremo e Salvini avranno anche distratto gli italiani, ma il governo giallorosso è in grave ritardo su alcune scadenze a cominciare dall' approvazione di tre decreti in scadenza: il primo è quello sul sistema creditizio del Mezzogiorno che, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 16 dicembre, scade oggi. L' iter è chiuso: ha avuto l' ok dalla Camera e ha concluso la discussione in commissione Finanze al Senato.

 

Tempi stretti anche per altri due decreti: quello sulle intercettazioni e il Milleproroghe, che scadono il 29 febbraio, quando arriveranno a Palazzo Madama, dove probabilmente non saranno apportate modifiche. Approvato salvo intese lo scorso 22 dicembre dal Consiglio dei ministri, domani sarà giorno di discussione per il Milleproroghe che sarà presentato alla Camera lunedì e approvato con la fiducia martedì pomeriggio. I due veri nodi restano la giustizia e le concessioni autostradali.

 

ponte morandi genova 2

Su quest' ultime nella maggioranza il Pd ha sposato la linea dura M5s, da sempre a favore della revoca delle concessioni autostradali ai Benetton dopo la tragedia del ponte Morandi, mentre Italia viva è sempre stata contraria tanto da presentare, insieme a Forza Italia, emendamenti di segno opposto. Ma ieri le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno bocciato gli emendamenti di Iv e Fi che volevano sopprimere l' articolo 35, quello che facilita la revoca delle concessioni autostradali.

 

roberto tomasi autostrade per l'italia

Resta in piedi il percorso previsto dal testo del governo, secondo cui sarebbe Anas, in attesa delle gare, ad assumere la gestione «in caso di revoca, di decadenza o di risoluzione di concessioni di strade o di autostrade, ivi incluse quelle sottoposte a pedaggio».

luciano benetton imago mundi

 

«Credo che il nodo sulle concessioni non si scioglierà», afferma il leghista Edoardo Rixi, deputato ligure già viceministro ai Trasporti nel governo M5s-Lega. «Hanno respinto una serie di nostri emendamenti e se passa con la fiducia il testo prevede di non approvare piani economici finanziari dei concessionari fino a luglio, quindi vuol dire che non vengono sbloccati gli oltre 13 miliardi di manutenzioni compresi i 4 miliardi della Gronda di Genova». Per quanto riguarda l' articolo 35 sulla procedura di revoca della concessione, «noi avevamo proposto delle modifiche anche su parere della commissione europea per non incorrere in infrazioni, ma la maggioranza ha bocciato tutto».

edoardo rixi 3

 

La Lega si era detta pronta a votare a favore della revoca ma poi «ci siamo astenuti dopo aver visto gli incontri ad personam tra il ministro delle Infrastrutture e i concessionari che hanno trovato l' accordo non si sa su cosa. Non solo, Aiscat che aveva impugnato l' articolo 35 ha ritirato l' impugnazione. Ci sorprende che si tratti in modo poco trasparente una materia così delicata che riguarda l' intera rete autostradale e la sicurezza dei cittadini. Inoltre se l' articolo 35 non verrà mai utilizzato vorremmo capire quali opere saranno cancellate dalla realpolitik».

 

giuseppe conte paola de micheli ponte genova

Secondo Rixi il governo ha deciso di non decidere e non ci sarà nessuno scontro con Italia viva: «Politicamente una sconfitta per Renzi che voleva fare le barricate, il M5s come sempre dice una cosa e poi ne fa un' altra e il Pd che fa senza dire cosa fa. Una situazione surreale che credo derivi dalla famosa foto delle sardine con i Benetton. È cambiato l' atteggiamento».

 

PAOLA DE MICHELI GIUSEPPE CONTE

Ieri in commissione Giustizia e affari sociali della Camera è stato approvato il ddl sulla sicurezza del personale sanitario che subisce atti di minaccia e di violenza. Il provvedimento prevede di monitorare gli episodi di violenza e aggrava le pene istituendo un comma all' articolo 583 del codice penale sulle lesioni personali introducendo quelle gravi (da 4 a 10 anni) e gravissime (da 8 a 16 anni). Bocciato invece il riconoscimento della qualifica di pubblico ufficiale per i medici.

 

2 – AUTOSTRADE, PROVE DI RIASSETTO L'IPOTESI DELLA RETE A F2I E CDP

Fabio Savelli per il “Corriere della Sera”

 

le macerie dopo il crollo del ponte morandi a genova

Una trattativa (sottotraccia) con alcuni «pontieri», tra il Tesoro e il mondo delle fondazioni bancarie, che potrebbe portare a un riassetto azionario del principale gestore autostradale in Italia. Sul tavolo l' articolo 35 del decreto Milleproroghe, che prevede in caso di inadempienza del concessionario, e dunque di Autostrade, il subentro nella gestione dell' Anas e un indennizzo ridotto per estinzione anticipata commisurato solo agli investimenti non ammortizzati.

 

roberto tomasi 1

Le forze di governo restano divise: una parte del Pd più favorevole ad una revisione della concessione, M5S determinato per la revoca. I tecnici sono al lavoro per studiare ipotesi alternative, che potrebbero prevedere un coinvolgimento di F2i e di Cassa Depositi. Uno degli schemi prevederebbe una riduzione della quota di Atlantia in Autostrade sotto la soglia del controllo e un ingresso da parte del fondo infrastrutturale o di Cdp o di entrambe.

 

Ieri non è passato nelle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio l' emendamento di Italia Viva e Forza Italia che intendeva cancellare l' articolo 35. Una soluzione che non va nella direzione auspicata da Autostrade, che lo ritiene una modifica unilaterale del contratto di concessione tale da spaventare qualunque investitore. In teoria sarebbe ancora possibile modificarlo in aula. Era trapelata l' indiscrezione di un emendamento correttivo allo studio del governo che avrebbe dovuto mantenere la concessione in carico ad Autostrade.

 

Non è avvenuto, ma ciò non significa che non possa essere presentato più avanti. Per realizzare uno scambio tra l' esecutivo e gli azionisti di Autostrade, in primis la famiglia Benetton, che tutelerebbe i conti pubblici dal pagamento di un indennizzo di almeno 7 miliardi disinnescando un contenzioso di difficile lettura. L' alternativa prevederebbe il mantenimento della concessione ad Autostrade a patto di vedere Atlantia scendere sotto la quota di controllo. Un negoziato che porterebbe anche ad un risarcimento da due miliardi e l' impegno per investimenti più elevati.

ATLANTIA

I condizionali sono molti.

 

Non è chiaro il quadro tariffario, che non permette una valutazione puntuale della quota di Autostrade che verrebbe venduta da Atlantia dopo via libera di Edizione. Il governo pretende che il gestore adotti in toto il modello tariffario dell' Authority dei Trasporti che riduce di oltre tre punti percentuali la remunerazione sul capitale investito, alleggerendo pesantemente il margine operativo lordo della concessionaria che nel 2018 è stato di 2,3 miliardi su ricavi di oltre 6. Un punto che la famiglia Benetton ritiene difficilmente negoziabile. Per una questione economica.

 

Con l' attuale modello tariffario quel 38% da vendere (Atlantia detiene l' 88% di Aspi, scenderebbe al 50%) ha un valore totalmente diverso. Significa flussi di cassa costanti da qui al 2038, che ingolosirebbero chiunque per quell' ebitda invitante per un settore regolato. Le fondazioni bancarie, azioniste sia di Cdp, sia del fondo F2i, si riuniscono mercoledì 19.

 

Opterebbero per un' operazione di mercato per entrare anche con investitori esteri, come il fondo sovrano di Singapore. I Cinque Stelle spingono invece per una nazionalizzazione. Con Cdp nel capitale, anche convertendo in equity la linea di credito da 700 milioni erogata tempo fa. Immaginando uno scorporo di Autostrade da Atlantia. Un' ipotesi che la famiglia Benetton respinge, ma con la revoca sul tavolo potrebbe essere costretta a dover digerire.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…