SCENDE LA NEVE, SALGONO LE AZIONI DEI LIGRESTI - LA CONSOB CHIUDE I BATTENTI CAUSA NEVE E IN BORSA SCATTA L’ANARCHIA: BOOM DEI TITOLI UNIPOL, FONSAI E PREMAFIN - CHI STA RASTRELLANDO AZIONI IN VISTA DELLA MAXI-FUSIONE GUIDATA DA UNICREDIT E MEDIOBANCA? C’È CHI DICE LA FRANCESE AXA (PRONTA ALL’OPA SU FONSAI) MA POTREBBE ESSERCI LO ZAMPINO DEI SOCI DI MINORANZA CHE VOGLIONO FAR VALERE IN ASSEMBLEA LE LORO QUOTE DI MERCATO - CHI CI GUADAGNA? I LIGRESTO’S: VENDENDO I TITOLI PRIMA DELLA FUSIONE INTASCHERANNO UNA BUONA USCITA MILIONARIA…

Vittorio Malagutti per il "Fatto quotidiano"

La Consob non perde un colpo. Dopo che il suo presidente Giuseppe Vegas, con un intervento senza precedenti, ha indicato alle società coinvolte la strada da seguire nel salvataggio di Fonsai e mentre in Borsa i titoli al centro dell'operazione prendono letteralmente il volo, la Commissione fa sapere in un comunicato che segue l'evolversi della situazione con un "monitoraggio serrato".

Serrato? Beh, ieri proprio no, visto che la Consob, al pari di tutti gli altri uffici pubblici, ha chiuso i battenti per via della nevicata che tra venerdì e sabato ha imbiancato la capitale. Stop per un giorno, quindi, anche alla divisione mercati, incaricata per l'appunto di seguire e analizzare gli scambi in Borsa. Mentre gli ispettori di Vegas si prendevano un giorno di vacanza forzata, ieri a Piazza Affari sono partiti i fuochi d'artificio. Fonsai ha fatto un balzo del 31,3 per cento seguita a stretto giro da Unipol, in volo di oltre il 30 per cento. Gran fermento anche su Premafin, che è salita del 24 per cento, mentre la Milano assicurazioni, controllata da Fonsai ha guadagnato quasi il 6 per cento.

Va detto che anche dopo i balzi dell'ultima seduta le quotazioni restano ancora molto lontane da quelle correnti anche solo un paio di mesi fa. Tanta agitazione resta però difficile da spiegare con la notizia del giorno. E cioè che sono ormai pronti i consorzi di garanzia bancari destinati a fare da rete di sicurezza per i maxi aumenti di capitale, oltre un miliardo di euro ciascuno, che verranno deliberati da Fonsai e Unipol, in vista della fusione a quattro a cui parteciperanno anche Premafin e Milano.

In sostanza, le due compagnie di assicurazione dovranno raccogliere sul mercato risorse fresche per un importo ben superiore al loro attuale valore borsistico. A farsi carico dell'eventuale invenduto saranno otto istituti di credito, tutti stranieri (Morgan Stanley, Deutsche bank, Barclays e atri ancora), salvo Unicredit e Mediobanca (che guida i consorzi). Questi ultimi i due massimi creditori di Ligresti e della sua Fonsai, nonchè veri registi di tutta l'operazione di salvataggio.

La questione che tiene banco in Borsa è però un'altra. Come si spiega i gran rialzo delle quotazioni? C'è forse qualcuno che sta rastrellando i titoli coinvolti nella prossima fusione a quattro? Sulla carta non sarebbe da escludere l'intervento di un grande gruppo straniero (nei giorni scorsi si è parlato della francese Axa) pronto a lanciare un'Opa su Fonsai approfittando delle quotazioni assai sacrificate delle ultime settimane. Questo però non spiegherebbe il contemporaneo rialzo di Unipol. Allo stesso modo sembra improbabile che investitori grandi e piccoli stiano mettendo da parte azioni scommettendo sui futuri rapporti di con-cambio per la fusione.

C'è un'altra possibilità. E cioè che un gruppo di fondi d'investimento abbia deciso di inserirsi nella partita per cambiare i termini dell'operazione in un un modo più favorevole ai soci di minoranza. Va ricordato infatti che le modalità del salvataggio architettato da Mediobanca rappresentano un vero salasso per i piccoli azionisti di Fonsai e Unipol, chiamati per l'ennesima volta a metter mano al portafoglio. Tutto questo senza che, nel caso di Fonsai, venga lanciata l'opa che sarebbe obbligatoria nel caso di cambio di controllo del gruppo. Non è quindi da escludere che alcuni fondi cosiddetti attivisti possano tentare di mettere sul piatto un pacchetto importante di azioni per far valere in assemblea le ragioni del mercato.

Solo ipotesi, al momento. Di sicuro però, almeno nel caso della Premafin, c'è qualcuno che ha tutto da guadagnare dal gran rialzo del titolo. Sono i Ligresti, proprio loro, destinati a uscire di scena a giochi fatti. Prima della fusione, infatti, i soci di Premafin avranno la possibilità di esercitare il diritto di recesso vendendo i loro titoli alla media delle quotazioni della stessa Premafin dei sei mesi precedenti la delibera di fusione. Come dire che grazie al boom di Borsa Salvatore Ligresti e famiglia, che sono di gran lunga gli azionisti più importanti della holding, potrebbero incassare comunque una buonuscita da decine di milioni.

 

qsie82 ligrestigiuseppe vegasAlberto NagelCARLO CIMBRIunipolFONSAI

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO