GLI “ESODIATI” - L’INNALZAMENTO DELL’ETÀ PENSIONABILE HA INTRAPPOLATO IN UN “LIMBO” I 640 METALMECCANICI DI TERMINI IMERESE CHE AVEVANO GIÀ CHIUSO (VOLENTI O NOLENTI) GLI ACCORDI CON LA FIAT - UN CASSAINTEGRATO: “ESODATO? NON SO NEPPURE COSA SIGNIFICHI. LA FORNERO OGGI PER NOI È UNA NEMICA COME IERI LO ERA MARCHIONNE” - PER 1.300 DIPENDENTI RISCHIA DI SFUMARE IL PASSAGGIO ALLA DR MOTOR…

Emanuele Lauria per "la Repubblica"

È rimasta giusto una impiegata a far compagnia a custodi e pompieri, nella fabbrica che negli anni ´80 produceva ottocento Panda al giorno e dava lavoro a tremila dipendenti. La signora Mariella Cimino è sola, negli uffici dell´amministrazione, a preparare le buste paga dei fantasmi che abitavano questo stabilimento fantasma: i cassintegrati Fiat rimasti nel limbo di una transizione mai compiuta verso i nuovi padroni della Dr Motor.

Sul trasferimento nei ranghi dell´azienda molisana, già minacciata dai problemi finanziari dell´imprenditore Massimo Di Risio, grava ora l´incognita dei 640 esodati: perché l´operazione si compia, come previsto in un accordo del primo dicembre, occorre che gli operai più anziani vengano accompagnati attraverso indennità di cassa integrazione e di mobilità alla pensione.

Ma l´innalzamento dell´età pensionabile stabilito dalla riforma Monti rischia di far saltare il piano. Così, nell´area industriale di Termini Imerese fiaccata dalla crisi, la grana degli esodati rischia di avere un peso doppio per i lavoratori, rimasti senza impiego dopo trent´anni passati in catena di montaggio e con la non esaltante prospettiva di non avere neppure la pensione. «Oltre al danno la beffa», sintetizza Roberto Mastrosimone, sindacalista della Fiom e volto più noto delle tute blu di Termini. «Ma senza una deroga per gli esodati da parte del governo - aggiunge - non si fa nulla e sfuma il passaggio dei 1.300 dipendenti Fiat a Dr Motor».

Proprio in queste ore è ripresa la protesta: e ieri la Uilm ha fatto sapere che dopo Pasqua gli operai torneranno a riunirsi in assemblea, cinque mesi dopo la grande manifestazione davanti ai cancelli dello stabilimento, in occasione dell´ultimo giorno di produzione. C´è silenzio, stamattina, in fabbrica, ma non nei paesi dell´hinterland palermitano che ospitano i reduci della Sicilfiat.

A Campofelice di Roccella, non lontano da Cefalù, ci sono 40 esodati. Giuseppe Il Grande ha 58 anni: secondo l´accordo di dicembre avrebbe davanti quattro anni di cassa integrazione e mobilità prima di andare in pensione. «Con le nuove norme pensionistiche dovrei aspettare tre anni in più - dice - ma non è questo il problema. Senza le concessioni per gli esodati qui si rischia di perdere tutto: ed è una sensazione terribile, dopo 35 anni passati nel reparto verniciatura.

Sono ancora giovane, certo: ma di questi tempi è impossibile trovare un lavoro alternativo, per di più in Sicilia. Mio figlio è dovuto emigrare a Bologna e poi in Austria per trovare un impiego da carpentiere. Io non ho più la forza». Neanche il lavoro nei campi è più una via d´uscita, per gli operai che negli anni ´70 svolgevano una doppia attività e venivano chiamati "metalmezzadri": «Oggi vai a raccogliere mandarini per dieci ore di fila e ti danno 50 euro...», annota Il Grande.

E allora i "fantasmi" di Termini Imerese rimangono aggrappati a un assegno di cassa integrazione da mille euro al mese, con cui campare intere famiglie. Damiano Aglieri Rinella ha 55 anni ma 35 li ha passati facendo l´operaio in stabilimento.

«Non ho la fortuna di avere una moglie che lavora e ho due figlie a carico. I sacrifici? Tanti. Da gennaio, da quando sono in cassa integrazione - dice - ho dovuto rinunciare alla macchina e al motorino, perché non posso pagare l´assicurazione. E quest´anno non ho potuto neppure mandare mia figlia in gita con i compagni di scuola. Mi piange il cuore, dopo una vita di lavoro. E ora questo incerto ruolo da esodato. Non so neppure cosa significhi: di certo, la Fornero oggi per noi è una nemica come ieri lo era Marchionne...».

A Montemaggiore Belsito, sulle colline sopra Termini, c´è un´altra pattuglia di esodati: Cruciano Albanese ha 59 anni, un passato da magazziniere e due figli «laureati e ovviamente precari». «Esco da casa la mattina per non litigare con mia moglie - scherza - e passo la giornata a far suonare le labbra, come si dice dall

e nostre parti. Mi consolo perché ad alcuni colleghi è andata peggio: c´è chi ha dovuto svendere la casa per l´impossibilità di pagare il mutuo e chi ha tentato il suicidio». Storie di disperazione: «In questa situazione sono in tanti ad attendere che si chiuda il rapporto con Fiat - dice Mastrosimone - per avere almeno il Tfr con cui saldare i debiti. Ma noi rimaniamo dipendenti del Lingotto, forse qualcuno se n´è dimenticato».

La paura che sulla vertenza di Termini sia calato l´oblio. E alcuni sospetti da allontanare: è difficile giustificare gli esodi incentivati nella terra che fino a dicembre ha consentito le scandalose baby-pensioni (anche a 40 anni) alla Regione? «Con tutto il rispetto: qui - conclude il sindacalista della Fiom - non stiamo parlando dei prepensionati delle Poste, per cui si può ipotizzare un privilegio. Ma di gente che ha fatto un lavoro usurante, nella sostanza, stando almeno trent´anni in catena di montaggio. Di questo il governo non può non tenere conto».

 

Fiat TERMINI IMERESEProtesta Termini Imerese MAschera di Marchionne Dal Giornale Bersani e gli operai di Termini Imerese con le maschere di MarchionneAlcuni lavoratori di Termini Imerese durante la manifestazione di ieri a Palermo Massimo Di Risio

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!