donald trump petrolio

IN UN MONDO GLOBALE, L’AUTONOMIA ENERGETICA NON BASTA – GLI STATI UNITI, NONOSTANTE SIANO IL PRIMO PRODUTTORE DI PETROLIO E GAS LIQUEFATTO AL MONDO, SOFFRONO PER IL BLOCCO DELLO STRETTO DI HORMUZ: IL PREZZO ALLA POMPA AUMENTA E L’INFLAZIONE SALE - LA VULNERABILITÀ È AMPLIFICATA DALLO SHALE GAS, LO STESSO CHE HA PERMESSO L’INDIPENDENZA STRATEGICA: I PRODUTTORI NON POSSONO AUMENTARE LE TRIVELLAZIONI DOPO ANNI DI TAGLI ALLA CAPACITÀ PRODUTTIVA, E IL PAESE FINISCE VITTIMA DEI PREZZI CHE CONTRIBUISCE A FORMARE - NEL FRATTEMPO CANADA E NORVEGIA CAPITALIZZANO LO STOP AL MERCATO DEL GOLFO E DIVENTANO I "SOVRANI" DELLA STABILITÀ ENERGETICA GLOBALE...

Estratto dell’articolo di Fabrizio Goria per “La Stampa”

 

DONALD TRUMP - PETROLIO

Hormuz chiuso per almeno un altro mese è un problema globale. Mentre le fiamme avvolgono le infrastrutture strategiche e lo Stretto si trasforma in un imbuto, l'economia mondiale barcolla sotto un urto senza precedenti che scuote le fondamenta del mercato degli idrocarburi.

 

[…] I vincitori In questa riconfigurazione violenta del mercato, l'asse del potere energetico si sposta con forza verso il Nord America e il Mare del Nord. Il Canada e la Norvegia emergono come i nuovi sovrani della stabilità energetica, capitalizzando sulla ricerca ossessiva di alternative da parte dei mercati globali.

 

a teheran piove petrolio 1

Oslo, che già dopo l'invasione dell'Ucraina aveva massimizzato la produzione per colmare il vuoto lasciato dal gas russo, si ritrova ora in una posizione di forza assoluta, con profitti pronti a decollare grazie ai prezzi del gas naturale che restano su livelli di guardia.

 

Oltreoceano, il ministro dell'Energia canadese, Tim Hodgson, ha posizionato il suo Paese come un «produttore di energia stabile, affidabile, prevedibile e basato sui valori», cercando di intercettare la domanda asiatica ed europea.

 

Gli Stati Uniti vivono invece un paradosso strategico: se da un lato le esportazioni di Gnl verso l'Europa garantiscono un vantaggio commerciale senza precedenti ai giganti del Texas, dall'altro l'economia interna soffre un'esposizione brutale.

 

shale oil estrazione petrolio

Con un consumo pro capite che non ha eguali, ogni dollaro in più alla pompa di benzina erode il potere d'acquisto delle famiglie americane, spingendo gli economisti di Oxford Economics a prevedere una contrazione del Pil se il greggio dovesse mantenere i livelli attuali.

 

La vulnerabilità americana è amplificata dall'impossibilità di molti produttori di shale gas di aumentare l'output dopo anni di tagli alla capacità produttiva, rendendo il Paese vittima dei prezzi che esso stesso contribuisce a formare sui mercati internazionali.

 

[…]  La Federazione Russa gioca in questo scenario una partita diplomatica cinica e di estremo successo, trasformandosi nel vincitore più inatteso della crisi. Approfittando della necessità di Washington di allentare le restrizioni globali per non soffocare del tutto l'offerta, Mosca ha visto le sue vendite di greggio verso l'India balzare del 50%, garantendo al Cremlino entrate supplementari stimate in 5 miliardi di dollari solo entro la fine di marzo.

 

MEME SUL CARO BENZINA

Per Vladimir Putin, il conflitto nel Golfo rappresenta non solo un polmone finanziario insperato per sostenere lo sforzo bellico in Ucraina, ma anche una leva diplomatica per forzare la riapertura di canali di dialogo finora sigillati dalle sanzioni dopo la brutale invasione dell'Ucraina nel 2022.

 

[…]  In questo contesto di blocco totale, la logistica dell'alternativa diventa la vera linea di difesa dei Paesi del Golfo, trasformando Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti in attori capaci di gestire il rischio meglio dei vicini. Riad ha attivato a pieno regime la pipeline East-West verso il porto di Yanbu sul Mar Rosso, un'arteria capace di trasportare milioni di barili al giorno bypassando interamente lo Stretto di Hormuz e le minacce dirette dei droni iraniani.

 

Gli Emirati utilizzano il condotto Adcop per dirottare il greggio verso il terminal di Fujairah, posizionato strategicamente oltre il collo di bottiglia del conflitto. Tuttavia, queste vie di fuga restano fragili. La pressione degli attacchi Houthi sul Mar Rosso rende il transito da Yanbu una scommessa costante, mentre la Turchia cerca di proporsi come hub alternativo attraverso l'utilizzo del condotto Iraq-Turchia verso Ceyhan.

prezzi del petrolio e rendimenti dei titoli di stato a dieci anni

 

Qui le incognite restano elevate. Il rischio di assalti sabotatori e l'instabilità delle aree curde rendono questa rotta una soluzione di emergenza carica di incertezze, dove la sicurezza fisica delle condutture conta quanto la disponibilità del greggio stesso.

 

[…]  Sul fronte di chi è più danneggiato, l'Europa e le grandi democrazie asiatiche si trovano in una situazione di soffocamento strutturale. L'Italia, insieme alla Lituania, subisce l'esposizione massima alla volatilità dei prezzi del gas, con un impatto diretto sull'inflazione che minaccia di aggiungere mezzo punto percentuale ai costi di produzione entro la fine dell'anno. […]

ANDAMENTO DEL COSTO DEL PETROLIO PREZZI DEL PETROLIO SI IMPENNANO CON LA GUERRA IN IRAN a teheran piove petrolio 3a teheran piove petrolio 2ROTTE ALTERNATIVE ALLO STRETTO DI HORMUZ -isola di Kharg in iran

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO