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ITALIA IN SVENDITA/2 – IL GOLDEN POWER POTREBBE NON BASTARE: CONTRO I GRUPPI EUROPEI IN TEORIA NON SI POSSONO ATTIVARE I POTERI SPECIALI PERCHÉ VIOLEREBBERO LE NORME UE – LA PAURA È SOPRATTUTTO PER UNICREDIT E GENERALI, CHE HANNO IN PANCIA MILIARDI DI TITOLI DI STATO. E POI CI SONO GLI OLANDESI, CHE TRA I POCHI COLOSSI NAZIONALI HANNO SHELL…

 

 

 

 

Carlo Di Foggia Valeria Pacelli per “il Fatto quotidiano”

 

giuseppe conte raffaele volpi

Ci sono le attenzioni di gruppi francesi e olandesi che guardano con particolare interesse al mercato italiano, e poi quelle della Cina più attenta al 5G , la tecnologia delle reti mobili di quinta generazione oggetto di scontro serrato con gli Stati Uniti. L' intelligence italiana continua a monitorare i gruppi esteri potenzialmente interessati alle aziende del Paese travolte dalle conseguenze dell' emergenza coronavirus.

 

macron conte

Buona parte dei colossi italiani ha infatti dimezzato il valore in Borsa. Gli 007 da giorni partecipano a gruppi di lavoro con il governo che intende blindare le società quotate oggi fuori dal perimetro dei poteri speciali a difesa dei gruppi strategici, il cosiddetto Golden power che permette di bloccare acquisizioni estere.

 

conte xi jinping

La misura è allo studio di Tesoro e Palazzo Chigi e confluirà nel decreto di aprile. L' esempio è la Spagna, che mercoledì ha varato un decreto che aumenta ancora il golden power, permettendo di bloccare acquisizioni di società nazionali da parte di aziende con sede Ue ma controllate da soggetti extracomunitari. Madrid ha anche potenziato il monitoraggio degli investimenti esteri nel Paese. La scorsa settimana Bruxelles ha lanciato l' allarme, chiedendo di aumentare lo screening soprattutto nel settore biomedicale.

 

huawei

La normativa italiana già copre le possibili mire di soggetti esteri che usano veicoli europei. Ma si vuole aumentare i settori coinvolti. Il golden power copre al momento difesa, sicurezza, energia, trasporti e comunicazioni. A fine 2019 è stato esteso anche alla cyber sicurezza e al 5G , la rete superveloce diventerà fondamentale nell' era del coronavirus visto che le misure di distanziamento sociale potrebbero diventare la norma per molto tempo. Pechino è leader globale in questa tecnologia e le aziende cinesi hanno accordi con diversi Paesi europei, nonostante il tentativo degli Usa di arginarne lo strapotere.

eni gas e luce

Nel decreto di aprile i poteri speciali saranno estesi anche al settore farmaceutico e a quello finanziario, per ricomprendere assicurazioni e banche (per quest' ultime, però, è in corso un dialogo con la Bce, titolare della vigilanza).

 

mark rutte giuseppe conte

Qui i timori però riguardano le attenzioni dei gruppi europei, verso i quali non si possono attivare i poteri speciali del governo perché violerebbero le norme Ue. "Vogliamo rinforzare il golden power anche per le operazioni intracomunitarie", ha detto il premier Giuseppe Conte al Fatto. Per questo è in corso una trattativa serrata con Bruxelles, ma non si esclude di procedere anche senza l' ok dell' Ue. Qui la paura è soprattutto per Unicredit e Generali, che peraltro custodiscono in pancia miliardi di titoli di Stato italiani. Le voci di mire francesi sul settore sono note da tempo. I servizi segreti però guardano anche all' Olanda. Tra i pochi colossi nazionali, i Paesi Bassi vantano il gigante petrolifero Shell. Il crollo del greggio innescato dalla guerra tra Arabia Saudita e Russia ha fatto crollare i corsi azionari e alimentato le voci di possibili riassetti del settore. L' italiana Eni rischia di essere preda più che predatore. Da gennaio ha perso il 28% per cento della capitalizzazione di Borsa Shell ha perso il 36%, ma in Borsa vale 130 miliardi, contro i 36 dell' Eni. La francese Total invece è sopra i 90 miliardi.

ROYAL DUTCH SHELL

 

La preoccupazione dell' intelligence è nota al governo. Tanto più che a chiedere un intervento è stato il Copasir, il comitato che vigila sui servizi.

ROYAL DUTCH SHELL

È in questo quadro che va vista la mossa della Consob, l' authority di controllo sulla Borsa, per limitare il rischio scalate: nei giorni scorsi ha fatto scattare l' obbligo per gli azionisti delle 48 società italiane a più alta capitalizzazione di comunicare le partecipazione per soglie più basse di quelle stabilite finora: oltre l' 1% delle grandi società, prima era il 3%, mentre per le piccole e medie si passa dal 5 al 3%. Durerà fino a giugno, ma nel decreto di aprile sarà esteso e, forse, allargato a tutte le quotate.

macron conte

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