baglioni due cavalli

QUEL SOGNO CHIAMATO “DUE CAVALLI” – AL SALONE DELL’AUTO RETRO’ DI PARIGI LA MITICA VETTURA DELLA CITROEN SOTTO I RIFLETTORI – CINQUANT’ANNI FA L’AVVENTO DELLA “MEHARI” RIVOLUZIONO’ IL MERCATO, TOGLIENDO LAVORO AI CARROZZIERI

 

 

Savina Confaloni per Libero Quotidiano

 

CITROEN DUE CAVALLI 1

Si apre sotto la neve il salone parigino di Retromobile, che fino a dopodomani riunisce nella fiera di Porte de Versailles a Parigi il gotha delle auto d' epoca. Da una parte, le vetture milionarie in asta da RM Sotheby' s, dalla l' Iso Grifo A3/C di Johnny Hallyday, con prezzo di stima dai due milioni e mezzo ai tre milioni di euro, alla Bugatti Type 35 da Grand Prix del 1925 con quotazioni che sfiorano il milione, alla Ferrari 166 MM Spider stimata fra 3,7 e 4,5 milioni.

CITROEN DUE CAVALLI

 

Dall' altra, fuori catalogo, le auto della vita di tutti i giorni, quelle che hanno fatto la storia del costume diventando un fenomeno sociale, come la Citroën 2CV , che a Retromobile è sotto i riflettori per i suoi 70 anni , o la Mehari, che proprio nel 2018 festeggia i 50 anni.

 

E Citroën espone pure il prototipo del 1939 frutto del progetto "TPV", Toute Petite Voiture, base per lo sviluppo concettuale della 2CV, nato con l' aspirazione di rendere l' auto un prodotto di uso comune, utile nel mondo agricolo e accessibile alle classi popolari. «Trasportare quattro persone e cinquanta chili di patate o un barile, alla velocità massima di 60 km/h».

 

citroen dyane

L' auto diventava trasversale, per i giovani e le famiglie; icona francese con oltre 5,1 milioni di unità vendute nei 42 anni di produzione, frutto del genio del responsabile del centro studi Citroën André Lefebvre. Un costo di produzione che era un terzo della 11 CV, e tecnologie innovative che la rendevano unica, come la trazione anteriore, le sospensioni a grande escursione, e il motore a due cilindri raffreddato ad aria.

 

CITROEN DYANE INTERNI

Vent' anni dopo il debutto parigino della "Deuche" davanti al Presidente della Repubblica Vincent Auriol, nel maggio 1968 Citroën lanciava l' altra grande provocazione: la Mehari, cabriolet da "campagna" e da spiaggia, anticonformista e geniale nel suo genere. La Mehari portava la firma di un eroe di guerra curioso ed eclettico, il conte francese Roland Paulze d' Ivoy de la Poype, pilota degli aerei della squadriglia Normandie-Niémen. Un aviatore col pallino della scienza, che terminata la carriera aeronautica aveva fondato la Société d' Exploitation et d' Application des Brevets per lo sviluppo di quello che considerava un materiale del futuro, la plastica.

 

CITROEN MEHARI 1

L' ABS - Acrilonitrile Butadiene Stirene- con cui era realizzata la carrozzeria della Mehari fece la fortuna del modello: un materiale talmente leggero da poter prendere qualsiasi forma ed essere molto colorato.

 

Il nome si ispirava ad una razza sud-arabica di dromedari da corsa della regione del Mahra ( appunto Mehari dall' arabo mahr, "del Mahra"), alludendo così alla sua resistenza anche in condizioni più estreme, ed alla sua parsimonia nel "bere". La Mehari era leggera, 525 kg, decappottabile, e poteva andare ovunque. Aveva interni lavabili con un getto d' acqua, fori nel pavimento per scolare l' acqua, il parabrezza ribaltabile sul cofano, e una scocca a prova di corrosione.

 

CITROEN MEHARI1

E la versione 4x4, lanciata nel 1979, superava pendenze fino al 60% . Il pianale e la meccanica erano quelli della 2 CV, con un motore bicilindrico boxer raffreddato ad aria da 602cc e 33CV, trazione anteriore e cambio a 4 velocità. E costava veramente poco, circa 6.990 franchi francesi. Venne prodotta sino al 1987 in circa 150.000 esemplari, solo due le serie speciali, la Méhari Plage in Spagna, e la più conosciuta Azur in Francia, Italia e Portogallo.

 

È stata usata nelle retrovie come Méhari Armée dall' esercito francese; l' abbiamo vista con al volante il gendarme più esilarante della storia del cinema francese Louis de Funès, e con Charlton Heston in The Omega Man del 1971. Ne aveva una ai tempi di McLaren Racing Martin Whitmarsh, e pure l' ex governatore del Veneto, Galan.

 

CITROEN MEHARI

«La Mehari è stata di fatto la prima macchina che ha tolto lavoro ai carrozzieri, perché non veniva verniciata: il colore era in massa nell' Abs, e i proprietari potevano lasciarla scoperta senza doversi preoccupare di nulla», spiega Gioacchino Acampora responsabile della Carrozzeria Castagna di Milano, che di spiaggine se ne intende, dopo aver firmato alcune delle auto da mare più ricercate, come Tender 2 Castagna e Capri.

 

«L' elemento geniale nella Mehari era che poteva bagnarsi mantenendo integri colori e interni: negli anni '70 con le tonalità più famose di verde, arancione, e giallo, è diventata l' immagine di un' epoca», spiega l' architetto milanese che sta lavorando proprio sulla "C_ car" che della Mehari segue la filosofia, con motorizzazione elettrica.

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