viperetta ferrero

VIPERETTA MOZZICATO DAL FISCO - I PM GLI HANNO SEQUESTRATO UNA CASA AI PARIOLI NELL'INCHIESTA IN CUI È ACCUSATO DI AVER EVASO 1,2 MILIONI. MA SI PARLA DI FATTI DEL 2009, SIAMO ANCORA AL PRIMO GRADO, E LA PRESCRIZIONE SI AVVICINA...

Valeria Pacelli per il “Fatto Quotidiano

 

massimo ferrero simona ventura miss italiamassimo ferrero simona ventura miss italia

L’ultimo guaio giudiziario, il patron della Sampdoria Massimo Ferrero lo ha avuto due settimane fa quando la Procura di Roma ha disposto il sequestro per equivalente del suo appartamento ai Parioli, prestigioso quartiere romano: è una casa di 13 vani che Ferrero ha comprato nel 2000. Non abita lì da anni, ma nonostante ciò da tempo affronta una querelle con i condomini per alcuni lavori che Er Viperetta aveva fatto in casa, per poi dover distruggere quello che stava costruendo. Compresa una sauna.

 

massimo ferrero a miss italia  33massimo ferrero a miss italia 33

Ma non è per le liti condominiali che la casa è finita sotto sequestro (come pure i conti correnti di due società). Il provvedimento arriva nell’ambito dell’inchiesta del pm Antonino Di Maio che contesta a Viperetta il reato di occultamento o distruzione di documenti contabili, nel 2009, per un milione e duecentomila euro, in merito a due società a lui riconducibili.

 

Insomma si tratta, secondo il magistrato, di un presunto omesso versamento all’erario nel 2009. Inchiesta tuttavia ancora in corso e, secondo indiscrezioni, in dirittura di arrivo. Anche se la prescrizione incombe. Intanto sotto sequestro è finito quell’appartamento , negli anni già oggetto di indagini per lavori, poi bloccati a causa delle lamentele condominiali.

massimo ferrero a miss italia  32massimo ferrero a miss italia 32

 

“Beh, a me non è successo nulla – dice un giovane avvocato che esce dall’elegante ingresso del palazzo –. Io non ho problemi di infiltrazione. Sono altri che so hanno avuto problemi. Io il presidente della Samp non l’ho neanche mai visto”. Alza lo sguardo e indica l’ultimo piano: “Lì i lavori ci sono da tempo e sono fermi”. Anche un altro condomino dice di non aver avuto problemi: “Io però non ci sto mai e abito ai piani bassi. Magari abitassi lì”.

 

massimo ferrero e angelo mangiantemassimo ferrero e angelo mangiante

Tuttavia sui lavori in quell’appartamento è in corso un processo in primo grado. Qui Viperetta è imputato per non aver bloccato i lavori nell’appartamento come gli era stato intimato dalle autorità. In particolare, scrive il pm Simona Marrazza nel capo di imputazione, ignorava il divieto “realizzando la demolizione delle tramezzature” e della “cabina sauna” in muratura, mentre proseguiva “le opere di sistemazione degli impianti a servizio delle unità immobiliari e di bonifica della pavimentazione”. Co m’era l’appartamento nel 2011, però, è descritto agli atti in un’annotazione di polizia giudiziaria al termine di un sopralluogo.

massimo ferrero show man (3)massimo ferrero show man (3)

 

In quel caso – si tratta di sei anni fa, ora la situazione è ripristinata – trovarono i lavori in corso. Tra questi segnarono anche “la ricostruzione di spallette in muratura, la posa in opera di una grande cabina ‘sauna’e la realizzazione del muretto atto a contenere una vasca idromassaggio”. Non ne è rimasto nulla. “Non c’è alcuna sauna ora – sottolinea il legale di Ferrero, l’avvocato Andrea Diamante –. È stata distrutta al solo scopo di eliminare delle infiltrazioni. Lui non abita lì da quattro, cinque anni”.

massimo ferrero 4massimo ferrero 4

 

Risiede infatti in un palazzo in pieno centro a Roma, intestato – come verificato dal Fatto–a Propaganda Fide. Il Fatto avrebbe voluto chiedere chiarimenti anche su questo a Ferrero che però ci ha rimandato ai suoi legali. Quello per l’appartamento ai Parioli non è l’unico processo che Er Viperetta affronta in primo grado. Il presidente della Sampdoria è imputato per dichiarazione infedele in qualità di legale rappresentante della Blu Cinematografica Gf Srl.

 

Per evadere le imposte sui redditi delle dichiarazioni del 2008, secondo il pm Mario Palazzi “ometteva di indicare elementi positivi di reddito per 724 mila euro e indicava passivi per 3,5 milioni di euro” circa. Pari, quindi “ad un’imposta Ires evasa” per quasi 1,2 milioni di euro. Sono fatti del 2009, quasi prescritti. È quindi può tirare un sospiro di sollievo.

massimo ferrero viperetta 2massimo ferrero viperetta 2massimo ferrero viperetta 12massimo ferrero viperetta 12

 

 

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI