casapound matteo piantedosi

C’È UN LIMITE AL FASCIO – PER LA PRIMA VOLTA UN TRIBUNALE ITALIANO, A BARI, HA CONDANNA UN GRUPPO DI MILITANTI DI CASAPOUND APPLICANDO LA LEGGE SCELBA, CHE VIETA LA RIORGANIZZAZIONE E LA MANIFESTAZIONE DEL DISCIOLTO PARTITO FASCISTA – IL 21 SETTEMBRE 2018, AL TERMINE DEL CORTEO CONTRO MATTEO SALVINI, I “FASCISTI DEL TERZO MILLENNIO” AGGREDIRONO CON CALCI, PUGNI E CINGHIATE ALCUNE PERSONE SCESE IN PIAZZA A BARI – PER I PM CI FU “L'UTILIZZO DEL METODO SQUADRISTA COME STRUMENTO DI PARTECIPAZIONE POLITICA” – LE OPPOSIZIONI INCALZANO PIANTEDOSI: “SCIOLGA CASAPOUND E SGOMBERI LA SEDE OCCUPATA A ROMA”. IL MINISTRO DELL’INTERNO BALBETTA: “LO FAREMO”. MA QUANDO?

 

1 - CASAPOUND, 12 CONDANNE A BARI “RIORGANIZZAVANO IL PARTITO FASCISTA”

Estratto dell’articolo di Chiara Spagnolo e Giuliano Foschini per “la Repubblica”

 

casapound

Era un'aggressione fascista. Fatta da una squadraccia fascista di militanti di CasaPound. Tutto questo ora è scritto in una sentenza. Per la prima volta un tribunale italiano condanna un gruppo di militanti di CasaPound applicando gli articoli 1 e 5 della legge Scelba, la norma che vieta la riorganizzazione e la manifestazione del disciolto partito fascista.

 

Lo ha fatto ieri il tribunale di Bari, condannando dodici imputati su diciassette nel processo per il raid del 21 settembre 2018, al termine del corteo contro l'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini.

 

matteo piantedosi

Militanti di CasaPound aggredirono alcuni manifestanti a pochi passi dalla loro sede di via Eritrea. La manifestazione si era appena sciolta in piazza del Redentore, al quartiere Libertà. I partecipanti stavano tornando verso casa.

 

Nei pressi del circolo Kraken, sede di CasaPound, un gruppo di ragazzi che utilizzava, è scritto negli atti, «il metodo squadrista come strumento di partecipazione politica», li raggiunse. Secondo quanto ricostruito anche attraverso le telecamere di videosorveglianza, ci furono spintoni, schiaffi, colpi alle spalle, cinghiate. […]

 

casapound

La Procura ha sostenuto che non si trattò di uno scontro casuale ma di un'azione organizzata contro chi aveva partecipato al corteo antifascista.

 

Il collegio presieduto dal giudice Ambrogio Marrone ha inflitto un anno e mezzo a cinque imputati per la sola riorganizzazione del partito fascista nelle forme della manifestazione e dei metodi; due anni e mezzo ai sette ritenuti responsabili anche delle lesioni, con la privazione dei diritti politici per cinque anni.

 

[…]

 

 Questa sentenza è speciale perché è la prima in Italia che riconosce a carico di militanti di CasaPound la violazione della legge Scelba inserendo quindi il movimento, ora vicino al generale Roberto Vannacci, come qualcosa che richiama direttamente al partito fascista. Per questo dal centrosinistra è partita subito la richiesta di scioglimento.

 

casapound

In Aula Pd, s e Avs hanno chiesto un'informativa urgente al ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, e lo sgombero della sede romana occupata da CasaPound. Su questo Piantedosi ha risposto: «Io sono per sgomberare tutti gli immobili previsti. CasaPound l'ho inserita io nella lista, da prefetto di Roma». Ma per le opposizioni non basta. La segretaria del Pd Elly Schlein definisce la decisione «una sentenza molto importante» che non può non provare conseguenze.

 

[…]

 

Dopo il sequestro della sede nel 2018, CasaPound è formalmente scomparsa da Bari ma alcuni attivisti hanno continuato a fare politica o a mantenere una presenza pubblica. Alberga ha sostenuto il centrodestra alle comunali del 2019 ed è stato visto nel 2024 a un incontro organizzato da Roberto Vannacci.

 

Rocco Finamore è oggi coordinatore del comitato foggiano «Remigrazione» e promuove iniziative in questo senso; Martino Cascella negli anni ha attaccato lo ius soli e rivendicato il fascismo. Ora, quindi, c’è una sentenza. Ma tutto era già stato scritto.

 

2 – IL RAID CON CINGHIE E BASTONI. VIOLENZA COME METODO POLITICO

Estratto dell’articolo di Irene Famà per “la Stampa”

 

casapound

I militanti di Casa Pound di Bari hanno agito come le «squadracce» in camicia nera per organizzazione e obiettivo: «Reprimere con la violenza le ideologie opposte». La procura non ha alcun dubbio: il 21 settembre 2018, quando i "fascisti del terzo millennio" hanno colpito a calci, pugni e cinghiate alcuni manifestanti scesi in strada contro le politiche migratorie del governo dell'epoca, hanno utilizzato la violenza come metodo politico. Come si faceva negli Anni Venti. In dodici sono stati condannati per aver violato due articoli della legge Scelba, ovvero per la riorganizzazione del partito fascista in due forme.

La prima: «Partecipazioni alle manifestazioni usuali» delle camicie nere. La seconda: l'utilizzo del «metodo squadrista come strumento di partecipazione politica».

 

matteo piantedosi al senato foto lapresse

Le motivazioni della sentenza arriveranno tra novanta giorni, per ora resta la ricostruzione della procura di Bari che parte da un presupposto: la legge Scelba del 1952, composta da dieci articoli, è «tutela contro le derive estremiste» e «si preoccupa di impedire la riorganizzazione del partito fascista».

 

[…]

 

Questa, secondo la procura diretta da Roberto Rossi, la chiave di lettura dell'aggressione avvenuta a Bari. «Una vera e propria spedizione punitiva» per colpire e «reprimere indiscriminatamente» gli oppositori, per «affermare, e qualificare come "fascista" la propria azione criminale».

 

CASAPOUND

I frequentatori di "Kraken CasaPound", così si chiama la sede pugliese inaugurata il 3 maggio 2016, generalmente si contano sulle dita di una mano. Quattro o cinque, non di più, che si salutano rigorosamente incrociando l'avambraccio. Sono "camerati" e vogliono che si sappia.

 

Quella sera, invece, sono arrivati in trenta pronti a contrastare quegli «antifascisti di m****» in piazza per contestare pacificamente le politiche dell'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini.

 

Casualità numerica? La procura non ci crede e sostiene che l'attacco con cinghe, manganelli, bastoni e catene sia stato programmato.

 

andrea joly aggressione

Quelli di CasaPound, è documentato nelle annotazioni della Digos, attendono che gli antifascisti passino poco lontano dalla loro base. Schierati. Prima gli sfottò: «Andatevene m****... qui comandiamo noi». Un runner che passa di lì per caso, si allontana e lo consiglia anche ad altri passanti di cambiare strada perché «quelli menano». […]

 

E i poliziotti, oltre a vestiti e mazze utilizzate probabilmente per l'agguato, sequestrano anche copie del Mein Kempf e altri libri come "Giovinezza Tradita", "Se non ci conoscete. Racconti squadristi". E ancora. Cartoline con l'immagine di Mussolini, adesivi della X Mas, bandiere con la croce celtica, l'aquila con il fascio, spille con la svastica e tutto il kit del perfetto "fascista del Terzo Millennio".

 

l aggressione al giornalista della stampa andrea joly 4

Decide i procedimenti a carico dei militanti di CasaPound per apologia di fascismo, violenze, lesioni. A dicembre, a Torino, quattro "camerati" sono stati condannati per aver aggredito il giornalista de La Stampa Andrea Joly fuori dall'Asso di Bastoni, sede piemontese con il simbolo della "tartaruga nera", mentre a Napoli altri quattro sono imputati per aver picchiato il giornalista Roberto Tarallo che sul giubbotto aveva una spilla antifascista. Singoli episodi, giusto per citarne alcuni.

 

A cui si sommano i procedimenti in corso a Roma per i saluti romani ad Acca Larentia. E anche quest'anno erano tutti lì schierati. E nostalgici.

 

[…]

 

commemorazione acca larentia 2026 3

Ora si pone una questione legata sempre alla Legge Scelba, per la precisione all'articolo 3 che stabilisce: «Accertata con sentenza la riorganizzazione del disciolto partito fascista, il ministro dell'Interno, sentito il Consiglio dei Ministri, ordina lo scioglimento e la confisca dei beni dell'organizzazione». E alcuni esperti sostengono che si tratti di «un automatismo» semplice, alla condanna deve seguire lo scioglimento.

 

Questione discussa. E mentre esplode la polemica politica, il Viminale tace. Il caso del possibile scioglimento di CasaPound si somma allo sgombero della storica sede, un palazzo occupato nel centro di Roma proprio accanto alla stazione Termini, annunciato ormai da tempo. […]

casapound

 

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini santanche

DAGOREPORT - CHE VISIBILIA IN VIA SOLFERINO! “SANTANCHÈ CEDE A MELONI”, TITOLAVA COSÌ A CARATTERI CUBITALI IN PRIMA PAGINA IL “CORRIERE DELLA SERA” DI GIOVEDÌ 26 MARZO. UN TITOLONE, USATO COME ARMA DI DISTRAZIONE, DAL DUPLEX CAIRO&FONTANA, SCUDIERI TREMEBONDI DEL GOVERNO MELONI SEMPRE PIU'  SCHIACCIATO DALL’IMPLOSIONE DELLA SUA STESSA MAGGIORANZA - E DOPO IL NAUFRAGIO REFERENDARIO, NON BASTA METTERE ALLA PORTA LA SANTADECHÈ E I GIUSTIZIERI DI VIA ARENULA: LA FU "MELONI DEI DUE MONDI" DOVRÀ FARSI CARICO DEI PROBLEMI REALI DEGLI ITALIANI CHE, DOPO I SUOI QUATTRO ANNI AL POTERE, PAGANO PIÙ TASSE DI PRIMA - SE IL PAPEETE DELLA “SÒLA” GIORGIA NON CI SARÀ MAI (È MAI POSSIBILE ANDARE AL VOTO ANTICIPATO CON DUE GUERRE E UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE?), ANCHE L'INSOSTENIBILE RIFORMA ELETTORALE ALLA FIAMMA PARE DESTINATA ALL’OBLIO: I MALCONCI LEGA E FORZA ITALIA APPAIONO MULI RECALCITRANTI PER NULLA DISPOSTI A PRENDERLO IN QUEL POSTO… 

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi mps

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE SCONTATA: LA LISTA ALTERNATIVA DI TORTORA-LOVAGLIO RIAPRE I GIOCHI – TUTTO GIRA INTORNO ALLA DECISIONE DELLA HOLDING DELFIN, PRIMO SOCIO DI MPS COL 17,5%: VOTERÀ LA LISTA DEL CDA IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE O SI ASTERRÀ? – MA ANCHE L’ASTENSIONE DEL GRUPPO GUIDATO DA UN FRANCESCO MILLERI SEMPRE PIU' TERRORIZZATO DALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA DI MILANO E DALLA LITIGIOSITÀ DEGLI OTTO EREDI DEL VECCHIO, POTREBBE GIOCARE A FAVORE DI LOVAGLIO - COME MAI IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI, SUGGERITO DA MILLERI, SI SAREBBE MOSSO A FAVORE DI LOVAGLIO? - COSA FARANNO GLI INVESTITORI ISTITUZIONALI CHE HANNO QUASI IL 60% DEL CAPITALE MPS? - CON LA QUOTA DEL 4,8%, IL MEF DI GIORGETTI E UN GOVERNO AZZOPPATO DALLA DISFATTA DEL REFERENDUM SI MUOVERANNO DIETRO LE QUINTE PER SOSTENERE UNO DEI CONTENDENTI O MANTERRANNO UNA RIGIDA NEUTRALITÀ? AH, SAPERLO…

maurizio gasparri antonio tajani paolo barelli forza italia fabrizio corona massimo giletti marina berlusconi

DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI? POCHE, POCHISSIME, QUASI ZERO - DI PIU': PER LA FELICITÀ DI GIANNI LETTA, L'EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA AL SENATO NON SARÀ PIÙ IL “PLENIPOTENZIARIO” DI TAJANI A VIALE MAZZINI. E COSI' NON POTRÀ PIÙ “SABOTARE” SIMONA AGNES - COME È ALTRETTANTO CERTO CHE SCOMPARIRANNO DALLE TRASMISSIONI RAI LE INNUMEREVOLI INTERVISTE DELL’EX COLONELLO AN DI FINI. COME NON ASSISTEREMO PIÙ ALLE OSPITATE "A TUTTO GAS" DI FABRIZIO CORONA IN CHIAVE ANTI MARINA E PIER SILVIO, DI CUI NE PAGA IL PREZZO L’INCAUTO MASSIMO GILETTI - SI SALVA (PER ORA) DALL’EPURAZIONE IL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DI FORZA ITALIA, PAOLO BARELLI. E UN GRAZIE LO DEVE RIVOLGERE AL FIGLIOLO GIANPAOLO SPOSATO CON FLAMINIA TAJANI - VIDEO: IL "FAR WEST" DI SALVO SOTTILE CON GASPARRI CHE SI SCAGLIA CONTRO "REPORT" DI RANUCCI

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …