ALLA FACCIA DEI BACCHETTONI DEL “FAMILY DAY”, BERGOGLIO FA CADERE IL DOGMA DELL’INDISSOLUBILITÀ DEL MATRIMONIO NEI CASI DI VIOLENZA DOMESTICA: “CI SONO CASI IN CUI LA SEPARAZIONE È INEVITABILE, ALTRI IN CUI È MORALMENTE NECESSARIA”

Valeria Pacelli per il “Fatto Quotidiano”

 

BERGOGLIO CORNA BERGOGLIO CORNA

“Ci sono casi in cui la separazione è inevitabile e a volte può diventare perfino moralmente necessaria”. Papa Bergoglio, durante l’udienza generale in piazza San Pietro di ieri, ha pronunciato l’ennesima frase “controcorrente” sul matrimonio. Pur limitata, ha spiegato, ai casi in cui “si tratta di sottrarre il coniuge più debole o i figli piccoli alle ferite più gravi causate dalla prepotenza e dalla violenza, dall’avvilimento e dallo sfruttamento, dall’estraneità e dall’indifferenza”.

 

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Dopo aver espresso nei giorni scorsi scetticismo sulle apparizioni, come quella di Medjugorje (“La Madonna è madre, non è un capo ufficio della posta per inviare messaggi tutti i giorni”) adesso Bergoglio fa un altro passo che lo rende sempre più distante dall’ala più “conservatrice” della Curia vaticana. Nei giardini di San Pietro c’è chi storce il naso; fuori invece c’è chi inevitabilmente si sente più vicino a quei messaggi.

 

Ieri dopo 24 ore dalla presentazione del documento preparatorio del sinodo dei vescovi sulla famiglia (che si terrà dal 4 al 25 ottobre), Papa Francesco è intervenuto quindi sul tema dei divorziati risposati. Quelle famiglie “in situazioni cosiddette irregolari”, anche se questa espressione non gli va giù: “A me non piace questa parola”. L’importante è però che “i bambini non diventino ostaggi del papà o della mamma”.

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L’esperienza del divorzio Bergoglio l’ha affrontata anche in famiglia: l’unica sorella ancora viva che ha, Maria Elena, 67 anni e una casa a Buenos Aires, è divorziata. Le parole del Papa sono anche in linea con quanto detto sui risposati nell’instrumentum laboris che riprende alcune proposte avanzate nella sessione precedente del sinodo.

 

Anche qui si parla della possibilità di far partecipare i divorziati alle funzioni liturgico-pastorale, educative e caritative. Un tema che ha creato non pochi dissensi, come quello dell’“apertura ” alle coppie di fatto, sempre entro determinati limiti: insomma, bisogna rispettarle, ma la famiglia resta quella tradizionale, con un uomo e una donna.

DIVORZIODIVORZIO

 

Se gli italiani (pochi) nei giorni scorsi hanno risposto a questo scendendo in piazza con il Family Day, Bergoglio sembra voler andare per un’altra strada e parlando ieri delle famiglie ha aggiunto: “Lo svuotamento dell’amore coniugale diffonde risentimento nelle relazioni e spesso la disgregazione frana addosso ai figli”.

 

E conclude: “Parliamo molto di disturbi comportamentali, di salute psichica... Ma sappiamo ancora che cosa è una ferita dell’anima? Sentiamo il peso della montagna che schiaccia l’anima di un bambino nelle famiglie in cui ci si tratta male ? Quando gli adulti perdono la testa, quando pesano solo a se stessi, quando papà e mamma si fanno del male, l’anima dei bambini soffre molto. Sono ferite che lasciano il segno per tutta la vita”.

 

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